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28.05.22 - 16:44
Aggiornamento: 29.05.22 - 17:47

In sella, un anno dopo: il Molino torna in strada a Lugano

Una ‘critical mass’ in bicicletta ha preso il via oggi pomeriggio percorrendo le strade della città per concludersi nel prato dietro l’ex Macello

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"Sgomberate i nostri sogni, occupiamo i vostri incubi". Con questo slogan, a un anno dallo sgombero e dalla demolizione dei locali dell’Ex Macello di Lugano occupati dal Csoa Il Molino, gli autogestiti tornano a manifestare per le strade di Lugano,questa volta in sella a biciclette e mezzi a rotelle vari, come annunciato dal volantino diffuso nei giorni scorsi sui loro canali di comunicazione. La "Critical Mass" (così è stata definita) si è mossa alle 15 dal Cimitero di Lugano, e terminerà nel prato dietro l’ex Macello con un dj set Dub, una cena vegan e altra musica con il Trash Party. L’intero ricavato verrà devoluto al collettivo AntiRep Ticino.

"Dopo lo sgombero, un nuovo capitolo di lotta dal basso"

La manifestazione è accompagnata da una nota stampa diffusa dal Csoa Il Molino, che definisce lo sgombero dello scorso anno "un’azione di chiaro stampo militare dal sapore della vendetta punitiva, architettata e messa in pratica – salvo qualche «piccolo» problema di comunicazione - nel migliore dei modi. E di cui una ridicola e imbarazzante indagine del procuratore generale Pagani ha contribuito a rendere ancora più oscura e preoccupante". Gli autogestiti, di quella sera del 29 maggio, ricordano soprattutto "il sentimento di rabbia esploso nei corpi e nelle menti di tutti coloro che erano presenti".

Una notte in seguito alla quale "prese vita e forma un nuovo capitolo: un’esperienza collettiva di lotta dal basso vagante per le strade, piazze e parchi, scaturita da una chiara volontà di rispondere in modo determinato alla città di Lugano, una delle più a destra d’Europa"

La speculazione edilizia (in particolare con i 1’555 appartamenti sfitti in città, la "scientifica" demolizione di edifici storici o d’altri tempi, i vari progetti miliardari "di pseudo riqualificazione (vedi il progetto Matrix o il Polo Sportivo)" , la società fiduciaria Fidinam di Tito Tettamanti ""amico" del sovranista, ideologo di Trump, Steve Bannon", la posizione occupata da Lugano per quello che concerne la piazza finanziaria in svizzera, in Europa e nel mondo con ben 71 banche presenti sul territorio. Questi i temi intorno ai quali verte la protesta degli autogestiti nei confronti delle istituzioni del territorio.

"A Lugano nessuno spazio di socialità, solidarietà e aggregazione dal basso"

Territorio che, secondo il Csoa Il Molino, "manca completamente e volutamente di spazi di socialità, di solidarietà e di aggregazione dal basso dove costruire "altro". Spazi dove si possa vivere delle relazioni dove assaggiare tracce di libertà con la solidarietà, l’empatia, la mescolanza, l’autodeterminazione, la vicinanza, le relazioni e l’amore per la libertà".

Gli autogestiti rivendicano di aver voluto continuare a portare la propria idea in una Lugano "ipersecurizzata con la presenza ovunque di polizia e sorveglianza, controllata da 4’800 telecamere e dove l’unica soluzione per farne parte sembrerebbe essere quella di dover portare nel petto un cuore a forma di portamonete".

"Comunicare con le persone, generare momenti di socialità al di fuori dalle logiche produttive e consumistiche del mondo in cui viviamo, rivendicare e portare avanti le pratiche di lotta dal basso, essenziali secondo noi per alimentare un conflitto sempre più necessario": questo il filo conduttore, ribadiscono gli autogestiti, delle iniziative finora intraprese, dalle assemblee ai presidi, alle feste e mercatini.

"Ancora una volta pensiamo che la libertà non si mendica ma si conquista e che la risposta sia riprenderci quel che ci è stato tolto" dichiarano i responsabili del Molino, che si scagliano contro la disinformazione "da parte di partiti, politicanti, intellettuali, opportunisti, verso una frettolosa comoda risoluzione del "pericoloso" movimento autogestito".

Non manca il riferimento alla prossima conferenza sull’Ucraina: "una Smart City come Lugano - che si prepara ad accogliere 20 capi di stato per parlare (a guerra ancora in corso) dei futuri investimenti per ricostruire l’Ucraina - non vuole accettare che in città ci sia uno spazio capace di generare conflitto, solidarietà, cultura, socialità e resistenza rompendo gli equilibri delle logiche del potere che ci circondano! Altro che riconoscere l’autogestione!"

La lotta del Csoa il Molino non si fermerà a oggi, annunciano gli autogestiti, ma proseguirà per tutta l’estate, col torneo di calcio antirazzista del 18 giugno, con il concerto dei Fleisckäse il 4 giugno e altre iniziative.

"Né Matrix ne speculazione fermeranno l’autogestione. 1-10-100-1000 spazi autogestiti Con rabbia e con amore, SOA il Molino", conclude il comunicato.

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