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19.05.21 - 05:30
Aggiornamento: 10:11

Lugano, l'azzardo del casinò sul personale

Dipendenti e Ocst: 'Salari lordi sui 10-12 franchi l'ora, gran turnover causato dall'ambiente di lavoro non sereno'. La replica: 'Accuse infondate'

Paghe indecenti da 9.60 franchi all'ora risalenti al 2019 (anno record per fatturato) e non superiori a 12,51 almeno per tutto il 2020 (che nonostante le difficoltà ha chiuso con segno positivo), dipendenti allontanati sulla base di infrazioni costruite ad arte o costretti ad andarsene, personale che si sente minacciato dalla direzione, un elevato turnover di lavoratori e quadri dirigenziali per fare posto anche a frontalieri e all'assunzione di qualche raccomandato. Sono svariate le situazioni quanto meno spiacevoli che sarebbero successe all'interno del Casinò di Lugano soprattutto nell’ultimo anno. Circostanze discutibili e in apparenza irregolari ci sono state segnalate da alcuni impiegati che preferiscono restare anonimi (per evitare le inevitabili ritorsioni) attivi all'interno della casa da gioco. Stando alle loro testimonianze, «dietro quella bella immagine che mostra risultati eccezionali nel 2019 e comunque positivi lo scorso anno, ci sono atteggiamenti intimidatori nei confronti del personale e chi non li accetta viene licenziato o costretto ad andarsene». Queste segnalazioni ci sono state confermate dal sindacato Ocst che, a sua volta, ne ha ricevute diverse decine. Tanto che «chiederemo un incontro urgente con la direzione e il Consiglio di Amministrazione, abbiamo elementi per chiedere spiegazioni sulle paghe e in merito a un ambiente che non ci risulterebbe certo essere sereno, per usare un eufemismo», afferma Paolo Coppi, sindacalista Ocst.

La società: 'Sconcerto per l'attacco scorretto'

Dal canto suo, la Casinò Lugano ha preso conoscenza delle accuse proferite nei suoi confronti dal sindacato Ocst e riprese da taluni organi di stampa. Il presidente del Consiglio di amministrazione, Emanuele Stauffer, a nome dell’intero Consiglio di amministrazione, "esprime totale sconcerto per questa estemporanea presa di posizione, infondata nei fatti e scorretta nei modi". Il Casinò di Lugano, continua la replica del presidente del CdA, "ha, da anni, messo al centro della propria cultura aziendale le sue collaboratrici e i suoi collaboratori. Ancora recentemente, durante i mesi di pandemia, per esempio, ha versato a tutti il 100% dello stipendio, attingendo alle proprie riserve per evitare che i dipendenti riportassero pregiudizi finanziari". Questo "modo di agire lascia sgomenti e palesa un’offensiva prettamente mediatica e sensazionalistica; lo dimostra l’assenza di procedure di qualsivoglia natura volte a tutelare i diritti di chi viene indicato come leso nei propri interessi economici o nella propria dignità, come pure la mancata presa di contatto con i vertici aziendali, da sempre dimostratisi disponibili ad ascoltare le voci dei collaboratori. Molti dei fatti riportati sono semplicemente falsi e, pertanto, non meritano di essere commentati ma semplicemente smentiti". Il Consiglio di amministrazione, continua la presa di distanza dI Stauffer, esprimendo "fiducia totale e incondizionata, nella propria dirigenza, in particolare nei confronti dell’amministratore delegato Gianmaria Frapolli e della vice-direttrice Yuliya Goncharuk. Il Casinò si riserva di adire le opportune vie giudiziarie qualora attacchi siffatti dovessero essere reiterati".

Ocst: 'Preoccupati, vogliamo spiegazioni' 

