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12.11.20 - 18:57
Aggiornamento: 23:50

Molino di Lugano: lo sgombero non è più un tabù

Il Municipio della Città sempre più a maggioranza disposto a non più attendere il via ai lavori dell'ex Macello se gli autogestiti 'tirassero la corda'

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Non si parla di sgombero, ma la parola non sembra più essere tabù. Dopo i recenti fatti di violenza avvenuti a Molino Nuovo, il Municipio di Lugano è passato da una linea 'morbida' a una 'meno buonista'. Nell'incontro di questo pomeriggio l'esecutivo luganese, affrontando la tematica dell'ex Macello, ha cambiato direzione: se fino a oggi l'impostazione della maggioranza era "fintanto che non partirà il cantiere di riqualifica del sedime (fra circa tre anni, ndr) lasciamo così", ora si è passati a un "non possiamo lasciare così ancora per tre anni se permane un pericolo di escalation di comportamenti negativi".

Una discussione aperta, e più che mai franca fra i municipali, che sembrano aver ritrovato un indirizzo comune, forte di un voto del Consiglio comunale volto alla necessità di dare una nuova vita all'ex Macello. Sarà sgombero? Il Municipio non ne parla ancora, ma se gli autogestiti dovessero continuare a "tirar la corda", questa volta si potrebbe arrivare lì. A confermarcelo è anche il sindaco di Lugano Marco Borradori: «Sì, c'è una maggioranza (4 contro 3, ndr) che desidera ora applicare una linea più dura. Oggi non abbiamo parlato di uno sgombero tout court, ma abbiamo manifestato l'intenzione di sondare anche questo scenario». Il Municipio ha pertanto chiesto di approfondire, tramite dei rapporti commissionato alle autorità di polizia, la possibilità di uno sgombero dell'ex Macello. Se la speranza rimane quella di poter trovare un accordo, pesano sui rapporti i fatti più recenti: violenza – anche nei confronti di una nostra collega, fatto dal quale non c'è stata una presa di distanza –, spazi pubblici ed edifici privati imbrattati.

A preoccupare, aggiunge il sindaco, è anche l'annunciata manifestazione di venerdì sera (un email giunto in serata in redazione ne annuncia però l'annullamento). Un evento che in realtà, a differenza di quello di due settimane fa, non sembrava avere legami, almeno all'apparenza con il centro autogestito. Questo almeno stando al volantino che è girato nei giorni scorsi e che parla fra l'altro di musica hip-hop e freestyle. Una cosa è certa: stavolta le forze dell'ordine non permetteranno episodi di violenza. Inoltre, a complicare le cose, vi sono le più recenti disposizioni in materia sanitaria, che vietano assembramenti con più di cinque persone.

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Una testata come scusa della disobbedienza

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