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21.12.21 - 16:17
Aggiornamento: 17:56

Ecocentro di Origlio, non passa la proposta più leggera

Non raggiunge la necessaria maggioranza in Consiglio comunale il credito meno costoso per la struttura bocciata in votazione popolare

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La Casa comunale di Origlio

Ecocentro di Origlio: il Municipio ci riprova e ripropone una richiesta di credito meno costosa ma, nella seduta di ieri sera, il messaggio non raggiunge la necessaria maggioranza qualificata. Un messaggio che è dunque stato respinto avendo ottenuto solo 12 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto. L’infrastruttura era prevista nella medesima ubicazione del progetto bocciato dalla maggioranza della popolazione poco più di un anno fa. Dopo la vittoria del referendum lanciato da Lega e Udc, il Municipio, rinnovato per i due terzi nelle elezioni dello scorso aprile, ha infatti proposto un progetto allestito dallo studio d’ingegneria Brugnoli e Gottardi Sa che costa 1,165 milioni di franchi, assai meno rispetto agli 1,85 milioni di franchi di quello rifiutato da 375 votanti (contro 315 favorevoli). La riduzione dell’investimento è sostanziale ma il progetto non ha convinto neanche stavolta.

Cedraschi: ‘Prendiamo atto, ne riparleremo’

«Un risultato dovuto, in parte, all’assenza, per vari motivi, di alcuni consiglieri comunali. Quando la maggioranza è risicata, può capitare che un messaggio non venga accolto perché non c’era la maggioranza qualificata di 13 consiglieri, il sostegno, per un voto, non è bastato», commenta il sindaco di Origlio Alessandro Cedraschi. Ora, come intendete procedere? «È stato riconosciuto anche dagli oppositori che il luogo prescelto andava bene, anche se sono state espresse perplessità – risponde il sindaco –. Per il momento, prendiamo atto e ne riparleremo a bocce ferme. L’ecocentro è una necessità, valuteremo se presentare un altro progetto. Non abbiamo fretta». Ieri sera, è stato pure ritirato dal Municipio il messaggio sugli adeguamenti pianificatori necessari per poter ospitare l’ecocentro: dal Consiglio comunale sono giunte diverse richieste di emendamento, che non hanno ottenuto risposta. «Abbiamo deciso di chiedere al Cantone e ai pianificatori se le richieste formulate potranno essere accolte e le risposte arriveranno in febbraio», spiega Cedraschi. Insomma, alla fine, sui voti hanno prevalso le perplessità che si sono tradotte nel rapporto di minoranza della Commissione della gestione, firmato da tre consiglieri comunali, che chiedeva al Municipio di rinviare il messaggio, anche se i costi del credito sono stati abbattuti parecchio con l’eliminazione delle opere edili (tettoia più monoblocco), di genio civile e alla pavimentazione del piazzale (rinuncia a muri; cancellata e parapetto; videosorveglianza e lavaggio veicoli).

Municipio e Consiglio comunale di Origlio, lo ricordiamo, avevano accolto nel 2019 il credito di 1,825 milioni di franchi per costruire un nuovo e moderno ecocentro, ma l’anno scorso, l’esito del referendum ha ribaltato il risultato. La maggioranza dei votanti – del 69% la partecipazione alle urne – ha accolto le criticità evidenziate soprattutto dalla Lega dei ticinesi e dall’Udc, che chiedevano di respingere la richiesta di credito, ritenendola onerosa e sproporzionata. Stavolta, invece, le perplessità riguardavano piuttosto la volontà di realizzare un ecocentro separato, aperto solo qualche giorno alla settimana, con un operaio. Aspetti, questi, ritenuti rischiosi per gli eccessivi costi di gestione, con possibili ricadute al rialzo sulla tassa base per la spazzatura destinata dal prossimo 1° di gennaio a dover coprire tutte le spese per i rifiuti.

Sempre nella seduta di ieri, il Consiglio comunale ha approvato invece il Piano finanziario e il Preventivo 2022 del Comune che indica un avanzo d’esercizio di 33’230 franchi. Confermato inoltre il moltiplicatore d’imposta al 70%. Pure approvato il regolamento comunale per l’erogazione degli incentivi a favore dell’efficienza energetica, dello sfruttamento delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile. Regolamento che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 1° gennaio, dopo il via libera dell’autorità cantonale.

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