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11.04.22 - 17:37
Aggiornamento: 18:32

Naturalizzazione sbagliata a Lugano, ‘si revochi la decisione’

La Commissione delle petizioni all’unanimità ha richiesto la revoca della risoluzione adottata nell’ultima seduta di Consiglio comunale

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A. R.
L’inizio della seduta di Consiglio comunale di Lugano dello scorso 4 aprile al Palazzo dei Congressi

Il Consiglio comunale di Lugano tornerà a votare su una richiesta di naturalizzazione negata nell’ultima seduta di legislativo. Lo ha richiesto formalmente e all’unanimità (a parte un membro che si è astenuto perché assente lo scorso 4 aprile) la Commissione delle petizioni. È questo il rimedio più logico e soprattutto meno oneroso per il diretto interessato che, con buone probabilità di vincere, avrebbe dovuto presentare ricorso a titolo personale. Un rimedio che va a ‘sanare’ il voto sbagliato su un messaggio (relativo alla naturalizzazione di una persona) che il Municipio ha proposto di respingere, mentre il rapporto allestito dalle Petizioni chiedeva di accoglierlo.

Avviata la procedura

Ma cos’è successo? In sede di votazione la maggioranza si è espressa a favore della proposta dell’esecutivo e quindi la richiesta di naturalizzazione è stata respinta. La presidente del Consiglio comunale Tessa Prati si è accorta del fatto che probabilmente diversi consiglieri comunali hanno votato favorevolmente pensando di approvare la richiesta. Tanto che si è proceduto a un secondo voto con strascichi polemici, per poi prendere per buono l’esito della prima consultazione. Dopo lo sbaglio, è quindi stata avviata, da parte della commissione delle Petizioni, la procedura di revoca codificata dall’articolo 63 della Legge organica comunale (Loc). In altre parole, il voto in questo caso viene considerato un errore commesso da una parte del Consiglio comunale, che ha leso i diritti della persona richiedente.

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