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26.09.22 - 16:56
Aggiornamento: 17:38

Losone, per lo Zandone ‘pochi bus e niente ciclopista’

Interpellanza del Centro (Ppd+Gg) per l’uso dei mezzi pubblici e della bicicletta verso la zona industriale

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L’area industriale-artigianale

Privilegiare l’uso dei mezzi pubblici e della bicicletta sul percorso casa-lavoro. Ma non sempre è facile o possibile. Sul tema interviene il gruppo del Centro (Ppd+Gg) di Losone, con un interpellanza al Municipio (primo firmatario Romolo Pawlowski). Nella stessa si ricorda che lo scorso agosto la "Georg Fischer machining solutions Sa" (ex Agie) ha spostato i suoi uffici amministrativi nella zona industriale comunale dello Zandone, dove è già presente il sito produttivo dell’azienda. I posteggi però sono insufficienti per i veicoli di collaboratrici e collaboratori. "Perciò la società ha proposto ai propri dipendenti un contributo al costo degli abbonamenti (un gesto lodevolissimo), oltre ad aver invitato a optare per la mobilità dolce per recarsi sul posto di lavoro – si legge nell’interpellanza –. L’azienda, per facilitare l’accesso alla propria sede, ha intavolato una discussione con le Fart, in modo da estendere più corse della Linea 7 fino allo Zandone, rispetto all’orario attuale". Ma per ora senza risultato. Pawlowski segnala inoltre che a livello di comunità tariffale lo Zandone risulta all’esterno della zona 30 di Locarno; quindi biglietti e abbonamenti costano di più (occorre aggiungere una zona).

Ma c’è dell’altro: "Al di là del trasporto pubblico, ci siamo resi conto che non esiste una pista ciclabile verso l’area industriale dello Zandone, e questo a discapito non solo dei dipendenti dell’ex-Agie, ma anche delle lavoratrici e dei lavoratori delle altre numerose aziende. Senza dimenticare i turisti dei vicini camping e gli appassionati del ciclismo. Si fa notare, oltretutto, che la strada da percorrere in bicicletta è fuori dall’abitato e il limite di velocità è (ovviamente) di 80 km/h. La circolazione di biciclette su quel tratto, contraddistinto anche da alcune curve appena sopra la zona industriale, potrebbe cagionare dei pericoli sia per i ciclisti, sia per gli automobilisti".

Anche il collegamento alla ciclopista sull’argine non è ottimale: "I ciclisti provenienti dalle Terre di Pedemonte e dalla campagna di Losone sono quindi obbligati a fare il giro oppure a smontare di sella e a percorrere un sentiero nel bosco fino alla strada asfaltata".

Il gruppo chiede al Municipio se è a conoscenza dell’esito delle trattative tra ex Agie e Fart per aumentare il numero di corse verso lo Zandone e se intende fare qualcosa in merito. Ma anche se è interessato ad avviare una discussione con le autorità competenti per estendere l’abbonamento della zona 30 anche allo Zandone.

E poi, per favorire gli spostamenti in bici: "Come giudica il Municipio il fatto che fino allo Zandone non vi sia un percorso ciclabile nonostante questo rappresenti un importante polo industriale per la regione e nonostante la volontà d’investire nella mobilità lenta? Ci sono dei progetti in corso per ovviare a questa situazione, rispettivamente non si potrebbe provvisoriamente trasformare il marciapiede esistente in una pista ciclopedonale? Ci sarebbe la possibilità di estendere la pista ciclabile dopo il "ponte rosso" tra Tegna e Losone fino allo Zandone, creando dunque un accesso diretto alla zona industriale dall’argine, rispettivamente un semplice passaggio adatto anche alle biciclette?".

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