Pur facendo la tara rispetto alla voglia di ritorsioni di alcuni dipendenti che hanno avuto contrasti con la dirigenza della società, il malcontento e il malessere dei dipendenti si starebbe allargando a macchia d'olio. Dopo anni di calma senza problemi particolari, pare aprirsi un'altra stagione conflittuale con le parti sociali. Come una dozzina di anni fa quando l'Ocst condusse una battaglia che indusse i vertici della casa da gioco luganese, nel 2012, a sporgere querela contro il sindacalista Nando Ceruso per informazioni lesive dell’onore e dell’immagine dell’azienda. Le persone attive alla casa da gioco che abbiamo incontrato tracciano un quadro disarmante quanto preoccupante di ciò che capita all'interno delle mura dell'edificio di via Stauffacher. Situazioni inaccettabili per una società – la Casinò Lugano Sa – con oltre il 70% dell'azionariato nelle mani della Città di Lugano. A pochi giorni dall'assemblea degli azionisti, i testimoni puntano il dito «contro Yuliya Goncharuk, vicedirettrice, già attiva per numerosi anni all'Admiral di Mendrisio, che opera dietro le quinte e avrebbe assunto il ruolo di persona di riferimento per ogni tipo di questione, assumendo quasi tutte le cariche dirigenziali e strategiche, con una retribuzione di gran lunga superiore alla media dirigenziale e bonus aziendale a cinque zeri». Secondo le persone che abbiamo incontrato, «il suo atteggiamento sarebbe intimidatorio nei confronti del personale con il beneplacito del direttore che, dal canto suo, avrebbe avviato una sorta di raccolta firme fra i dipendenti a sostegno della sua riconferma facendola passare come un’iniziativa spontanea (nessuno tra i dipendenti avrà mai il coraggio di confutare questa tesi ma il diretto interessato smentisce, ndr.). In un breve periodo ben tre responsabili del personale sarebbero stati cacciati o invitati 'gentilmente' ad andarsene. Chiunque abbia espresso perplessità o si fosse azzardato a mettere in dubbio la parola del direttore o della vice è stato licenziato». Ancora Coppi: «È anche vero che la vicedirettrice ha assunto una serie di cariche strategiche, con uno stile di gestione estremamente direttivo e poco trasparente che induce il personale a non poter discutere con lei. La raccolta di firme a favore della candidatura di Frapolli è stata promossa da una commissione che il personale non riconosce come autorevole. Le persone hanno firmato o perché non sapevano cosa stessero firmando o perché hanno scelto il minori dei mali rispetto alla prospettiva di un nuovo direttore scelto dalla vicedirettrice, Rispetto ai salari oggettivamente troppo bassi, nel caso, come pare affermare la direzione che non esistessero più, noi chiederemo la motivazione ai dirigenti. In altre parole, le persone sono state licenziate o le paghe sono state adeguate?».

1'800 franchi al mese al croupier al 100%

«Abbiamo appurato l'esistenza nel 2019 di paghe inferiori ai 10 franchi lordi all'ora, e ancora all'inizio di quest'anno, almeno un salario di 1'800 franchi al mese per un impiego a tempo pieno di una persona come croupier – sostiene Coppi –. È altresì verificata una sostituzione ingiustificata di dirigenti responsabili negli ultimi mese, almeno una decina, con motivazioni da chiedere visto l'andamento buono del casinò. La sostituzione è avvenuta con personale di dubbia professionalità e presumibilmente, in parte, frontaliero. È anche certo che c'è stato turnover massiccio di dipendenti operativi, nel Live Game e nella ristorazione. Persone che alla luce di una situazione aziendale difficile o di estremo stress se ne sono andate». Uno dei nostri interlocutori, ci informa che nel giro di due mesi, sono usciti dall'organico della società ben nove quadri. Non solo. Una sessantina di operativi ai tavoli o in altre posizioni esecutive ha lasciato la casa da gioco nell'ultimo anno. Al loro posto sono stati assunti diversi frontalieri la maggior parte dei quali nel nuovo settore della piattaforma on-line, cavallo di battaglia della nuova direzione. La casa da gioco luganese non ha un Contratto collettivo di lavoro (Ccl), che invece hanno adottato i casinò di Mendrisio e Locarno. Il clima di tensione sarebbe palpabile e i nostri interlocutori arrivano a parlare «di mobbing subdolo e ricattatorio, con un monito che ricorre: 'Occhio, fate attenzione perché i prossimi potreste essere voi' e definiscono uno specchietto per le allodole l'iniziativa promossa da alcuni dalla direzione che consente di segnalare i caso a una società esterna». Stando ai testimoni, «sono stati messi alla porta dipendenti che lavoravano al casinò dalla sua apertura, nel 2002. E sono stati rimpiazzati da personale compiacente o appunto frontaliero. La conduzione della casa da gioco da parte della coppia formata da Frapolli e Goncharuk farebbe il bello e il cattivo tempo, si avvale di un solo fornitore per il cambio di denaro e obbliga alla partecipazione alle riunioni indette all'ultimo minuto anche il personale in vacanza o in lavoro ridotto». I testimoni raccontano un'altra storia rispetto alla versione dei vertici della società: «Anche che durante i momenti di lockdown e i periodi di orario ridotto, i vertici della casa da gioco hanno imposto ai dipendenti turni massacranti di lavoro generando tuttavia debiti di ore nei confronti dell'azienda». Insomma, la situazione sarebbe diventata insostenibile per chi osa obiettare o anche solo chiedere spiegazioni.

Verso l'assemblea degli azionisti

Il quadro della situazione non è dei migliori a pochi giorni dall'assemblea degli azionisti. Il CdA (guidato dall'avvocato Emanuele Stauffer e composto dall'ex vicesindaco di Lugano Erasmo Pelli, dal presidente del Cda dell'Eoc Paolo Sanvido, dall’attuale direttore Gianmaria Frapolli e dal dimissionario Helmut Wede che verrebbe sostituito da un altro membro di Casinò Austria) prossimamente farà la scelta del futuro direttore, visto che Frapolli ha assunto la carica ad interim dopo la partenza lo scorso novembre di Emanuela Ventrici che è approdata all'Admiral.

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