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11.10.21 - 05:15
Aggiornamento: 13:39

Polo sportivo, la posizione Ps interroga l’allenza rosso-verde

Nicola Schönenberger, capo gruppo dei Verdi in Consiglio comunale contro il progetto sul Pse: ‘La coalizione è stata sofferta e tutt’altro che scontata’

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La partita tra favorevoli e contrari al Polo sportivo e degli eventi rimane accesa

Il dibattito sulla realizzazione del nuovo Polo sportivo e degli eventi (Pse) a Cornaredo rimane acceso tra i membri del partito socialista di Lugano che si sono riuniti – nuovamente dopo febbraio – in assemblea straordinaria sabato al Capannone di Pregassona. Tra gli esponenti del partito pronunciatisi a favore dell’attuazione del progetto vi sono la municipale, Cristina Zanini Barzaghi, il capogruppo in Consiglio Comunale, Carlo Zoppi e Daniele Alves, membro di direzione del Ps luganese. Per il no si sono schierati i membri di comitato, Martino Rossi e Rocco Bianchi.

Schönenbeger: ‘La coalizione è stata sofferta’

Il tema si mantiene scottante, anche in riferimento all’alleanza rosso-verde a Lugano, dove i Verdi sostengono invece con immutata coerenza il Referendum lanciato dall’Mps contro il progetto che il prossimo 28 novembre porterà i cittadini al voto. Nicola Schönenberger: «In Consiglio comunale, quando si è trattato di votare sul Pse, la posizione del Ps di approvare la mega operazione immobiliare, sicuramente in parte speculativa, con i suoi desiderata, l’ho letta come operazione per salvare capre e cavoli. Si doveva e si poteva fare diversamente. Poi, oltretutto c’era la grandissima pressioni delle elezioni comunali, era un paio di settimane prima, dove con tutto il bullismo che c’è stato per chi osava la benché voce critica sul Pse... Alla fine di temerari che hanno avuto il coraggio di difendere le proprie idee siamo stati noi dei Verdi. Le opinioni all’interno del Ps sono sempre state divergenti. Poi c’era anche l’imbarazzo sul fatto che la municipale e capo dicastero Immobili era implicata in prima persona con la progettualità del Pse e quindi, prima delle elezioni, con me in lista, poteva anche essere difficile andare a sconfessare la propria municipale e quindi si è scelta questa “oregiattata”». La diversità di vedute rischia di compromettere l’alleanza rosso-verde a Lugano? «Difficile da dire. Le alleanze si fanno prima delle elezioni e dipendono da diversi fattori che in questo momento non sono ancora definibili. È chiaro che si parte da presupposti diversi rispetto all’ultima tornata. I Verdi sono cresciuti e questo aspetto del ‘fratellino piccolo’ e del ‘fratellino grande’, del piccolo che porta acqua al grande, è una cosa molto sentita nei Verdi, soprattutto dalla base. Ed è un aspetto che va considerato. Ma le decisioni finali si faranno quando si capirà quale può essere la forza dei Verdi in corsa da sola, ciò che dipende dai candidati. Per me parlare in questo senso è prematuro. Già l’ultima volta è stata una decisione sofferta l’alleanza con il Ps, era tutt’altro che scontata. Lo si è deciso dopo lunghi dibattiti interni. Immagino che la prossima volta queste discussioni saranno ancora più grandi della precedente. I Verdi hanno ancora voglia di crescere e quindi rivendicare dei posti. Occorre comunque dire che è innegabile che noi con il Ps siamo d’accordo con il 90% delle questioni. È naturale. Ma la domanda è: a quale pro?».

I lavori assembleari e le tre opzioni

Ma torniamo all’assemblea del Ps. Sabato ad aprire il dialogo è stata Cristina Zanini Barzaghi, che ha confermato il proprio sì al maxi progetto, sottolineando: «Il Pse è una qualifica di una parte importante e strategica della città. È un progetto che tocca tutto lo sport, non solo quello d’élite e potrà essere anche uno spazio in cui tutte le generazioni – di ogni estrazione sociale – potranno incontrarsi». La municipale ha precisato che tutto il Municipio è impegnato a sostenere le sette richieste inserite dal Ps nella risoluzione del Consiglio Comunale a favore di una sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Come obiettivo c’è anche quello di accorpare l’amministrazione a Cornaredo «nel baricentro della città», in un edificio attrezzato per la digitalizzazione e che permetta di migliorare il servizio all’utenza. A questo proposito Martino Rossi ha ribattuto che «un polo sportivo già di per sé attira molto traffico, aggiungervi uffici e abitazioni sarebbe un aggravante», evidenziando che il progetto non rispetterebbe gli ideali ecologici prefissati. Per Rossi anche la questione economica è da considerare, infatti «lo sdoppiamento del polo sportivo tra il centro al Maglio e quello di Cornaredo, non solo causerebbe un aumento dei veicoli in strada ma sarebbe anche inutilmente costoso». L’ideale per i contrari al Pse è quindi quello di concentrare le infrastrutture solo a Cornaredo, «evitando la costruzione di una nuova pista e favorendo il risparmio di 11 milioni di franchi».

Il progetto risulta sconveniente anche per Rocco Bianchi, membro del Fc Rapid: «La buvette rappresenta un’entrata importante per la nostra società sportiva; se venisse spostata al Maglio ci sarebbe un buco economico da coprire, ma vi sarebbe anche una perdita nell’integrazione sociale». Il fronte del “no” vuole quindi un centro sportivo che sfrutti tutto lo spazio pubblico di Cornaredo e vi integri stadio, palazzetto, pista di atletica e campi d’allenamento, rifiutando la proposta di costruire alloggi e uffici e di trasferire l’amministrazione, che «peggiorerebbe ulteriormente il problema dello sfitto a Lugano».

Secondo i favorevoli al Pse «il polo sportivo e degli eventi – ha detto Carlo Zoppi – è importante affinché la città rimanga all’avanguardia con le infrastrutture». Ad oggi, secondo Zoppi, il Consiglio Comunale «è più attento» e segue da vicino gli sviluppi possibili del progetto. Per il fronte del “sì”, il progetto si tradurrebbe in un riordino urbanistico generale che «colmerebbe il vuoto attuale tra Molino Nuovo, Pregassona, Davesco e Cadro, garantendo una maggiore attenzione ecologica, grazie alla creazione di ciclopiste e d’impianti fotovoltaici e la possibilità di organizzare eventi musicali e competizioni sportive a livello nazionale». L’Assemblea alla prova del voto ha registrato 23 sì al Pse, 10 contrari e 20 a favore della libertà di voto. E quest’ultima opzione è stata la preferita in vista della votazione del 28 novembre.

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