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27.08.21 - 17:21
Aggiornamento: 19:33

Lugano, l'Mps stronca i 18 milioni del Cantone per il Pse

Dura presa di posizione del movimento che sottolinea la contraddizione con la necessità di rivedere le spese del Cantone evocata da Christian Vitta

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"Da quando in qua il governo cantonale utilizza soldi pubblici per sostenere la speculazione edilizia?" È la domanda che pone il Movimento per il socialismo (Mps) nella sua presa di posizione odierna nettamente contraria al contributo cantonale di 18 milioni per il Polo sportivo e degli eventi (Pse) annunciato oggi dal consigliere di Stato Christian Vitta sul Cdt. Un contributo che era stato inizialmente fissato a 7 milioni. Precisiamo subito che stiamo parlando di soldi non ancora stanziati. Il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia ha infatti dichiarato che l'investimento verrebbe erogato qualora il progetto dovesse superare lo scoglio del referendum di fine novembre. Occorrerà poi superare l'ostacolo del voto in Gran Consiglio. In ogni caso, l'Mps non ha perso l'occasione di dire la sua parlando di un "orientamento che non sorprende: da tempo le pressioni sul governo si erano moltiplicate affinché si andasse in questa direzione. Il fatto che questa posizione emerga ora è un elemento che i favorevoli al progetto (di fatto tutti i partiti che siedono in governo) gettano nella campagna a favore del Pse". Il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia Christian Vitta ha peraltro precisato che la cifra proposta tiene conto delle dimensioni del progetto di Lugano, dei suoi contenuti sportivi, del carattere regionale e dei contributi stanziati per altre opere di questo genere in Ticino: "Abbiamo l'opportunità di creare un centro di competenza a livello svizzero", mentre ora bisognerà convincere i Comuni della regione a sostenere il progetto, almeno politicamente se non a livello finanziario. L'Ente regionale di sviluppo ne discuterà lunedì prossimo.

Un altro referendum all'orizzonte

L'Mps fa intendere di voler contrastare tale contributo "e, se sarà necessario e se saremo in grado di farlo (abbiamo altri importanti campagne che ci attendono), ricorreremo anche all’arma del referendum". Il movimento contesta la decisione anche da altri punti di vista: "Il governo non può nascondersi dietro l’idea che interviene con un importante contributo perché convinto della necessità di sostenere il progetto sportivo (stadio e palazzetto). In realtà, è un finanziamento non solo al “polo sportivo”, ma all’insieme del progetto, cioè a quel “quartiere speculativo” all’interno del quale è inserita la parte sportiva che, ricordiamo, rappresenta poco più di un terzo dell'insieme". L'Mps chiede pure "per quale ragione il denaro pubblico dei contribuenti di tutto il Cantone deve essere di fatto messo a disposizione di una grande impresa con capacità milionarie come la Hrs e di un colosso finanziario come il Credit Suisse che dirigono tutta l’operazione Pse?". Non solo. Di fronte "alle continue esternazioni del capo delle finanze cantonali, Christian Vitta, sulla necessità di rivedere strutturalmente le spese del Cantone, sulla necessità di concedere crediti e prestazioni in modo oculato, vagliandole sulla base di motivate priorità: il tutto alla luce delle conseguenze della pandemia sull’attività economica e sulle prospettive finanziarie che non sembrano delle migliori. Appare quindi perlomeno curioso che, in questo contesto, il governo trovi addirittura spazio per un contributo di 18 milioni di franchi per un progetto che (a parte le strutture sportive – il cui 'interesse cantonale' è ancora tutto da dimostrare) non ha nessuna urgenza e nessun interesse per lo sviluppo del Cantone".

Bertoli: 'Il nuovo impianto sportivo ha rilevanza cantonale'

A Manuele Bertoli, presidente del governo cantonale e direttore dell'educazione, della cultura e dello sport abbiamo posto alcune domande: quali sono i motivi che hanno indotto il Consiglio di Stato a incrementare il sostegno finanziario da 7 a 18 milioni di franchi al Pse? «Tenuto conto che 7 milioni vengono dal Fondo Sport toto, la novità riguarda l’importo restante. Il governo ritiene che il nuovo impianto sportivo abbia una rilevanza cantonale e quindi che sia corretto poterlo sostenere, ma dobbiamo vedere come il Parlamento accoglierà la proposta». Si considera tale investimento fra le priorità di fronte a un preconsuntivo cantonale che indica un disavanzo di 156 milioni e alla necessità di rivedere le spese del Cantone? «L’importo che supera l’intervento del Fondo Sport toto è una somma ‘una tantum’ e quindi non ha grande influenza sui conti, ritenuto che la problematicità finanziaria segnalata mercoledì riguarda principalmente la divaricazione tra costi ricorrenti e ricavi ricorrenti», risponde Bertoli. Se, e in quale misura, la recente cessione del Football club Lugano da Renzetti a Mansueto ha influenzato in qualche modo la decisione del Consiglio di Stato? «La cessione permette all'Fc Lugano di continuare la sua traiettoria nel massimo campionato, cosa che prima di questo fatto nuovo non mi pareva del tutto assodata, ma al di là di questo essa non ha avuto alcuna influenza».

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