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27.06.21 - 11:22
Aggiornamento: 16:11

Ex Macello, non allertato il ‘gruppo di picchetto rafforzato’

Costituito da settimane fra Polizia giudiziaria e Magistratura, sarebbe dovuto intervenire in caso di scontri o di uno sgombero, secondo ‘ilCaffè‘

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Il giorno dopo la demolizione (Ti-Press)

Il picchetto rafforzato fra Polizia giudiziaria e magistrati non è stato allertato la sera del 29 maggio scorso, quando è stato dapprima sgomberato e successivamente demolito il Centro sociale autogestito Il Molino all'ex Macello di Lugano. Lo rivela il domenicale ‘ilCaffè’, che sottolinea come il gruppo sia stato costituito da alcune settimane, visto che la tensione fra Municipio e autonomi nel periodo di campagna elettorale aveva raggiunto alte vette. “Alcuni procuratori – si legge sul settimanale – erano stati messi in allarme per quel sabato. Sarebbero dovuti intervenire se allertati dalla ‘giudiziaria’ in caso di scontri, ma anche nell'eventualità si fosse deciso di procedere allo sgombero dell'ex Macello. Così era stato deciso, addirittura anche il giorno prima in un incontro fra magistratura e polizia. Sì, in caso di sgombero il gruppo avrebbe dovuto essere allertato. Figuriamoci in caso di abbattimento del tetto e, addirittura, dell'intero stabile”.

Consegnata una relazione della polizia quattro giorni prima

Un altro meccanismo istituzionale che quindi non avrebbe funzionato, eppure, sempre secondo il domenicale, i presupposti affinché ci fosse un'organizzazione pianificata avrebbero dovuto esserci tutti: alla neoeletta capodicastero Sicurezza Karin Valenzano Rossi la Polizia comunale avrebbe consegnato una relazione dettagliata quattro giorni prima dei fatti. Relazione che la stessa avrebbe successivamente condiviso il giorno successivo con tutti i colleghi di Municipio e nella quale ci sarebbe stato scritto il piano di azione per governare eventuali emergenze. Nel piano si sarebbe menzionato anche lo sgombero. La municipale, ricordiamo, assieme al sindaco Marco Borradori, al vice Michele Foletti e ai colleghi Lorenzo Quadri e Filippo Lombardi, è stata interrogata settimana scorsa dal Ministero pubblico nell'ambito dell'inchiesta per abuso di autorità, violazione della legge edilizia e di quella relativa alla protezione dell'aria e dell'acqua.

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