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11.11.21 - 10:51
Aggiornamento: 15:32

Pecunia Olet, Galeazzi non patteggia: si profila il processo

Il municipale Udc è indagato nell’inchiesta italiana per riciclaggio aggravato. Decisione il 15 dicembre

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Si profila il processo in Italia per il municipale Udc di Lugano Tiziano Galeazzi, indagato per riciclaggio aggravato, in relazione alla sua professione di fiduciario, nell’ambito dell’inchiesta Pecunia Olet avviata dalla squadra mobile di Brescia e dalla Guardia di Finanza di Bergamo. Lo scrive il Corriere della Sera nell’edizione locale di Bergamo.

L’inchiesta ha visto il sequestro complessivo di 10 milioni di euro su conti svizzeri, soldi che facevano la spola fra Calcio (il comune del Bergamasco di cui è originario Sirani, precisa Tio), Singapore, San Marino, le Isole Marshall e la Svizzera.

La difesa di Galeazzi, affidata all’avvocato Davide Giudici, del Foro di Como, secondo quanto scrive il Corsera non imboccherà la strada del patteggiamento, scegliendo probabilmente la via del processo con rito ordinario. Il municipale di Lugano ha sempre sostenuto, in sua difesa, che la Procura di Bergamo ha considerato erroneamente illecita la sua attività professionale, invocando a supporto della propria tesi la decisione del Tribunale penale federale che nel maggio del 2018 ha smontato il reato di riciclaggio accertando che i soldi in questione sarebbero stati versati in Svizzera prima dei reati contestati in Italia. Galeazzi aveva all’epoca dichiarato che, lavorando in banca, era semplicemente il consulente finanziario della moglie dell’imprenditore di calcio Luca Sirani, imputata nel processo insieme ad altri familiari, e che si era attenuto alle regole bancarie e alle leggi svizzere in vigore a quel tempo con il segreto bancario, analogamente a tantissimi altri colleghi. L’accusa sostiene invece che con l’espressione “magazzini di mele” usata nelle conversazioni telefoniche con i Sirani, Galeazzi si riferisse ai conti-deposito di denaro da riciclare.

L’avvocato difensore della famiglia Sirani, Gianbattista Scalvi, ha invece optato per la via del patteggiamento, respinta dalla Procura: un “passaggio tecnico, per garantirci la possibilità di chiedere il patteggiamento a dibattimento. È un caso che dobbiamo ancora definire, vedremo. Posso dire che, anche se ridimensionati, i sequestri sono rimasti in essere”, ha dichiarato il legale. Per tutti gli imputati (oltre a Galeazzi, la suddetta moglie dell’imprenditore Sirani Isabella, la madre di lei Pierina Pesenti, il padre Innocente Sirani e il fratello Fausto) è stato chiesto il rinvio a giudizio, su cui il giudice dell’udienza preliminare Maria Beatrice Parati si è riservata ogni decisione. L’udienza è fissata al 15 dicembre.

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