laRegione
21.10.21 - 19:30
Aggiornamento: 20:04

La Sfl: ‘Senza Pse il Lugano non avrà licenze straordinarie’

Il portavoce Philippe Guggisberg risponde alle esternazioni social di Tamara Merlo. La deputata. ‘Manca un piano B’

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archivio Ti-Press/Sfl
Si lotta sia sul campo che fuori

«Se le condizioni continueranno a essere quelle attuali, il Football Club Lugano non potrà più beneficiare di una licenza straordinaria per iscriversi al campionato di Super League». A esprimersi, sollecitato da ‘laRegione’ è Philippe Guggisberg, portavoce della Swiss Football League (Sfl). Per garantire un futuro nella massima serie ai bianconeri, il prossimo 28 novembre le urne della Città di Lugano dovranno restituire un sì al Polo sportivo e degli eventi (Pse). La precisazione arriva il giorno dopo il post pubblicato dalla deputata e consigliera comunale di Lugano, nonché sostenitrice del comitato contrario al Pse, Tamara Merlo (Più Donne). Merlo afferma di avere contattato la Sfl “per verificare le informazioni: dire che un no al Pse manderebbe il Lugano in serie B (Challenge League) è uno slogan che fa presa sui tifosi, ma non corrisponde alla realtà”. Lo stadio di Cornaredo è stato costruito 70 anni fa e oggi non è conforme agli standard della Sfl per le partite di Super League. La stessa Sfl ha rilasciato nel 2015 una deroga per giocare a Cornaredo per la stagione 2020-2021. Lo scorso mese di novembre, infine, la Sfl ha modificato il regolamento delle licenze su richiesta dell’Fc Lugano (e dell’Fc Aarau) e concesso un’autorizzazione straordinaria, rinnovata di anno in anno, a condizione che il progetto si realizzi. Dopo il messaggio municipale e l’approvazione del Consiglio comunale, «il progetto deve continuare a essere attivo», annota Guggisberg. L’esempio più recente è stato illustrato mercoledì, durante la conferenza stampa sulle indicazioni di voto del Municipio. Filippo Lombardi ha infatti ricordato che, per la nuova pista dell’Hcap, il primo colpo di pala è stato dato pochi giorni prima del termine fissato per l’inizio dei lavori, ma che il cantiere vero e proprio è iniziato solo qualche mese dopo. «Leghe e federazioni non impongono termini perché sono cattive ma perché puntano ad aumentare il livello delle infrastrutture», ha aggiunto. Infrastrutture che, per dirla con le parole del vicesindaco Roberto Badaracco, sono «vecchie, inadeguate, datate e da diverso tempo al limite».

Il ‘giallo’ della telefonata

Stando alle verifiche effettuate da Philippe Guggisberg, Tamara Merlo ha effettivamente contattato la Sfl e ha parlato con il segretariato. «So che ha chiesto se ci siano casi di club relegati a causa dell’assenza di infrastrutture, ma non è stato affrontato il tema Fc Lugano», afferma il portavoce. Per la Sfl non ci sono dubbi in merito e la posizione è stata ribadita «pochi giorni fa» anche alla stessa società bianconera. «Andare a giocare gli incontri casalinghi altrove non è decisamente la soluzione ideale per un club», conclude Guggisberg. Uno dei casi più recenti in Svizzera è stato quello del Wil che durante la costruzione dello stadio Bergholz, ha giocato gli incontri casalinghi nel poco distante stadio di San Gallo.

La reazione dell’Fc Lugano

Sono molti i commenti critici arrivati sotto al post di Tamara Merlo. Tra questi c’è anche quello di Michele Campana, Chief operating officier dell’Fc Lugano. “Dal suo scritto deduco che non è a conoscenza dei regolamenti e nemmeno della specificità della nostra (difficile e triste) situazione”, spiega Campana. Giocare in uno stadio sostitutivo “è permesso solamente durante l’eventuale costruzione di un nuovo stadio”. L’articolo 8ter del regolamento sulle licenze stabilisce che lo stadio dove un club della Sfl disputa i suoi incontri casalinghi non deve distare più di 50 chilometri in linea d’aria dallo stadio utilizzato fino a quel momento. Campana precisa inoltre che “l’autorizzazione eccezionale per poter continuare a giocare in uno stadio non a norma ci viene concessa unicamente grazie al fatto che negli ultimi 7 anni abbiamo potuto far approvare il progetto del Pse (grazie al grande impegno del Municipio e della Divisione Sport) alla Swiss Football League e dimostrare che lo stesso è proseguito per atti concludenti”. Il Coo torna anche su quanto successo lo scorso autunno. “Per fortuna (altrimenti saremmo già stati relegati a tavolino il 30 giugno 2021) siamo riusciti a far passare una modifica regolamentare che toglie il termine massimo di 5 anni consecutivi in cui è possibile ottenere un’autorizzazione eccezionale. Il resto sono solo ipotesi fantasiose”.

Merlo: ‘Manca un piano B’

«Trovo sia preoccupante che la Città di Lugano non abbia previsto un piano B nel caso vinca il no». Da noi raggiunta, Tamara Merlo che, dopo la chiamata effettuata mercoledì al segretariato della Sfl, ha contattato anche il responsabile dell’ufficio legale della stessa. «Ho chiesto se era vero che nessuna squadra è stata relegata per assenza dello stadio – dice Merlo a ‘laRegione’ –. Questo è vero, come è vero che mi hanno detto che altre squadre non hanno potuto essere promosse perché non avevano lo stadio». La domanda che si pone Merlo è chiara: «Se vince il no cosa fa la Città? Sembra non ci sia una via d’uscita, Lugano deve avere le possibilità tecniche di portare avanti la parte sportiva». Nei prossimi giorni la deputata è intenzionata ad approfondire la tematica con l’addetto della Sfl che ha seguito la parte tecnica. «È preoccupante avere messo il calcio come ostaggio per far passare questo progetto che ha dei contenuti problematici, che sono quelli non sportivi». Tamara Merlo conclude affermando che «da cittadina di Lugano ho interesse che il Fcl giochi in Super League: consiglio alla Città e alle persone che hanno seguito questo progetto di pensare seriamente a come evitare che il Lugano perda la possibilità di avere uno stadio in tempi ragionevoli o addirittura la licenza se la Sfl non riesce a capire che lo stadio si può fare comunque». A tal proposito, la deputata ha chiesto ulteriori precisazioni alla Lega. In particolare, se – qualora passasse il no – la Sfl sarebbe disposta ad accettare anche soltanto una ‘lettera d’intenti’ da parte del Municipio a favore di un nuovo progetto che si basi esclusivamente sui contenuti sportivi del Pse per l’ottenimento della proroga per la stagione 2022-23.

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