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05.09.18 - 12:500

'Ticino, basta soldi pubblici nell'aeroporto'

Lo scrive la 'Neue Zürcher Zeitung' secondo cui la crisi accumuna tutti gli scali regionali

I ticinesi devono pensarci bene se sia ragionevole continuare a finanziare con soldi pubblici l’aeroporto di Lugano/Agno. Questo il monito lanciato oggi dalle colonne della "Neue Zürcher Zeitung" sulla difficile situazione che stanno attraversando i piccoli scali, specie dopo che la compagnia aerea SkyWork, operante da Berna/Belp, ha gettato la spugna, lasciando di sasso la città in riva al Ceresio.

Il 30 agosto scorso la doccia fredda: una settimana dopo aver annunciato che dal 28 ottobre avrebbe lanciato un nuovo collegamento tra Lugano e Ginevra, SkyWork Airlines sospendeva con effetto immediato l’attività. Oltre 100 i dipendenti toccati dalla decisione del management, che pone fine a un’avventura incominciata nel 1983.

Secondo il quotidiano zurighese, quanto accaduto è una spia delle difficoltà in cui si dibattono gli aeroporti regionali in generale, ma specie quelli che offrono voli di linea come Berna/Belp, Lugano/Agno e Altenrhein (SG). Diverse le ragioni alla base di questa crisi. Oltre agli alti costi per la sicurezza, l’ottima rete ferroviaria e la topografia non sempre ottimale, come per Berna/Belp, gli scali in questione devono anche fare i conti con la concorrenza degli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea/Mulhouse, che possono vantare una quota di mercato superiore al 99%.

Nel 2017, secondo fonti citate dal giornale zurighese, i tre aeroporti principali hanno trasportato 51,4 milioni di passeggeri, a fronte dei 450 mila degli scali regionali. Benché questi aeroporti possano essere attrattivi per i viaggiatori (formalità doganali più veloci, tasse aeroportuali inferiori, ecc), per i vettori aerei lo sono meno. Per poter essere redditizio, uno scalo deve garantire infatti un alto tasso di occupazione. Per quanto attiene ai voli in Europa, insomma, devono essere offerte giornalmente più destinazioni, al fine di generare un fatturato sufficiente. La piccola Svizzera, secondo l’autore dell’articolo, è già ben servita con i tre grandi aeroporti in funzione.

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