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26.09.22 - 23:01

Il Museo di Storia naturale è ancorato alla pianificazione

Approvata dal legislativo di Locarno la variante per l’insediamento della struttura nel complesso conventuale di Santa Caterina

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Il complesso conventuale di Santa Caterina

Ci sono voluti 5 anni, per l’adozione della variante di Piano particolareggiato del Centro storico che renderà possibile l’insediamento a Locarno della sede del Museo cantonale di Storia naturale. Il Consiglio comunale, che lunedì sera l’ha finalmente approvata all’unanimità, aveva iniziato ad occuparsene nel 2017, dopo che Municipio, Ente regionale di sviluppo, Organizzazione turistica regionale e Convivio dei sindaci avevano sostenuto con forza l’idea del governo di optare per l’ubicazione della struttura in una proprietà cantonale, poi identificata nel complesso conventuale di Santa Caterina.

Nel suo rapporto (corelatori Valérie Camponovo e Francesco Albi), la commissione del Piano regolatore aveva sottolineato come l’insediamento "rafforzerà la vocazione culturale e turistica di Locarno, portando un valore aggiunto a tutta la regione. Il nuovo museo potrà infatti interagire in modo marcato con altre realtà già presenti nel Locarnese nel contesto della conoscenza del territorio e delle sue peculiarità". Veniva rilevata anche la progettazione di un altro importante contenuto, la Casa delle Valli con la quale "si intende in primis un luogo fisico in cui promuovere la cultura, il paesaggio, i prodotti e la qualità di vita delle valli (non solo nel Locarnese), ma anche un luogo ideale di collegamento e messa in rete di queste regioni e dei loro attori; una sorta di piattaforma capace di creare sinergie e produrre iniziative comuni, collegando le valli tra di loro, ma anche la Città con le sue valli laterali". Nel cuore del complesso sarà inoltre ricavata un’area verde ad usufrutto pubblico ampia quasi come Piazza Grande.

Tutto bene, dunque, salvo un elemento: la scelta cantonale di procedere con il concorso d’architettura prima dell’approvazione definitiva della variante di Pr; pur capendone i motivi (accelerare i tempi), la commissione rilevava il pericolo di "mettere il carro davanti ai buoi, ovvero che i partecipanti basassero le loro proposte su regole di Pr diverse da quelle che sarebbero poi state approvate; per fortuna il rischio è stato scongiurato dalla validità dei contenuti", "che hanno trovato tutta la commissione concorde". Il progetto vincente, da un lotto di 10 proposte promosse dalla prima alla seconda fase di concorso, sarà reso noto entro fine anno.

Da rilevare, nel dibattito che ha preceduto il voto, il commento amaro del Plr Giovanni Monotti, che accanto alla soddisfazione per il progressivo concretizzarsi del Museo, con «un’adesione entusiastica del gruppo», ha notato che «ci siamo ritrovati con un pacchetto confezionato. Purtroppo nella pianificazione la volontà del legislatore viene stravolta dal Cantone, con burocrati che impongono le loro visioni». Dopo l’adesione anche da parte di "Per Locarno" (Martina Giacometti), Francesco Albi (Sinistra Unita) si è raccomandato per «una fruizione veramente pubblica» del parco e «per un accostamento armonioso della nuova edificazione con il monastero». L’appoggio di Verdi e Indipendenti è stato portato da Matteo Buzzi.

Per il Municipio, il capodicastero Nicola Pini ha definito «strategico e di grande importanza» il messaggio in votazione e rilevato «l’entusiasmo del Consiglio comunale nel fare un passo decisivo verso una visione di una città ancora più profilata, bella e importante a livello culturale e paesaggistico». Una città che con la sistemazione degli spazi pubblici del centro urbano e il grande tema della riva lago, ha concluso, «sta cambiando visione».

Acquistata la Rotonda di Piazza Castello

Sempre lunedì sera il legislativo ha "tirato in gol" rispetto ad un’altra problematica irrisolta da anni: dare un senso, comprandola dal Cantone, alla Rotonda di Piazza Castello. Lo ha fatto ratificando l’acquisto dei suoi 8’333 metri quadrati e dando il via alla procedura, mediante workshop, per la valorizzazione della superficie. L’approccio, ricordiamo, sarà partecipativo: i team di progetto coinvolgeranno i portatori di interesse (associazioni di quartiere, gruppi genitori, giovani, Locarno Film Festival, eccetera) per pianificare contenuti consoni alle esigenze. Rispetto al messaggio, che per acquisto e valorizzazione chiedeva lo stanziamento di 450mila franchi, il Consiglio comunale ha appoggiato un emendamento della Gestione (rapporto di Mauro Silacci e Simone Beltrame) che proponeva di dimezzare – da 140mila a 70mila franchi – l’importo per allestire un concetto di rivalorizzazione degli spazi interni.

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