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19.05.22 - 09:57
Aggiornamento: 14:54

‘La massa critica per riportare i tifosi a Cornaredo c’è’

Con Roberto Badaracco, vicesindaco di Lugano, ripercorriamo le vicissitudini che hanno caratterizzato l’ultimo anno dell’Fc Lugano

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archivio Ti-Press
Roberto Badaracco

«È successo di tutto e di più, ma tutti gli elementi del mosaico sono finiti al posto giusto nel momento giusto». Quanto successo nell’ultimo anno dell’Fc Lugano ha interessato da vicino anche il Municipio della Città. Ne abbiamo parlato con Roberto Badaracco, vicesindaco e capodicastero Cultura, sport ed eventi. Quando la cordata italo-brasiliana è stata presentata, anche all’esecutivo, «ho avuto la schiena fredda. Per fortuna Angelo Renzetti, a cui va dato il merito per questo primo passo fondamentale nel rilancio, si è accorto per tempo che dietro c’era altro e ha rimesso tutto a posto, annullando l’accordo nonostante le difficoltà finanziarie e il nodo ancora da sciogliere con Leonid Novoselskiy». La cessione della proprietà, nell’agosto scorso, a Joe Mansueto «ha sbloccato la situazione e l’arrivo dell’attuale dirigenza ha cambiato tutto e segnato una svolta per il Lugano». Badaracco sottolinea come «la nuova proprietà si è messa a discutere seriamente con la Città del nuovo stadio, dando anche una mano per la campagna referendaria».

Il Pse, ‘una vittoria fondamentale’

Il voto sul Polo sportivo e degli eventi (Pse) del mese di novembre «è stata una vittoria fondamentale – continua Badaracco – che è servita tantissimo a tutta la realtà sportiva di Lugano. Per l’assenza di spazi, e questa è una debolezza, le società sono separate, ma tutte hanno capito che era necessario unirsi a livello di strutture e per fare un salto di qualità». A Lugano sono presenti «realtà sportive importantissime ma che non si conoscevano, e che grazie al referendum si sono unite mostrando uno spirito e una sensibilità che dura ancora oggi: a Berna erano per esempio presenti giocatori delle squadre di basket e di volley». L’attesa è ora focalizzata sul nuovo stadio, atteso per il 2026. «Essendo subentrata in un momento di pianificazione di dettaglio, la nuova dirigenza bianconera sta collaborando anche per lo stadio: possono dirci le loro desiderata per punti che potranno migliorare l’impianto, la struttura e l’accoglienza per poter dare un ulteriore valore aggiunto alla struttura».

‘Sarebbe bello avere almeno 7mila persone a partita’

L’entusiasmo che sta accompagnando la squadra è tangibile. Lo si è visto domenica con le 10mila persone presenti a Berna e con la folla che ha atteso i vincitori della Coppa in piazza della Riforma e anche ieri allo stadio di Cornaredo, con una lunghissima colonna di fan di tutte le età in attesa di un autografo o di una foto ricordo con il proprio beniamino. Un entusiasmo che continuerà? Questa sera a Cornaredo arriveranno i campioni svizzeri dello Zurigo. L’ultimo incontro casalingo della stagione sarà una sorta di Supercoppa svizzera. Ci sarà il pubblico delle grandi occasioni? «C’è molto entusiasmo – conferma Badaracco –. A Berna ho incontrato gente proveniente da tutto il Ticino: questo dimostra che la massa critica per riportare i tifosi allo stadio c’è. Sarebbe bello se questa sera ci fossero migliaia di persone per salutare la squadra». Il capodicastero cita ancora una volta il lavoro della nuova proprietà. «Come dice la dirigenza, non sarà un discorso da fare nell’immediato, ma sul quale occorrerà lavorare per creare una struttura societaria e una forza organizzativa, sportiva e logistica per diventare una grande squadra». Il nuovo Cornaredo da solo dovrebbe contribuire all’aumento dei tifosi. «Il nuovo impianto di Losanna ha portato tremila spettatori in più a partita. A Lugano sarebbe bello averne sempre almeno 7mila per vivere partite ricche di atmosfera. Gli spettatori attirano atri spettatori e la partita diventa un’esperienza aggregativa da vivere in compagnia. Lo sport ha un potenziale molto forte che sa regalare momenti unici». Badaracco riserva attenzione anche all’allenatore Mattia Croci-Torti. «Una scelta fondamentale – analizza –. La nuova proprietà ha capito che era una figura importante per tutto il Ticino. Mattia ci ha inoltre messo del suo, è un ragazzo intelligente che ha saputo cogliere al volo l’occasione della sua vita».

In Europa tre volte in pochi anni

La vittoria in Coppa riapre al Lugano le porte dell’Europa per la terza volta in pochi anni (le altre qualificazioni sono datate 2017 e 2019). Le qualificazioni del mese di agosto potranno essere giocate allo stadio di Cornaredo. «Diventerà l’evento di agosto, mese in cui notoriamente non ci sono molti appuntamenti, sperando di poter accedere al playoff e continuare – sottolinea il municipale –. La qualificazione dimostra che il Lugano sta lavorando benissimo e possiamo essere contenti della nostra realtà calcistica che in futuro sarà ancora migliore».

Ipotesi polisportiva a Lugano?

Tornando ai rapporti tra le società, è possibile ipotizzare la nascita di una polisportiva a Lugano? «Non è facile perché ogni società ha la sua storia e la sua struttura ma grazie all’arrivo del nuovo palazzetto che verrà utilizzato da tantissime realtà sportive, sarà possibile iniziare a lavorare, conoscersi e trovare sinergie soprattutto per organizzazione e costi». Quello della polisportiva sarà comunque un discorso a lungo termine. «Così come succede a livello politico con le aggregazioni comunali, meglio iniziare a conoscersi e collaborare». Dopo la positiva esperienza della giornata dello sport organizzata durante la campagna referendaria per il Pse, le società «sono intenzionate a riproporre assieme questo appuntamento a cadenza annuale», conclude Roberto Badaracco.

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