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In alcuni posti l’età media è bassa
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03.01.22 - 05:15
Aggiornamento: 17:40

Lugano: per Capodanno in discoteca, a 16 anni

Storia di una ragazza, che, come diversi minorenni, riesce a entrare nei locali notturni. Ma il rischio di sanzioni, soprattutto per gli esercenti, è alto

«Avevo voglia di ballare». Semplice e chiara la ragione, come spesso lo sono le motivazioni dietro alle azioni degli adolescenti. Sì, perché Claudia, vero nome noto alla redazione, ha solo 16 anni. E la sera di San Silvestro è andata con amici e amiche in una nota discoteca di Lugano. E nonostante sia minorenne è entrata, senza troppi problemi. Ha accettato, non senza timori, di raccontarci un fenomeno presente ma poco dibattuto: i minorenni nei locali notturni. Un racconto parziale: Claudia non ha voluto rivelarci come è riuscita ad accedere al locale.

‘Essere una donna facilita un sacco’

«Qui da noi l’ho fatto un’unica volta – premette –, ma in altri Paesi dove ci sono meno controlli, sono già andata più volte. Ad esempio al mare in vacanza. È un ambiente che mi piace». «I controlli – evidenzia la ragazza – in Ticino invece li fanno e spesso sono anche abbastanza precisi, chiedono il documento cartaceo, ti controllano la borsa, ti fanno fare la registrazione». Eppure, sembrerebbe essere un fenomeno piuttosto diffuso. «Sì, conosco abbastanza ragazzi che ci vanno». Sicura che non lo dicono magari per ‘tirarsela’, per fare colpo? «No, credo sia proprio vero. Lo si vede anche dalle foto che postano sui propri social». E come fanno a eludere la sicurezza all’ingresso? «Non lo so. Però essere in compagnia di maggiorenni e soprattutto essere una donna facilita un sacco. In questi casi c’è meno controllo. Infatti sono molte di più le ragazze che riescono a entrare».

Paura di essere scoperta? ‘No’

Claudia spiega anche che ci sono «posti nei quali è più facile entrare e poi nei quali è più difficile. Conosco però persone che vanno in discoteca regolarmente e ci entrano da minorenni, quindi può anche essere che qualcuno ci entri per conoscenze all’interno, ma non saprei di preciso come fanno». In ogni caso, a causa del Covid c’è stata una stretta: «Non so se in tutti i locali controllano il certificato scansionandolo o meno, però credo che ci siano già meno minorenni che riescono a entrare a causa del pass». Tornando alla tua esperienza, non hai avuto ‘paura’ di essere scoperta e delle eventuali conseguenze? «In realtà no. Penso che se ti scoprono all’entrata, al massimo non ti fanno entrare e basta. Ho sentito che in alcuni locali tempo fa è arrivata la polizia a controllare e poi il locale ha ricevuto una multa abbastanza alta».

‘Impossibile che alcuni genitori non sappiano’

Multe, che si possono dare anche per consumo di alcol. «Io non bevo – precisa la 16enne –, però sì, una volta dentro anche l’alcol te lo danno senza chiedere i documenti. Però questo succede anche in altri bar e non solo per i locali notturni». I minorenni, naturalmente, oltre che all’autorità di polizia sono sottoposti anche a quella dei genitori e il discorso inevitabilmente cade anche lì. Possibile che i genitori non si preoccupino o arrabbino? «Io non lo faccio regolarmente – ripete Claudia –, per cui non lo so. Ma credo proprio di sì. Però è possibile anche che ci siano genitori che lo sappiano e che non facciano nulla. Penso sia impossibile che i genitori di quei ragazzi che vanno spesso nei locali e tornano a casa alle 5 nei finesettimana non sappiano che i figli vanno in discoteca».

LA POLIZIA

‘Bisogna pretendere documenti non falsificabili’

Sul fenomeno abbiamo interpellato anche Roberto Torrente, comandante della Polizia comunale di Lugano. A Capodanno non avete fatto controlli sull’età dei clienti dei locali notturni? «Non mi risulta. C’è da dire che non facciamo dei controlli regolari in quest’ambito. Spesso interveniamo piuttosto su segnalazione. Capita che siano i genitori a segnalare, quando scoprono che i propri figli frequentano questi locali. Succede anche che siano dei giovani stessi, già maggiorenni, a farlo». Il comandante precisa che «la gravità dell’infrazione dipende anche dal tipo di documento che si presenta, ma in ogni caso una responsabilità da parte di chi verifica gli ingressi c’è. Accettare come documento d’ingresso in discoteca una tessera dello studente che è notoriamente falsificabile in modo molto semplice, è un conto. Se invece si pretende la carta d’identità o il passaporto, è un altro paio di maniche. È importante quindi richiedere documenti che siano difficilmente falsificabili».

Più difficile con il 2G+

Torrente ricorda inoltre che oggi, per accedere alla discoteca, è necessario essere in possesso almeno del certificato Covid 2G+, ossia essere vaccinati o guariti con anche il test negativo. «Assieme al pass bisogna quindi evidentemente mostrare anche un documento d’identità valido, e non una tessera dello studente o simili, bensì qualcosa di ufficiale. Perciò, mi chiedo come questi minorenni abbiano fatto a entrare. Attenzione a non sfociare nella falsificazione di documenti ufficiali, che è un reato ben più grave». Escluso questo, se un minorenne viene trovato all’interno di un locale notturno, in realtà, «non è soggetto a multe o altre sanzioni, ma lo sono gli esercenti o eventualmente, ad esempio, i maggiorenni in compagnia dei minorenni che acquistano e poi offrono loro bevande alcoliche».

Cosa dice la legge: dall’ammonimento alla chiusura del locale

A disciplinare, fra l’altro, la presenza dei minorenni nei locali è la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear). Questa, ricordiamo, stabilisce che “in tutti gli esercizi dopo le ore 23 le persone di età inferiore ai 16 anni devono essere accompagnate da un maggiorenne responsabile del loro comportamento” e che “l’accesso ai locali notturni è vietato ai minorenni” (capoversi 1 e 2 dell’articolo 14). Riguardo all’accertamento dell’età (articolo 29) si dice: “In caso di dubbi circa l’età del cliente il gerente deve esigere la presentazione di un documento ufficiale di legittimazione”. Per quanto riguarda, infine, le sanzioni (articoli 43-48). La premessa è che “le infrazioni di lieve gravità sono punite con l’ammonimento”. Le multe possono variare invece da 50 a 40’000 franchi. L’importo minimo per la vendita di bevande alcoliche a chi non si dovrebbe, e fra questi rientrano evidentemente i minorenni, è di 200 franchi. E sono punibili sia il gerente sia il cliente. La revoca dell’autorizzazione a esercitare scatta in tre casi, uno dei quali è la “ripetuta trasgressione preceduta da misure sanzionatorie”.

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