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20.04.21 - 11:13
Aggiornamento: 15:54

Lugano: giù Lega, Plr e Ps. Bene Verdi, Udc e le new entries

Il calo più marcato in Consiglio comunale è quello leghista. Entrano Forum Alternativo, Ticino&Lavoro e Più Donne. Dentro Pelli e Beltraminelli.

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Palazzo Civico a Lugano (Ti-Press)

Consiglio comunale molto più frammentato a Lugano per questa breve legislatura. Sono due le nuove forze politiche che entrano nell'emiciclo: Più Donne (due seggi) e la Sinistra Alternativa (un seggio). Fallisce, per poco, invece il tentativo del Movimento per il socialismo. Si confermano i due seggi del Movimento Ticino&Lavoro, ma non a scapito di Ppd e Verdi liberali, che riguadagnano i due posti persi con la fuoriuscita di Sara Beretta Piccoli e Giovanni Albertini restando stabili a nove come già nel 2016.

Crollano Lega e Plr, male il Ps

Ottimo il risultato di Verdi e Udc/Udf: entrambi guadagnano due rappresentanti salendo da tre a cinque. Chi perde più di tutti è la Lega invece, che avrà quattro consiglieri comunali in meno rispetto alla scorsa legislatura (da diciotto a quattordici). Male anche il Plr, che ne avrà tre in meno (quindici invece di diciotto), ma torna a essere il primo partito. A perdere sono anche Ps e Pc: avranno due rappresentanti in meno (sette, non più nove).

L'Mps non entra per poco

Parlando di percentuali, la sconfitta più grande è quella leghista: -6,2%, dal 29,8 al 23,6. Importante la perdita anche in casa liberale-radicale (dal 30,7 al 25,0%, ossia -5,7), più contenute invece quelle di Ps/Pc (-2,0%, dal 14,2 al 12,2) e soprattutto Ppd/Verdi liberali (-0,6%, dal 14,6 al 14,0). Buona d'altra parte l'avanzata dell'Udc (che sale dal 5,1% al 7,8, +2,7) e ancor di più dei Verdi (dal 4,3 al 7,6, cioè +3,3%). Buone le performance anche di Ticino&Lavoro (3,5%) e Più Donne (3,0%), mentre la Sinistra Alternativa (1,8%) supera di poco l'Mps (1,6%), che come detto fallisce l'assalto al legislativo della città più importante del cantone per una manciata di schede.

Pelli e Beltraminelli dentro

A livello di persone, sono state elette le due ‘celebrità’ in lista per Plr e Ppd: sia l'ex consigliere nazionale ed ex presidente nazionale liberale-radicale Fulvio Pelli, sia l'ex consigliere di Stato ed ex municipale popolare-democratico Paolo Beltraminelli. Quest'ultimo, in particolare, ha fatto la miglior votazione della propria lista. In casa Plr eletti tutti i candidati al Municipio anche, mentre fra gli uscenti restano fuori Laura Mèar (terza subentrante) e Tobiolo Gianella. Nessuna sorpresa particolare invece nel Ppd, se non che non vi sono Verdi liberali eletti.

Fuori Rodolfo Pulino, rientra Melitta Jalkanen Keller

Nella Lega a non farcela è Rodolfo Pulino fra gli uscenti, mentre Laura Kämpf ed Ero Medolago subentreranno a Foletti e Quadri rieletti in Municipio. Rieletti in tranquillità i tre uscenti democentristi, mentre Danilo Baratti dei Verdi è primo subentrante. Nessun problema invece per Nicola Schönenberger, e con lui in Cc le due candidate per il Municipio e rientra la ‘storica’ Melitta Jalkanen Keller. Fra i socialisti a non farcela sono Elena Rezzonico e Beatrice Reimann, entrambe subentrate pochi mesi fa. Gli altri uscenti sono stati rieletti, così come i candidati al Municipio. Zanini Barzaghi compresa, che evidentemente lascerà spazio al primo subentrante: all'ex municipale di Cadro Dario Petrini.

Un terzo le donne

Rieletti anche Sara Beretta-Piccoli, Giovanni Albertini e Demis Fumasoli: i primi due con Ticino&Lavoro, il terzo per la Sinistra Alternativa (loro due ex Ppd, lui ex Pc). Per Più Donne infine, ce la fanno Tamara Merlo e Isabelle Ruf. E a proposito di donne: saranno venti su sessanta, in linea con la legislatura appena terminata.

