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03.02.21 - 06:00
Aggiornamento: 12:32

Rovio, pianificazione ferma da trent’anni: chiesti 9 milioni

La mancata adozione di un Piano particolareggiato all'origine della richiesta del maxi risarcimento da parte di una famiglia al Comune della Val Mara

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Veduta panoramica di Rovio (Ti-Press/Archivio)

Nove milioni di franchi. C'è una procedura pianificatoria mai andata in porto dietro all'azione di risarcimento danni avviata da una famiglia contro il Comune di Rovio. In estrema sintesi: per dei proprietari un loro terreno è edificabile, per il Comune quest'aspetto è ancora tutto da vedere, a causa di una pianificazione sospesa da trent'anni. Un'attesa che potrebbe costare al Comune nove milioni di franchi. Una vicenda che – a causa della somma in gioco – ha del clamoroso e che emerge in un momento molto delicato: Rovio, assieme a Maroggia e Melano, si è imbarcato in un processo aggregativo che dovrebbe dar vita al nuovo Comune di Val Mara.

L'origine negli anni Novanta, il blocco nel 2016

Il caso è emerso di recente, ma ha radici che affondano negli anni Novanta. Circa una trentina d'anni fa infatti il Comune avviò la procedura per la definizione dell'edificabilità del Piano particolareggiato 4 (Pp4). Si tratta del cosiddetto comparto Ronchi, nei pressi della romanica chiesa di San Vigilio, e della relativa zona di protezione. Lì i ricorrenti possiedono ampi terreni che avrebbero voluto destinare all'edificazione. L'iter si è protratto a lungo, finché nella legislatura 2012-16 l'allora Municipio ha licenziato un messaggio per definire le norme di costruzione e la destinazione dell'area. Tuttavia, il Consiglio comunale (Cc) nel marzo del 2016 ha votato la non entrata in materia e il nuovo esecutivo nell'ottobre dello stesso anno ha deciso di non riproporre un nuovo messaggio municipale per l'approvazione delle varianti di Piano regolatore per il Pp4. Una decisione, spiega il Municipio nel messaggio licenziato il 13 gennaio scorso, dovuta ai cambiamenti avvenuti in merito alla Legge sullo sviluppo territoriale (Lst) e al Piano direttore cantonale (Pdc). Una norma transitoria della prima proibisce infatti ai Comuni di ampliare le zone edificabili, mentre il Ticino è fra gli ultimi Cantoni a non essersi ancora dotato di un nuovo Pdc, lasciando sospese svariate situazioni negli enti locali.

Udienza di conciliazione fissata il 23 febbraio

Sono tuttavia le due decisioni del legislativo e dell'esecutivo nel 2016 ad aver inevitabilmente procurato un'ulteriore attesa per i proprietari dei terreni in questione, e quindi ad aver causato i ricorsi. Due procedure distinte: un'istanza di indennità per espropriazione materiale e poi in sede civile la richiesta di risarcimento. Entrambi gli incarti si trovano attualmente al Tribunale amministrativo cantonale. Di recente tuttavia la vertenza è precipitata: poco prima di Natale i ricorrenti hanno inoltrato alla Pretura di Lugano un'istanza di conciliazione che domanda al Comune di pagare nove milioni di franchi per la mancata pianificazione. Una somma alla quale si andrebbero ad aggiungere gli interessi del 5% a partire dal luglio del 2004, ossia da quando il Consiglio di Stato ha approvato la revisione del Piano regolatore che prevede il Pp4. L'udienza è fissata al 23 febbraio, ma nel frattempo, visto il considerevole importo, il Municipio ha dovuto chiedere l'autorizzazione a stare in lite al Cc.

La destra: ‘Giusto che a Maroggia e Melano sappiano’

E il caso sta facendo discutere la politica di Rovio. Critica è in particolare la destra. «Riteniamo che il Municipio dovrebbe attivarsi – osserva Sergio Tacchella, capogruppo Alleanza democratica-Udc-Lega-Indipendenti in Cc –. Sono trent'anni che il Comune avrebbe dovuto pianificare, che si danno mandati al pianificatore spendendo denaro pubblico, senza che questo faccia il suo dovere. Hanno costruito in diverse altre parti del paese, perché lì no? Inoltre, siamo in un processo aggregativo e riteniamo che una vertenza di questa entità debba essere nota anche ai cittadini di Maroggia e Melano». «Non credo che questa causa possa pregiudicare il percorso aggregativo – valuta invece il sindaco Riccardo Costantini –: la popolazione si è già espressa favorevolmente su questo tema. La questione è pubblica in quanto oggetto di diverse interpellanze e i sindaci di Melano e Maroggia sono costantemente informati».

Cause simili per Rovio in passato. Tutte vinte

Nel messaggio, il Municipio sottolinea che è “consapevole che la causa è complessa e l'ammontare della richiesta costituisce un notevole pregiudizio per il Comune, tuttavia è convinto delle sue argomentazioni, in particolare ritiene sia necessario attendere l'adeguamento del Pdc, dopodiché la procedura potrà essere riattivata”. Concetti ribaditi da Costantini: «Nel 2016 il legislativo non ha dato il consenso politico per dar seguito al messaggio e allora il Municipio ha deciso, prima di proporre nuovamente qualcosa, di aspettare la nuova scheda R6 del Pdc. È chiaro che non fa piacere ricevere una richiesta d'indennizzo di questo genere, però siamo fiduciosi. Riteniamo di avere buoni argomenti per difenderci, che porteremo dinanzi a un giudice e non sulla stampa». «Rovio è già stato confrontato con domande d'indennità di questo genere e per ora i tribunali hanno sempre dato ragione al Comune – aggiunge il legale che sta seguendo la pratica per il Comune, l'avvocato Claudio Cereghetti –. Finché il Pdc non verrà completato, non vedo come Rovio possa mandare avanti una nuova pianificazione con zone edificabili». Da noi contattata, la controparte, difesa dall'avvocato Luca Beretta Piccoli, ha preferito invece non spiegare i motivi dei ricorsi e della richiesta d'indennizzo.

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