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'Oggetto dei desideri dell'imputato' (Ti-Press)
Luganese
23.01.20 - 19:150
Aggiornamento : 20:41

Abusi su minore, 30enne condannato a sei anni e mezzo

Per la Corte delle assise criminali di Lugano l'uomo deve restare in prigione, dove sarà sottoposto a un trattamento ambulatoriale

«Ciò che ha fatto l'imputato alla vittima è riprovevole e abbietto. Le ha procurato danni importanti che hanno ipotecato il suo futuro, compromesso il suo sviluppo della libera determinazione sessuale e la sua crescita come persona». Il presidente della Corte delle assise criminali di Lugano Mauro Ermani nel motivare la sentenza di sei anni e mezzo di reclusione più l'espulsione dalla Svizzera per dieci anni a carico del trentenne brasiliano, non ha fatto sconti. Ha leggermente ridotto la richiesta di pena di sette anni e mezzo di prigione formulata dalla procuratrice Pamela Pedretti, il cui atto d'accusa è però sostanzialmente stato confermato.

A cominciare dalla gravità degli atti compiuti dall'uomo che ha praticato e obbligato la fanciulla ha farsi fare giochi erotici e sessuali fino alla parziale penetrazione, comportandosi in questa maniera unicamente per soddisfare i propri bisogni sessuali. Tanto che il giudice ha parlato di una vittima «divenuta l'oggetto dei desideri dell'imputato che non avrebbe certo avuto bisogno di molestare una bambina per una ventina di volte sull'arco di un anno e mezzo, avendo una compagna e praticando l'autoerotismo». In questo caso, ha proseguito il giudice, «l'incensuratezza dell'imputato non ha avuto peso nella commisurazione della pena».

L'egoismo dell'imputato si è manifestato in un modo spregevole. Non solo durante l'anno e mezzo in cui ha abusato della figlia della sua compagna e in parte anche della cuginetta della vittima. Ma pure dopo l'arresto. «Il comportamento dell'imputato ha travalicato i limiti del suo diritto di non rispondere alle domande degli inquirenti cercando di depistare le indagini e attribuendo la responsabilità alla vittima, una bambina di soli nove anni, mostrando così il suo egoismo», ha sottolineato il giudice secondo cui i reati più gravi di natura sessuale «sono da mettere in relazione alla perizia psichiatrica».

Una perizia che ha messo in evidenza i tratti narcisistici e psicopatici della sua natura. «È quindi necessario e indispensabile che il trattamento ambulatoriale cominci al più presto, anche in stato di detenzione», ha detto Ermani che ha inflitto all'uomo anche una pena pecuniaria di 180 aliquote di trenta franchi l'una (5'000 in tutto) per i reati considerati 'minori', come il furto di una bicicletta, il soggiorno illegale, il lavoro senza permesso, l'infrazione ripetuta alle norme della circolazione, la contravvenzione della legge sugli stupefacenti (per aver consumato nove etti di canapa).

In stato di carcerazione preventiva dal 30 gennaio 2019 e in esecuzione anticipata della pena dal 14 marzo 2019, l'uomo è pure stato condannato a versare 15'000 franchi a titolo di indennità per risarcire il torto morale imposto alla vittima e al pagamento di una somma simile per le spese giudiziarie, oltre alla multa di duemila franchi. La corte non ha tenuto conto delle obiezioni sollevate dalla difesa. La sua compagna aveva affidato a lui sua figlia, quindi si tratta di un affidamento di fatto, ha spiegato il giudice che ha così confermato la violazione del dovere di assistenza e di educazione.

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