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Ultimo aggiornamento: 21.11.2018 19:46
Luganese
06.09.18 - 14:250
Aggiornamento 15:28

Rapina al Casinò di Campione, si va verso un processo in tempi brevi

L'incidente probatorio a cui è stato sottoposto l'ex capo del settore slot machine avrebbe indotto il magistrato inquirente a fare richiesta di giudizio immediato

Potrebbe portare a un processo in tempi brevi, l'incidente probatorio a cui è stato sottoposto l'ex capo del settore slot machine del Casinò di Campione (non dei tavoli verdi come erroneamente riportato ieri) per la maxi rapina dello scorso 28 marzo che ha sfruttato un bottino di 756.112 franchi. Rappresenta un punto a favore dell'accusa, rappresentata dal magistrato inquirente Daniela Moroni, sostituto della Procura di Como, che sembra intenzionata a fare richiesta di giudizio immediato, ossia andare subito in aula penale, senza passare dall'udienza preliminare. È quanto si apprende negli ambienti giudiziari del Palazzo di Giustizia di Como, anche se all'appello manca l'autore materiale del maxi colpo che la mattina dello scorso 28 marzo era riuscito ad entrare nella ''cattedrale laica'' di Mario Botta, percorrendo una sorta di ''autostrada'' che gli era stata aperta da un ex dipendente della casa da gioco, poi arrestato, per concorso in rapina aggravata. Il rapinatore, parzialmente travestito, aveva avuto la possibilità di prendere l'ascensore riservato a una ventina di dipendenti e quindi entrare nella casa da gioco, scendere alcuni piani, arrivare nella stanza dove due impiegati stavano preparando il contante per le casse delle slot machine. L'ex capo settore messo alle strette dalle prove raccolte dai carabinieri del Nucleo speciale di Campione, nel corso dell'incidente probatorio, ha reso piena confessione, chiamando in correità gli altri due arrestati, un 52enne di Faloppio e un 54enne di Garzeno, considerati gli ideatori della maxi rapina. La talpa conosceva molto bene l'uomo di Faloppio, amici in gioventù hanno continuato ad incontrarsi nel corso degli anni. La decisione di chiedere il processo immediato, per cui con discussione in aula, deriverebbe anche dal fatto che gli altri due arrestati, per il tramite del loro legale, avvocato Daniela Danieli, hanno fatto sapere che non intendono aprire bocca, così come avevano fatto nel corso dell'interrogatorio del giudice delle indagini preliminari. Nella ricostruzione degli investigatori, il rapinatore sarebbe stato scelto dalle presunti menti del colpo. Non sarebbe un quarantenne, come si è sempre pensato, ma un uomo sulla sessantina. 

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