Il commento del capogruppo della Lega: 'S'è avverato lo scenario più pessimistico'

La Lega dei Ticinesi ha perso 4 seggi in Consiglio comunale rispetto a cinque anni fa, la maggiore disfatta rispetto agli altri partiti, una perdita di oltre il 6%. Qual è il commento del capogruppo, Lukas Bernasconi? «Ce lo aspettavamo di perdere qualche seggio, le previsioni più pessimistiche dicevano che avremmo potuto ritrovarci da 18 a 14 consiglieri e purtroppo è quello che è avvenuto. Ora sarà più difficile, ma come prima si dovrà trovare una maggiore concordanza sui vari oggetti con le altre forze politiche. Perdiamo anche un commissario, da quattro scendiamo a tre». Rimarrà capogruppo? «Questo lo si decideremo insieme, le varie considerazioni le faremo quando ci ritroveremo la prossima settimana, adesso lasciamo decantare un pochino i dati e poi ci portiamo avanti. Io sono a disposizione del gruppo». L'Udc, vostra alleata per l'elezione del Municipio, in Consiglio comunale ha invece conquistato due seggi in più. Senza l'Udc la Lega è più debole? «Sapevamo che l'Udc avrebbe guadagnato qualche cosa in Consiglio comunale. Sicuramente c'è una maggiore frammentazione, la presenza di gruppi ha marcato la differenza, Ticino Lavoro, Più donne, ... ». Gruppi, questi ultimi, che in effetti hanno raccolto i maggiori consensi. 

Udc, Galeazzi: 'Obiettivo raggiunto'

Compie un balzo in avanti l'Udc in Consiglio comunale a Lugano: i tre seggi del 2016 sono diventati 5 quest'anno. Raggiante il capogruppo Tiziano Galeazzi: «Siamo andati di pari passo con I Verdi... A parte gli scherzi, abbiamo ottenuto un grande risultato: siamo cresciuti di 2/3 riuscendo a far eleggere Antonio Chiesa papà del presidente nazionale e consigliere agli Stati Marco Chiesa. L'obiettivo che ci eravamo dati l'abbiamo raggiunto. Anche a livello personale sono soddisfatto (7'223 voti personali per il Municipio e 3'509 per il legislativo, ndr.). Questo significa che gli elettori hanno premiato le nostre posizioni chiare sui temi e il rigore finanziario che invochiamo».

Ghisletta: 'Il Ps ha perso due seggi, ma come area rosso-verde facciamo un +1'

Anche il Partito socialista si è indebolito in Consiglio comunale: due seggi in meno: il gruppo passa così da 9 a 7. Il commento del presidente, Raoul Ghisletta: «La frammentazione dei partiti ci ha... frammentato un po'. Non fa piacere, per lavorare in Consiglio comunale non è una bella cosa. Come area rosso-verde, complessivamente, facciamo tuttavia +1: c'è un +2 dei Verdi e se contiamo la riconferma di Demis Fumasoli (passato dal Ps a Forum Alternativo, ndr.) non ci distanziamo di molto rispetto alla scorsa legislatura. È chiaro che si poteva anche fare meglio. Senza i Verdi ci siamo indeboliti e non è una bella cosa. Dopodiché la campagna elettorale a Lugano è stata focalizzata su temi di destra... e i risultati sono questi».

Danilo Baratti, Verdi: 'Cinque seggi: è il massimo a cui aspiravamo'

I Verdi figurano tra i vincitori nella votazione per il Consiglio comunale. I numeri crescono di due unità: da 3, il gruppo sale a 5 presenze nel Legislativo ed entra di diritto nelle Commissioni. Danilo Baratti, portavoce della sezione di Lugano, oltreché risultato primo subentrante: «È il massimo a cui aspiravamo. Magari se si fosse votato l'anno scorso, in quel clima più centrato sui temi ambientali, l'onda Verde, il discorso sul cambiamento climatico, magari ci si poteva aspettare qualcosina di più. Ma dopo questo anno di pandemia, cinque seggi mi pare il massimo. Gli equilibri complessivi del Consiglio comunale non cambiano di molto, ma per quanto riguarda i Verdi si tratta quasi di un raddoppio». Capogruppo rimarrà Nicola Schoenenberger? «È l'unico che garantisce in questo momento la continuità, gli altri sono tutti nuovi (a parte il ritorno di Melitta Jalkanen ndr.)».    

 

Pronzini: 'La presenza istituzionale non sostituisce la nostra politica'

«Obiettivo sfiorato per sole cinque schede». Questo il primo commento a caldo di Matteo Pronzini dell'Mps, secondo cui le elezioni rappresentano «un elemento in più che rafforza la nostra politica legata al territorio o di Lugano che abbiamo portato avanti senza rappresentanza politica. E continueremo a farlo su temi come l'aeroporto, il pronto soccorso ospedale Italiano e il Plo sportivo). L'intervento politico principale resta sul terreno ed è orientato a mobilitare le cittadine e i cittadini. La presenza istituzionale aiuta a “dare voce” a questo intervento e non può certo sostituirlo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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