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23.10.20 - 19:28
Aggiornamento: 23:05

Deposito Arl di Viganello, il Municipio: 'Sì alla tutela'

Esecutivo favorevole a una modifica pianificatoria per la salvaguardia dello storico stabile, ma con possibilità edificatorie attorno e in altezza

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Lo stabile Arl di Viganello è una testimonianza dell'architettura industriale di inizio Novecento (Ti-Press)

Sì alla tutela locale dell'autorimessa delle Autolinee regionali luganesi (Arl). Il Municipio di Lugano si allinea alla posizione della maggioranza della Commissione della pianificazione del territorio, che a inizio settembre ha formulato un rapporto positivo sulla mozione del dicembre scorso che chiedeva una modifica del Piano regolatore per salvaguardare lo storico stabile. Le osservazioni dell'esecutivo sono state discusse giovedì e rappresentano un tassello importante su uno dei temi cittadini più dibattuti durante l'ultimo anno.

Scudo di opposizioni al progetto di Artisa

Alla fine del 2019 viene pubblicata una domanda di costruzione che prevede l'abbattimento dello stabile Arl. L'istante, Artisa Sa – che ha sottoscritto anche un diritto di compera da 13 milioni di franchi –, intende costruire un complesso multifunzionale con appartamenti mono e bilocali a bassa pigione, un albergo a tre stelle e una zona multiuso. Un progetto conforme al Piano regolatore (Pr), ma tra dicembre e febbraio fioccano proteste e malumori di vario genere: quattro mozioni (delle quali una in Gran Consiglio), un'interpellanza, un'interrogazione, l'opposizione della Società ticinese per l'arte e la natura (Stan), la presa di posizione critica dell'Associazione cittadini per il territorio di Viganello e perfino una petizione sottoscritta da 1'700 cittadini a salvaguardia dell'edificio. Non manca nemmeno un preavviso negativo dal Cantone, che indica che il progetto non soddisfa il principio di inserimento paesaggistico e urbanistico previsto dalla Legge cantonale sullo sviluppo territoriale.

La società civile e la politica si sono mosse, ma è pur vero che ad oggi non vi è alcuna tutela a favore dell'edificio, sebbene questo sia menzionato come meritevole di conservazione dall'Inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere Isos. «Il mantenimento del bene culturale è stato espresso da più parti e in maniera ampia – sottolinea Angelo Jelmini, da noi sentito per confermare la notizia –. Dopo un'attenta analisi come Municipio invitiamo il Consiglio comunale (Cc) ad accogliere la mozione, ma con due precisazioni».

Tutela sì, ma due precisazioni

Innanzitutto, il tema della revisione del Pr per l'esecutivo dovrebbe essere più ampio e non riguardare soltanto lo stabile Arl e le sue adiacenze ma l'intero comparto di via La Santa. «Qualora venissero identificate delle parti che necessiterebbero interventi prioritari, si potrebbero preparare dei moduli appositi per farlo» aggiunge il capodicastero Sviluppo territoriale. Secondariamente, per il Municipio «è opportuno sentire nuovamente i proprietari delle particelle interessate (oltre ad Arl e la Città stessa, Bolliger & Tanzi Sa, ndr). Desideriamo spiegare loro che lo sviluppo urbanistico che intravediamo può essere interessante per loro e non penalizzante, affinché capiscano che stiamo facendo un lavoro proiettato verso una densificazione qualitativa, alternativa a quella che prevede il Pr attuale».

Il Piano regolatore attuale è superato

La Città ha basato infatti la propria decisione anche su uno studio commissionato appositamente che sostanzialmente considera superato il Pr in vigore. Nel 2004, poco prima dell'aggregazione, l'allora Comune di Viganello si dotò di uno strumento che identificava in via La Santa il principale asse urbano, prevedendo una sorta di boulevard affiancato da edifici contigui e caratterizzato sul versante nord da un'alberatura e su quello sud da un porticato. «Lo studio – ancora il municipale – ha dimostrato che quest'idea, ritenuta comunque un gesto urbanistico allora sicuramente importante e condivisibile, si è dimostrata irrealizzata, se non solo molto parzialmente. Inoltre, il Pr risulta essere troppo rigido e non ha tenuto conto sufficientemente del tessuto urbano esistente, della struttura fondiaria e della sensibilità storica». In sintesi, l'idea del boulevard risulta da un lato già abbandonata e dall'altro impraticabile. «La costruzione del campus Usi-Supsi è stata possibile già grazie a un primo cambiamento di Pr, discostandosi quindi dal boulevard – spiega Jelmini –. Vi sono poi almeno un paio di anomalie: oltre a quella nota dello stabile Arl, c'è il condominio Casa Alta: il Pr ne presupporrebbe la demolizione, ma lo riteniamo difficilmente attuabile».

Tutela, con possibilità edificatorie... in altezza

L'idea del boulevard andrebbe quindi messa definitivamente da parte, per «ragionare in modo diverso: i risultati dello studio sono tranquillizzanti. Sono convinto ci siano delle opportunità interessanti, che permettono di coniugare il mantenimento di questo bene culturale significativo per quella zona, senza penalizzare da un profilo fondiario le Arl, conservando le possibilità edificatorie». In sostanza, l'autorimessa – una testimonianza storico-architettonica delle costruzioni industriali di inizio Novecento – rimarrebbe e verrebbe tutelata, ma si potrebbe costruirle attorno. «Andando maggiormente in altezza si andrebbe a recuperare quelle possibilità edificatorie che andrebbero perse dovendo mantenere il bene culturale. Penso a un recupero simile a quello effettuato per il Canvetto luganese».

Incognita Lega/Udc

La palla passa ora al legislativo, dove apparentemente sembrerebbe esserci un certo favore per la tutela dell'edificio. I commissari di Plr (escluso Nacaroglu, che ha firmato con riserva), Ps e Ppd hanno sottoscritto infatti il rapporto. Non così quelli di Lega e Udc, ma è anche vero che a suo tempo sul 'Mattino della Domenica' sono comparsi degli articoli a sostegno dello stabile. Sebbene vi sia un'incognita a destra quindi, i numeri per proteggere l'ex deposito della Ferrovia Lugano-Cadro-Dino sembrerebbero esserci. E da oggi col benestare del Municipio.

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