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05.09.21 - 19:12

Il 'Limbo' dei giovani russi e la voglia di Festival

Finalmente proiettato e diffuso il film girato a Lugano, sul tema dell'integrazione

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IG@ak.shots

Li avevamo lasciati una calda giornata di fine giugno del 2020, a 'girare' in un Liceo cantonale ormai deserto, al negozio alimentari Bomborozzo di Massagno e in altri punti della città. Che fine ha fatto 'Limbo', il film realizzato da studenti russi che vivono nel Luganese? Bene, dopo lunga gestazione il cortometraggio è infine arrivato sul grande schermo, o quasi: il Cinema Iride, di Lugano ha infatti ospitato le due proiezioni inaugurali, e nel frattempo il film è stato caricato su YouTube. Nell'uno e nell'altro caso però, solo gli invitati hanno potuto vederlo perché gli autori Kiryl Hramadka e Ivan Sokolov contano di presentarlo come 'inedito' in un festival cinematografico.

'Limbo' tratta la condizione esistenziale tipica di giovani di origine straniera - nella fattispecie russa - nella terra di nessuno, un limbo appunto, tra la patria di origine e quella adottiva. In un divenire dai contorni incerti fra il richiamo della 'Grande Madre' e la vita reale del presente, ma che a un certo punto richiede decisioni, e ci fermiamo qui per non 'spoilerare' troppo di questo racconto. 

Kiryl Hramadka e Ivan Sokolov, malgrado la giovane età, hanno già maturato esperienze nel campo della 'fiction'. Circa 20 anni entrambi, sono bielorusso il primo e russo il secondo. Kiryl si è orientato in particolare verso il mondo dell'animazione (disegni animati), 'L'impeccabile erede' vinse un concorso nazionale di lavori di maturità in arti visive.
Ivan è partito già nel 2012 col videomaking, degli sketch con amici ("fatti male però divertenti") arrivando anche a collaborazioni con la Rsi.

È proprio Ivan a spiegarci cosa è successo in questo periodo. "In realtà abbiamo iniziato a lavorare sul film solo verso dicembre, e poi non ero abituato a gestire una quantità simile di file video, oltre 100 al giorno per quindici giorni di riprese. Un terabyte, per capirci, per un professionista è normale, ma per noi... Diciamo che è stata un'ottima scuola, come girare tutto un film con degli attori. Speravamo di partecipare al Festival di Locarno nella categoria 'I Pardi di domani', ma eravamo in concorrenza con 3mila altre proposte... poi ammettiamolo: 'Limbo' non è certo un capolavoro, il film definitivo. Eravamo nella giuria di Cinema & gioventù e con gli altri giurati abbiamo organizzato una serata in amicizia proiettando i nostri lavori. Scherzando abbiamo concluso che saranno 'I Pardi di dopodomani'... Insomma adesso ci siamo candidati ad alcuni altri festival di caratura minore rispetto a Locarno, speriamo che qualcuno ci accetti".  Nell'attesa, come si diceva, 'Limbo' deve giocoforza rimanere inedito.

Intanto la vita continua: Ivan ha realizzato un secondo lavoro ed è attivo nel campo audiovisivo (filmati di carattere aziendale) fra Zugo e Zurigo, mentre Kiryl frequenta l'università, una facoltà di carattere artistico proprio rivolta all'animazione, e lo rivedremo a breve nell'organizzazione di 'Other movie', il festival cinematografico di Lugano che compie dieci anni di esistenza.

Tornando al tema del film, in sostanza il sottile confine tra integrazione e omologazione, a parte la trama, è interessante che a mettersi in gioco al centro dell'inquadratura sia una comunità, quella russa, che generalmente soffre poco a livello economico, ma che spesso è vista come una specie di "élite" un po' chiusa su se stessa. Non è il caso dei nostri due autori, in Ticino fin dai tempi della scuola elementare, ma per molti russi, ci hanno confermato, l'inserimento nella vita sociale ticinese a volte può essere più difficile rispetto a chi arriva dalle nazioni circostanti. Comunità che tra l'altro ha apprezzato 'Limbo', almeno quella presente all'Iride durante le due produzioni. "Sì, il gestore della sala mi ha detto che raramente è così piena per proiezioni del genere, e abbiamo avuto buoni riscontri dai nostri amici e parenti che hanno visto il film. Purtroppo i nostri parenti in Russia non l'hanno ancora visto perché manca il doppiaggio" spiega sempre Ivan. Tra l'altro il film si fa notare per la buona qualità delle riprese, nonostante sia stato realizzato con... una macchina fotografica. Una cosiddetta 'mirrorless' capace di girare video, da circa 3mila franchi, a confermare che oggi si può fare cinema a prezzi molto contenuti rispetto al passato, specie quando si dispone di buona voglia e di qualche conoscenza per mettere assieme il materiale tecnico necessario.

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