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21.03.22 - 05:20
Aggiornamento: 15:35

Tamaro Village, il Tram accoglie il ricorso di Pro Natura

Il Tribunale cantonale amministrativo rispedisce al Consiglio di Stato l’incarto, bacchettando esecutivo cantonale e comunale sulla procedura

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Il cantiere dello Splash&Spa, nel 2012. Il Tamaro Village sorgerebbe sul terreno immediatamente a est (in alto nella foto)

Il dossier sul Tamaro Village torna al Consiglio di Stato (Cds). Lo ha stabilito il Tribunale cantonale amministrativo (Tram) accogliendo il ricorso di Pro Natura Ticino, che nell’ottobre del 2020 ha contestato la decisione del Cds, con la quale veniva dichiarato irricevibile il precedente ricorso dell’organizzazione per la protezione della natura contro la decisione del Municipio di Monteceneri di rilasciare una licenza edilizia preliminare alla Depos City Discount Sa, che intende realizzare nei pressi dello Splash&Spa un complesso turistico e sportivo. Due anni fa il governo non era entrato nel merito delle rimostranze ambientaliste, mentre ora dovrà farlo: "L’impugnativa (di Pro Natura, ndr) – si legge nella sentenza – deve pertanto essere accolta, con conseguente annullamento del giudizio impugnato e rinvio degli atti all’esecutivo cantonale, affinché si pronunci nuovamente sul ricorso dell’insorgente".

Per il Consiglio di Stato il ricorso era irricevibile

Il Cds, ricordiamo, ha dichiarato l’irricevibilità – respingendo quindi di fatto il ricorso originario – sostenendo che i termini per opporsi al rilascio della licenza edilizia provvisoria, accordata dal Municipio nell’agosto del 2019, non sarebbero stati rispettati da Pro Natura, rappresentata dall’avvocato Daniel Ponti. L’inghippo, in breve, è il seguente: a fine agosto 2019 il Municipio intima la propria decisione direttamente all’associazione, e non al suo rappresentante legale. Quest’ultimo ne viene a conoscenza soltanto un mesetto dopo, informando tempestivamente il Comune e richiedendo non solo regolare notifica ma anche la cosiddetta restituzione del termine di ricorso, ossia che il tempo per opporsi alla decisione venisse conteggiato dal momento in cui a esserne informato fosse l’avvocato e non il ricorrente. A inizio ottobre Ponti per conto di Pro Natura presenta dunque ricorso al Cds, che tuttavia l’ha ritenuto tardivo considerando come buona la prima notifica del Municipio e quindi come validi i primi termini ricorsuali, che scadevano a fine settembre. In quell’occasione il governo ha inoltre rimproverato Pro Natura, accusandola di aver tenuto "un comportamento passivo" per non essersi assicurata che il proprio avvocato avesse ricevuto la decisione.

Per il Tram, ad aver sbagliato sono invece esecutivo cantonale e comunale

Tutto sbagliato, secondo il Tram. "Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale – si spiega nella sentenza –, nell’ipotesi particolare in cui una parte rappresentata da un avvocato riceva essa soltanto l’atto, le incombe l’onere di informarsi al più tardi l’ultimo giorno del termine di ricorso dalla notifica irregolare in merito all’ulteriore modo di procedere; a partire da questa data decorre dunque il termine di ricorso". In sostanza, "l’esecutivo comunale è incorso in un’irregolare notifica della sua decisione", in quanto era a conoscenza che Pro Natura fosse rappresentata da Ponti, ciononostante ha intimato la decisione direttamente all’associazione anziché al legale. Sottolineando che i ricorrenti hanno agito in buona fede – uno degli elementi per riconoscere la notificazione difettosa –, il Tram evidenzia quindi che il termine ricorsuale non era scaduto: "Contrariamente a quando indicato dal governo, nulla permette di affermare che il termine di ricorso abbia iniziato a decorrere dalla prima notifica irregolare (fine settembre, ndr). (...) Di riflesso, non si può nemmeno rimproverare all’insorgente (Pro Natura, ndr) di aver tenuto un comportamento passivo".

Un hotel con 150 posti letto

L’incarto torna dunque ora al Cds, che dovrà stavolta pronunciarsi nel merito del ricorso. Il cosiddetto Tamaro Village, ricordiamo, è un complesso multifunzionale riconducibile alla famiglia Cattaneo: turistico, alberghiero, congressuale, amministrativo, medicale e sportivo, secondo l’istanza di costruzione preliminare. Si tratta in sostanza di una struttura alberghiera a quattro piani con 150 posti letto, negozi e una struttura medica legata allo sport, che dovrebbe sorgere a Rivera, nei pressi dello Splash&Spa, al quale dovrebbe collegarsi con una passerella di venti metri circa, sul terreno della pista di ghiaccio utilizzata dall’Hc Ceresio. Pro Natura si è opposta al progetto sin dall’inizio, ossia ancora dal 2017 quando è stata pubblicata la domanda di costruzione. Il complesso, circa 12’500 metri quadrati di superficie, è stato progettato dall’architetto Christian Rivola e dall’ingegner Sergio Tami, e secondo Pro Natura – assieme alle strutture ricreative già presenti nell’area – diventerà un importante generatore di traffico, motivo principale dell’opposizione.

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