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La Foce piace ma occorre fare attenzione
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01.03.22 - 05:15
Aggiornamento: 15:45

Lugano: dopo gli annegamenti, verso i pattugliatori alla Foce

Municipio e Cantone a braccetto per incrementare la sensibilizzazione nell’area, con una segnaletica più visibile e in diverse lingue

Sono ancora troppo fredde le acque del lago e del fiume, in questo periodo. Però la Città di Lugano sta già guardando verso la stagione estiva e vuole evitare altri annegamenti alla Foce del Cassarate, dove l’anno scorso sono morte due persone. Per raggiungere l’obiettivo, in collaborazione con il Cantone, con la campagna Acque sicure e con la Polizia lacuale, il Municipio sta pensando a migliorare la prevenzione, la sensibilizzazione e all’introduzione di pattugliatori. L’idea è ancora in fase di approfondimento, nell’ambito della proposta presentata sotto forma di mozione da alcuni esponenti del gruppo Ps-Pc (Raoul Ghisletta, Edoardo Cappelletti, Mattea David, Aurelio Sargenti e Carlo Zoppi) nel luglio scorso. Una mozione che qualche mese dopo era stata preavvisata negativamente dal Municipio, ma poi l’esecutivo ha cambiato idea. Nel frattempo, prende piede e forma anche l’edizione di Lugano Marittima 2022, che per il momento non è ancora stata approvata ma, dopo due anni di pandemia si vorrebbe riproporre.

Più prevenzione con l’ente turistico

Fra le proposte, ancora in fase di approfondimento, c’è la posa di una nuova segnaletica più visibile e decifrabile (e scritta in varie lingue) rispetto a quella presente attualmente, nella zona in cui il lago diventa più profondo. Inoltre, nel periodo estivo più caldo, per una durata non definita si vorrebbero introdurre alcuni pattugliatori. «A breve incontreremo la commissione delle Petizioni sulla mozione e in quell’occasione spiegheremo cosa vorremmo fare, per cercare di arginare almeno in parte gli annegamenti che purtroppo, secondo quanto abbiamo potuto appurare negli ultimi casi, sono capitati a persone che non sapevano nuotare», conferma a ‘laRegione’ il municipale di Lugano Tiziano Galeazzi. Concretamente, a quali misure state lavorando? «Dobbiamo fare più sensibilizzazione, visto che non possiamo e non vogliamo chiudere l’accesso alla Foce – rileva il municipale che preferisce non entrare troppo nel merito visto che per ora si parla di proposte –. È importante insistere con un’informazione mirata ma non soltanto con una diffusione circoscritta all’area e alla città. Vorremmo estenderla nel territorio agli alberghi, coinvolgendo l’ente turistico, alla stazione Ffs e magari anche con comunicazioni oltre Gottardo, per chi arriva dall’estero. Chi vive a Lugano o in Ticino conosce i pericoli che possono esserci alla Foce. Il problema si pone soprattutto per le persone straniere che magari hanno anche difficoltà a nuotare e non sono rese attente delle pericolosità del lago. Quindi vorremmo migliorare questi aspetti della faccenda estendendo i confini della sensibilizzazione rivolta anche alle scuole estere e ai centri di accoglienza». Successivamente, la commissione allestirà il suo rapporto e se ne riparlerà in Municipio. Intanto, ci conferma ancora il municipale Udc, la prossima campagna di sensibilizzazione di Acque sicure sarà proprio centrata sulla prevenzione dell’area della Foce del Cassarate.

Area apprezzata anche dagli stranieri

In effetti, dopo gli interventi risalenti a qualche anno fa, la zona è molto apprezzata non soltanto dalla popolazione locale ma anche da persone non residenti. Normale che, durante i giorni più caldi dell’estate, ci sia chi voglia bagnarsi. Purtroppo, la scorsa estate, gli annegamenti registrati sono stati ben due: uno era straniero di origini indiane di 27 anni, l’altro era sulla cinquantina, di origini eritree. Due decessi di troppo: da qui la necessità di far sapere al pubblico che bisogna prestare la massima attenzione perché la Foce è pericolosa. In effetti, a perdere la vita negli ultimi anni nella zona sono stati stranieri o persone che non erano informate delle numerose insidie di questo luogo. A un certo punto, a una distanza variabile di alcuni metri, la riva della Foce, dove si tocca facilmente, scende repentinamente e per chi non sa nuotare può diventare un grosso problema, anche a causa dell’escursione termica prodotta dall’incontro del fiume Cassarate con le acque generalmente più calde (d’estate) del lago Ceresio.

Lugano Marittima si fa strada

Nel frattempo, in Municipio si è ricominciato a parlare di Lugano Marittima, la manifestazione promossa nel periodo estivo dalla Città, ma sospesa negli ultimi due anni a causa dell’emergenza sanitaria e per evitare la diffusione del coronavirus. Ebbene, l’esecutivo non ha ancora deciso ma si sta facendo strada l’ipotesi di riproporre gli eventi e le casette con le mescite. L’idea aveva riscosso un ottimo successo di pubblico nel 2019 e potrebbe tornare la prossima estate, sempre che non riemerga il problema legato alla pandemia.

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Foce, la Città: ‘Non serve un piano di prevenzione’

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