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21.03.21 - 15:44
Aggiornamento: 22.03.21 - 00:12

Lugano, Borradori: 'Disarmante quanto capitato alla Foce'

Il sindaco fatica a trovare spiegazioni alla violenza scoppiata dirompente nella notte fra gli stessi giovani e contro le forze dell'ordine.

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Il sindaco di Lugano Marco Borradori (Ti-Press)

«A che punto siamo arrivati? I fatti capitati nella notte alla Foce del Cassarate sono raccapriccianti». Marco Borradori, sindaco di Lugano, fatica a trovare le parole per dare un senso alle immagini e ai video filmati durante l'intervento degli agenti di polizia che mostrano scene di violenza fra alcuni giovani riuniti per partecipare a un Party illegale andalo in scena sabato sera richiamando ottocento persone in zona. Scene di violenza, con lanci di bottiglie verso le forze dell'ordine, che non succedono tanto spesso alle nostre latitudini. Sceglierete ancora di chiudere al pubblico la zona? «È un'ipotesi ed è la più semplice da attuare, in apparenza – risponde il sindaco –. C'è un problema alla Foce, si chiude, l'abbiamo fatto. Il problema però non si risolve: questi giovani, che sono tanti, andranno comunque altrove. Una chiusura dello spazio pubblico non risolve la questione di fondo: perché andare in un luogo di libertà e veramente bello fregandosene delle regole relative agli assembramenti e delle mascherine?. Ma soprattutto e arriviamo al nocciolo della questione: perché gettare bottiglie a destra e a manca fra i giovani e naturalmente contro gli agenti quando arriva la polizia che è stata chiamata proprio a causa della rissa fra alcuni partecipanti?» 

La pandemia non giustifica la violenza

Un anno di restrizioni e limitazioni per evitare la diffusione del coronavirus e il relativo logorio provocato, potrebbero bastare per fornire una lettura di quanto capitato? «È vero che la pandemia ha messo tutti a dura prova, ancora di più i giovani che per certi versi hanno meno difese per far fronte a una situazione del genere – osserva Borradori –. Però, mi pare un'interpretazione che non spiega tutto. Faccio fatica a comprendere che una persona si senta bloccata dalla pandemia e senza la possibilità d'incontrare altre persone. A Lugano ci sono tanti luoghi da frequentare e sono ancora tutti aperti. Ci si può trovare a piccoli gruppi rispettando le regole, quindi mantenendo le distanze e indossando la mascherina. Lo si può fare in maniera civile e rispettando le limitazioni. Non riesco a spiegarmi questa violenza scaturita in maniera così dirompente. Preoccupa questo accanimento contro l'altro. Già l'anno scorso la Foce, dopo pochi mesi dall'inizio dell'emergenza sanitaria, è stata teatro di momenti difficili. Sono certo che la pandemia aiuti a far esplodere qualcosa dentro di noi, però non riesco a spiegarmi tutto questo 'solo' con la pandemia».

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