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29.12.20 - 18:50
Aggiornamento: 19:06

Lugano, 4 agenti su un 18enne. Torrente: ‘Sarà denunciato’

L'episodio è capitato ieri sera nel Quartiere Maghetti ed è stato postato sui social, dove ha scatenato una discussione. Segnalati anche gli altri ragazzi.

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«È stata esercitata una forza proporzionale per poterlo fermare». Il comandante della Polizia comunale di Lugano Roberto Torrente difende l'operato del Corpo, finito nel mirino dei social dopo che stanotte è stato diffuso un breve filmato dove si vede un giovane che viene fermato a terra da quattro agenti della Polcom. L'episodio – avvenuto ieri sera nel Quartiere Maghetti di Lugano – ha causato su Instagram e Facebook una marea di commenti negativi nei confronti della polizia: insulti e accuse di aver effettuato un intervento troppo duro, sproporzionato. «Considerato come il giovane ha opposto resistenza anche al normale fermo di polizia è normale che sia stata esercitata una forza proporzionale per poterlo fermare» ribadisce Torrente.

‘Cosa state facendo? Gli state tirando pugni?’. Torrente: ‘Sono colpi di disturbo’

Il video ha cominciato a girare nel cuore della notte: 48 secondi durante i quali si intravede una persona, un 18enne abbiamo poi saputo, atterrato da quattro agenti. «Cosa state facendo? Gli state dando pugni?» chiedono gli altri ragazzi lì presenti, assistendo alla scena ripresa. Non è semplice vedere cosa succeda, c'è movimento, ma l'impressione vedendo la clip è che effettivamente il giovane abbia ricevuto uno o più colpi da uno o due agenti. Nel frattempo un quinto poliziotto mantiene la distanza fra la scena e gli altri giovani, anche fa quello che sta filmando. «Non mi toccare» replica quest'ultimo a un certo punto. «Sono colpi di disturbo, non pugni – replica Torrente –. Doveva essere ammanettato con le mani dietro alla schiena, ma faceva resistenza. Nell'ambito della formazione di polizia vengono insegnati dei cosiddetti colpi di disturbo, che servono a scuotere la persona che si oppone in modo che molli la resistenza e permetta agli agenti di ammanettarlo».

Torrente: ‘Se un agente non riesce a fermare da solo una persona, è naturale che altri lo aiutino’

«È facile mettere uno stralcio di filmato che non fa vedere né prima né dopo cosa succede» ci dice il comandante, per poi spiegare: «Si tratta di un intervento per un gruppo di giovani che facevano rumori molesti all'interno del Quartiere Maghetti. Stavano facendo una festicciola: si sentiva musica, baccano, e quindi siamo entrati per fare un controllo. Una di queste persone che sono state controllate ha da subito avuto un comportamento violento nei confronti della polizia, tanto che a un certo punto ha strappato la giacca di un poliziotto. A questo punto è stato atterrato e bloccato a terra. Ha opposto resistenza anche a terra, si stava dimenando. Se un agente da solo non riesce a fermare una persona, è naturale che intervengano altri per aiutarlo».

Un 18enne con precedenti, ‘arrogante e aggressivo dall'inizio’

«Si tratta di un giovane già conosciuto dalle forze dell'ordine, non è la prima volta che abbiamo a che fare con lui» evidenzia poi Torrente. Secondo nostre informazioni si tratterebbe di un cittadino straniero, con già dei precedenti nonostante la giovane età. E ora il 18enne verrà denunciato per impedimenti di atti di autorità e danneggiamento. «Quando è stato ammanettato si è un po' calmato e gli agenti sono riusciti a intavolare anche un dialogo con questi ragazzi». Secondo la versione che gira sul web, il giovane sarebbe stato ammanettato perché si sarebbe rifiutato di spegnere una sigaretta durante il controllo. «Non è quello il motivo: è stato arrogante da subito, poi è diventato aggressivo e violento. La sigaretta è stata chiaramente una provocazione. Durante i controlli di identità gli agenti vietano l'utilizzo dei cellulari e delle sigarette. Malgrado ciò, lui l'ha accesa comunque provocando il poliziotto».

Tutti saranno segnalati per violazione dell'Ordinanza federale sulle epidemie

Ma anche per gli altri membri del gruppo ci potrebbero essere conseguenze. Tutti le persone identificate verranno infatti perseguite per violazione dell'Ordinananza sull'ordine pubblico e per infrazione all'Ordinananza federale sulle epidemie: «Nessuno di loro aveva la mascherina». In totale, sono una decina i giovani controllati e identificati. «Si tratta di un episodio che deve far riflettere – osserva ancora Torrente –. Abbiamo cercato di impostare i nostri interventi molto sulla sensibilizzazione. Adesso, fra Natale e Capodanno, possiamo contare anche su un servizio potenziato. Ma non è facile intervenire in questo tipo di problematiche e d'altra parte le cause sono tante. La chiusura prima parziale poi completa degli esercizi pubblici ha portato via loro dei naturali luoghi d'incontro. Sono il primo a dire che i giovani hanno la necessità di incontrarsi e di stare assieme, il problema è che siamo confrontati con un virus e con delle normative e ciascuno di noi deve fare la sua parte».

‘Ci vorrebbero le bodycam’

E se secondo il comandante l'intervento degli agenti non sarebbe stato sproporzionato, lo sono invece i commenti sui social. «I poliziotti sono persone che lavorano, che fanno un mestiere duro, anche in situazioni difficili. Io capisco che i giovani siano anche in parte esasperati. Mi spiace però che si crei quest'opposizione nei confronti della polizia, sia sui social che non. Un linguaggio spesso veramente eccessivo, irripetibile. Bisognerebbe a mio avviso valutare anche un'azione penale nei confronti di queste persone che, nascondendosi sui social, dicono cose veramente pesanti». E da ultimo, il rammarico di non avere a disposizione le bodycam: «Se la nostra Polizia comunale potesse avere le bodycam come ha sempre auspicato, il caso si sarebbe risolto in pochissimo tempo. Quelli sono i filmati veri, perché mostrano l'intervento dall'inizio alla fine». Dal canto suo, il vicesindaco di Lugano Michele Bertini non entra nel merito di quanto successo al Maghetti, ma ribadisce che da anni «chiediamo di poter essere dotati di bodycam che potrebbero essere uno strumento di aiuto nella valutazione senza dubbi se l’intervento coercitivo, compito assegnato alla polizia è giustificata o meno».

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