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20.04.22 - 05:20
Aggiornamento: 19:28

Statua di Alfonsina Storni: famiglia e ideatrice contrarie

A Sala Capriasca continua a far discutere l’opera che ritrae il suicidio in mare della poetessa argentina di origini ticinesi

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L’oggetto della discordia

Continua a essere al centro di discussioni e polemiche la statua dedicata ad Alfonsina Storni, che il municipio del comune di Capriasca ha posato nell’omonima piazza di Sala Capriasca. A essere criticata è soprattutto la scelta di rappresentare il suicidio in mare della poetessa argentina di origini capriaschesi. Un gesto, va comunque sottolineato, che è stato reso celebre dalla canzone ‘Alfonsina y el Mar’ (interpretata da decine di cantanti nel corso degli anni). A mettere in dubbio il legame della poetessa scomparsa nel 1938 sono stati gli stessi membri della famiglia Storni: «Nel corso della sua vita Alfonsina non ha mai avuto un grande legame con Sala Capriasca. La nostra famiglia è infatti originaria di Lugaggia, da dove il padre di Alfonsina partì per cercare fortuna insieme ai suoi fratelli in Argentina». È quindi quasi per caso, spiegano gli eredi a ‘laRegione’, che il padre della poetessa arrivò a Sala. «Al momento del suo rientro in Svizzera, per curarsi, la casa di famiglia era in fase di ristrutturazione e quindi si trasferì in affitto a Sala Capriasca, dove nacque Alfonsina. Restarono lì poco però. Per questo non capiamo il motivo di fare una statua in quella località». A non trovare il benestare della famiglia non è solo l’immagine che l’artista Eva Antonini ha scelto di rappresentare, ma anche l’esistenza stessa dell’opera. «Non ci sembra il caso di dedicare una statua ad Alfonsina. Chi l’ha conosciuta sa che non avrebbe apprezzato. Inoltre è già presente una targa commemorativa, che basta e avanza. Un monumento simile in quella piazzetta ci sembra proprio fuori luogo». A dire la loro, attraverso un sondaggio che si concluderà questa settimana, saranno anche gli abitanti del paese. A oggi sono poco meno di duecento le risposte giunte in Comune.

‘L’idea è stata mia, ma così non piace nemmeno a me’

A essere contraria all’istallazione, nonostante ne sia stata l’ideatrice, è anche Gemma D’Urso. «Ho proposto di realizzare la statua prendendo esempio da quella dedicata a Picasso, a Malaga». Un’idea che ha trovato il favore delle autorità e che si legava anche al rinnovo della pavimentazione, per il quale il Consiglio comunale (Cc) aveva approvato un messaggio nel marzo 2019. «Da quel momento non ho però più sentito nessuno. Sono un po’ rimasta sorpresa quando ho visto la statua realizzata e che non trovo si adatti al genere di riconoscimento che avevo in mente». A disturbare D’Urso è soprattutto il fatto che le persone contrarie alla statua, o quantomeno a ciò che rappresenta, le attribuiscano la sua paternità. «Lo spunto è arrivato senza dubbio da me, ma non le forme e il significato che ha assunto ora. Inoltre sulla statua non si trova nemmeno il nome di Alfonsina Storni, non capisco il senso di realizzare un opera del genere».

‘Si tratta pur sempre di una celebrazione con carattere positivo’

Il dibattito resta comunque acceso, con la sezione comunale del Partito socialista che nelle scorse settimane ha diffuso una presa di posizione a sostegno della statua in bronzo – alta due metri in totale e con un ingombro di 95x45 centimetri – e della sua collocazione in piazza a Sala Capriasca. «Ci sembra un bel modo per ricordare una poetessa con origini ticinesi che ha fatto parlare di sé in diverse parti del mondo», spiega Mauro Quadri, presidente del gruppo Partito socialista e sinistra indipendente di Capriasca. «È vero che ha vissuto poco in Ticino, ma nei suoi scritti compare sia la Capriasca sia il paesino di Sala. In ogni caso la statua vuole essere una celebrazione positiva di una poetessa che nel corso della sua esistenza ha vissuto anche esperienze difficili». La statua e soprattutto la sua collocazione, lo ricordiamo, sono stata oggetto anche di una raccolta di firme (che aveva raccolto ottantacinque adesioni) e di un ricorso al Consiglio di Stato. Risposta arrivata lo scorso mese di agosto. L’Esecutivo cantonale aveva valutato l’opera ‘adatta al nucleo di Sala’, respingendo le perplessità (soprattutto di natura edilizia e procedurale) sollevate dai contrari.

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