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23.08.21 - 21:10

Un'estate da quasi tutto esaurito a Lugano

Mai visti così tanti turisti per una stagione finora da incorniciare. Stella, presidente di Lugano Region: 'Quasi raddoppiati gli ospiti confederati'

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Tanti turisti a Lugano quest'anno anche in agosto (Ti-Press)

Sta andando a gonfie vele l'estate in città. Circola tanta gente, addirittura ancora di più dell'anno scorso. Ai residenti che hanno rinunciato alle vacanze all'estero, si aggiungono i numerosi turisti confederati giunti alle nostre latitudini per trascorrere le ferie. E non è soltanto una percezione che si constata passeggiando in centro a Lugano. Da diversi anni non si ricorda un mese di luglio così buono, confermato dalle prime settimane di agosto. Lo testimoniano gli addetti ai lavori e gli operatori che manifestano soddisfazione per i risultati parziali da tutto esaurito (o quasi) della stagione estiva 2021.

'Non più tutto chiuso in agosto'

A cominciare da Michele Unternährer, presidente di GastroLugano e titolare di un bar in centro: «Negli ultimi giorni la clientela sta cambiando, le famiglie sono tornate in Svizzera interna dove alcune scuole hanno già ripreso l'attività, ma sono arrivati e continuano ad arrivare tanti adulti da Oltre Gottardo e diversi stranieri». Sono passati nel dimenticatoio i periodi estivi durante i quali la città era quasi deserta... «Ai tempi, si reclamava perché in agosto era tutto chiuso mentre quest'anno sono davvero pochi quelli che hanno tenuto le serrande abbassate, perché c'è tanto lavoro» osserva il presidente di GastroLugano. Tanti esercenti, da mesi, hanno poi approfittato dell'esenzione dal pagamento della tassa per l'uso del suolo pubblico predisponendo più posti a sedere all'esterno dove hanno allestito arredamenti che hanno reso più bella la città. A nord di via Balestra il discorso cambia e i commenti degli esercenti non sono così entusiasti. «Beh, in effetti, il lungolago e il centro fanno la differenza nell'accoglienza dei turisti. Anche oggi si lavora bene e i ristoranti sono pieni con le persone che fanno la colonna per andare a mangiare», chiosa Unternährer.

Cifre ancora 'dopate'

E a livello di pernottamenti come procede? «I risultati sono molto confortanti: erano anni che non si registravano cifre del genere, che sono probabilmente ancora 'dopate' dal fatto che non è così facile viaggiare all'estero anche se molti l'hanno fatto – risponde Lorenzo Pianezzi, presidente di hotelleriesuisse Ticino –. La buona tendenza a livello cantonale, quest'anno, è cominciata a maggio ma lo stesso discorso vale per il Luganese. Tutto sommato, la maggioranza della popolazione ha preferito restare all'interno dei confini nazionali. Se l'anno scorso abbiamo registrato un 95% di ospiti svizzeri, quest'anno la percentuale si aggira sul 90%, quindi c'è qualche straniero in più: francesi, tedeschi, arabi». E il turismo locale come procede? «Abbiamo riproposto quest'anno la campagna pubblicitaria 'Vivi il tuo Ticino', che nel 2020, ricordiamo, ha fatto registrare dai 5 ai 7'000 pernottamenti». Ci sono invece segnali di ripresa del turismo congressuale? «Temo che bisognerà aspettare il 2022, ma abbiamo già richieste, riservazioni e offerte», annota Pianezzi.

Stella: 'Meglio del 2019'

Il polso della situazione lo abbiamo chiesto anche ad Alessandro Stella, direttore di Lugano Region. «Riceviamo ottimi segnali per i pernottamenti negli alberghi e nei campeggi della regione. In generale, la stagione sta andando meglio del previsto, gli operatori sono quasi stupiti per i risultati al di sopra delle attese». Di più: «Nel 2020, purtroppo, fino a maggio si è potuto combinare poco, poi la situazione si è risollevata da giugno. Possiamo fare un confronto con il mese di luglio che quest'anno è stato migliore dell'anno scorso e del 2019 mentre in agosto il trend sembra positivo anche dopo Ferragosto con una clientela cambiata ma soprattutto svizzera». Statistiche ancora non ce ne sono ma la presenza di turisti tedeschi, francesi, olandesi e qualche arabo è confermata... «La provenienza dei turisti è più variegata rispetto all'anno scorso quando era predominante la presenza di turisti confederati che, solitamente (in anni 'normali', intendiamo senza pandemia), sono meno presenti nel Luganese rispetto alle regioni del Ticino: la media del 45% quest'anno è quasi raddoppiata e ha compensato il calo vertiginoso degli stranieri – dichiara il direttore dell'ente turistico luganese –. Lo scorso anno la stagione era andata bene anche in settembre e in ottobre, ma è chiaro che l'incognita resta l'evoluzione della pandemia e le relative restrizioni».

Una situazione inedita fino a qualche anno fa che si riverbera anche nei negozi della città: «Stiamo replicando la stagione del 2020: davvero tanti i turisti svizzeri e non era così scontato che ne arrivassero ancora così tanti – dichiara Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio e titolare di un negozio in centro città –. L'apertura delle frontiere non ha provocato alcun esodo verso sud o altri Paesi, ma ha sicuramente dato la possibilità a tutti di trascorrere la vacanze in libertà: questo è un ottimo segnale, vuol dire che pian pianino stiamo assistendo al rifiorire della normalità. Luglio non era cominciato tanto bene a Lugano, eppure abbiamo recuperato». La presidente dei commercianti è entusiasta dei Lvga Points: «Stanno funzionando molto bene, speriamo di poterlo allargare anche ai non luganesi».

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