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Luganese
06.04.22 - 14:54
Aggiornamento: 17:50

Tram-treno: l’appalto del progetto alla Collega-TI

Il consorzio è guidato dalla Lombardi Sa di Giubiasco. Un percorso a ostacoli tra ricorsi e mal di pancia

Ha finalmente un esito il concorso di progettazione esecutiva della tappa prioritaria della nuova Rete tram-treno del Luganese la cosiddetta ‘asta’ centrale tra Lugano e il piano del Vedeggio, comprensivo della nuova galleria ferroviaria tra il centro di Lugano e il piano del Vedeggio. Il Consiglio di Stato, nella sua seduta del 6 aprile ha delibero l’opera al consorzio Collega-TI, guidato dalla Lombardi Sa Ingegneri Consulenti di Giubiasco. Dopo la bocciatura da parte del Tram, che annullò il primo bando, alla riapertura del concorso internazionale, pubblicato lo scorso mese di settembre, parteciparono quattro gruppi di progettisti specializzati provenienti dal Ticino, dalla Svizzera interna e dall’Italia. "Entro il termine previsto del mese di marzo, e a conclusione di un’impegnativa procedura di scelta – annota un comunicato stampa governativo – il gruppo di valutazione incaricato dal Dipartimento del territorio ha preavvisato la delibera del mandato di progettazione multidisciplinare al consorzio Collega-TI, guidato dallo studio d’ingegneria Lombardi Sa Ingegneri Consulenti di Giubiasco. Si tratta di un risultato di grande prestigio per l’ingegneria ticinese, che conferma il suo valore nel contesto di una gara caratterizzata dall’alta qualità delle offerte presentate".

L’avvio del progetto esecutivo è previsto entro la prossima estate. Inoltre, dice sempre il Consiglio di Stato entro la fine di quest’anno, l’Ufficio federale dei trasporti dovrebbe emanare la decisione di approvazione dei piani, rilasciando l’autorizzazione per la costruzione della Rete tram-treno.

Resta la questione del tracciato

È un percorso a ostacoli questo del tram-treno, opera di notevole importanza per la regione, largamente condiviso a livello politico ma contestato nei dettagli, che poi tanto dettagli non sono. Come l’eliminazione della tratta di collina della Ferrovia Lugano-Ponte Tresa che raggiunge attualmente l’abitato di Sorengo e la stazione di Lugano. Vi sono ancora pendenti alcuni ricorsi, tra i quali uno ‘pesante’ dell’Associazione traffico e ambiente e della Società ticinese per l’arte e la natura, che si appoggia sulle originari decisioni del Gran Consiglio e che minaccia di portare la causa fino davanti al Tribunale federale. Sulla querelle era pure montata una polemica politica, coi sindaci del Malcantone a puntare il dito contro le associazioni ambientaliste. Si vedrà: per ora su questo fronte tutto tace.

Criteri contestati

Aspettando di dipanare il non trascurabile aspetto del tracciato, il concorso di progettazione è comunque partito, ma con un passo falso, venendo cassato dal... Tram (il Tribunale amministrativo cantonale) per una questione formale, ma che diventava sostanziale: la richiesta, fatta ai concorrenti, della firma dei committenti di precedenti opere analoghe realizzate, firma che alcuni enti non rilasciano per principio. Il concorso è stato così ripresentato, ma ha scontentato nuovamente i professionisti del ramo – una parte di essi almeno – per la mancanza fra i criteri di gara della cosiddetta ‘affidabilità dell’offerta’. Una scelta che è stata anche portata all’attenzione dell’Ordine ticinese degli ingegneri e degli architetti nella sua ultima assemblea. Il rischio sarebbe quello aprire le porte a fenomeni nocivi quali dumping e subappalti. Opinioni di parte chiaramente, ma insomma i mal di pancia ci sono stati. Alla fine come detto solo quattro consorzi hanno deciso di partecipare alla gara: all’apertura delle buste l’offerta più bassa, 17,662 milioni di franchi, è stata proprio quella del concorso Collega-TI mentre il gruppo più ‘caro’ si era proposto a 23 milioni di franchi.

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