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01.12.20 - 23:14
Aggiornamento: 02.12.20 - 07:22

Ex Macello di Lugano, la convenzione può essere disdetta

Interpellanza sulla manifestazione indetta dal centro sociale, il vicesindaco Michele Bertini ha evocato ragioni di interesse pubblico per revocare l'accordo

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L'entrata della parte occupata dell'ex macello di Lugano (Ti-Press/Archivio)

«L'esecutivo ha stigmatizzato pubblicamente la manifestazione organizzata dal centro sociale, non autorizzata, la sera del 30 ottobre in piazza Molino Nuovo. La convenzione siglata nel dicembre del 2002 dal Csoa, dal Cantone e dalla Città, può essere disdetta per motivi di interesse pubblico». Queste le parole pronunciate stasera verso la fine della seduta del Consiglio comunale di Lugano dal vicesindaco di Lugano Michele Bertini alle domande poste dall'interpellanza intitolata "Ex molinari: per quanto ancora i cittadini dovranno sopportare le loro azioni?"presentata da Alain Bühler, (Udc, primo firmatario), Raide Bassi (Udc), Tiziano Galeazzi (Udc), Omar Wicht (Lega dei Ticinesi), Tobiolo Gianella (Plr), Angelo Petralli (Ppd), Marco Ferretti (Ppd) e Giovanni Albertini (Indipendente). «La polizia non è intervenuta e la decisione è stata presa dalla Polizia cantonale che coordinava e controllava la manifestazione. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi se ne è assunto la responsabilità il giorno dopo. C'erano poliziotti in borghese, i manifestanti che hanno imbrattato edifici pubblici e privati procurando danneggiamenti sono stati identificati e segnalati alle autorità competenti», ha concluso Bertini.

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