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Ronco s/Ascona
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20.09.22 - 05:30
Aggiornamento: 15:54

Ronco s/Ascona, ecco il resort da sogno col tunnel di James Bond

Via Fontana Martina: pubblicata una domanda di dissodamento che prelude a una galleria di 70 metri a scomparsa per raggiungere villa e 24/36 appartamenti

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Da ameavillas.com
Come sarà l’Amea Lago Maggiore

Un ampio progetto di disboscamento, poi lo scavo di una galleria "a scomparsa" in stile James Bond, di 70 metri, dentro la montagna e la creazione di un ascensore per le auto con all’apice, 50 metri sopra, una villa di lusso più un numero variabile fra i 24 e i 36 fra appartamenti e suites, per "accogliere fino a 180 ospiti per pernottamenti e fino a 250 persone per eventi". Ospiti che oltre agli alloggi troveranno "un cinema privato, una cantina, un bar, una palestra e un bagno turco, una Spa privata e una rilassante area yoga". Più "una piscina interna ed esterna a sfioro con vasca idromassaggio e lounge integrate, sala giochi, biblioteca e un allestimento dedicato per eventi, accompagnato da varie aree esterne adatte per rilassarsi e cenare".

Un ‘casus belli’ come al Monte Brè

C’è poco da stupirsi se in località Fontana Martina, a Ronco s/Ascona, si stia sviluppando un "casus belli" sullo stile di quello che per anni aveva tenuto banco al Monte Brè sopra Locarno, dove il "Salva Monte Brè" era riuscito ad arrivare a istituire una zona di pianificazione per bloccare il progetto di "mega resort". Motivo della preoccupazione della popolazione residente a Ronco, le grandi manovre all’ombra di un altro mega investimento immobiliare, promosso in questo caso dalla Amea Lago Maggiore Property Sa, con sede a Inwil (Lucerna). Un investimento definito "rifugio a 5 stelle, guadagnando fino al 10% all’anno", che permette a facoltosi investitori di entrare in società acquistando azioni e obbligazioni a resa sicura, per poi dar vita a un progetto da 57,8 milioni (se con gastronomia interna) o da 46,6 milioni (senza gastronomia). Inizio dei lavori, secondo quanto promesso dalla Amea, estate 2022. Consegna dell’opera nel 2026.

Per il momento l’idea, sulla carta grandiosa, è allo stadio della progettazione. Nessun elemento concreto (leggi domanda di costruzione) è stato inoltrato al Comune. Ma l’attuale "stadio di progettazione" è accompagnato da due atti molto concreti: una licenza edilizia concessa più di 10 anni fa per la realizzazione della galleria e rinnovata tacitamente ogni 2 anni fino all’ultimatum messo pochi mesi fa dal Comune; e una domanda di disboscamento che, se andrà in porto, cambierà per sempre i connotati del paradisiaco angolo ronchese abbarbicato alla montagna.

Diverse decine di opposizioni

Contro la domanda di costruzione per il dissodamento si sono opposte diverse decine di abitanti di Ronco. Tutti residenti che a marzo, con i sondaggi per il carotaggio (una perforazione di oltre 50 metri nei meandri della roccia viva) avevano assaggiato quello che potrebbe diventare lo scavo vero proprio della galleria che consentirà ai ricchi proprietari dell’Amea Lago Maggiore, e ai suoi futuri ospiti, di addentrarsi nella montagna e accedere al resort tramite ascensore. Pochi giorni fa, proprio in relazione alla prima perforazione esplorativa e alla prospettiva dell’entrata in scena della fresa per scavare il tunnel, delle prove a futura memoria sono state richieste da alcuni degli abitanti le cui case avevano subito la trapanazione riportando dei danni.

"Già l’arrivo – vanta l’Amea presentando il suo progetto – è spettacolare. Anche se il design del ritiro è ancora un grande segreto, ecco un teaser: immagina di arrivare ad Amea Lago Maggiore e trovare solo un logo su una roccia. Mentre ti avvicini, le rocce si divideranno a metà e apriranno un tunnel esclusivo per un ascensore che ti porterà insieme alla tua auto per oltre 70 metri fino al ponte dell’auto per il ritiro". Questa, sottolinea Amea, "non è fantasia, è ciò che iniziamo a costruire nell’estate 2022 ed è solo l’inizio".

Per chi investe, guadagni fino al 10% annuo

L’inizio, anche, di un’operazione finanziaria in grande stile che promette guadagni "fino al 10% all’anno durante la costruzione del progetto, a partire da soli 25mila franchi". Chi investirà in qualità di azionista diventerà comproprietario di "una villa di lusso operativa con appartamenti-boutique in Svizzera". La prospettiva è che "durante l’alta stagione la villa viene affittata a clienti per vacanze ed eventi pagando fino a 12mila franchi al giorno. In bassa stagione i proprietari usufruiscono della proprietà gratuitamente". Chi invece ne diventerà ospite esterno per "matrimoni, feste di compleanno, eventi aziendali e molto altro" dovrà far fronte a un prezzo di affitto tra gli 8mila e i 12mila franchi al giorno (esclusi catering, servizi eccetera) e circa 40mila franchi per un ‘buyout’ completo. Volontà dei promotori è "ospitare almeno 10-12 eventi all’anno". Investire nel progetto sembra allettante, visto che "sulla base della capitalizzazione del valore futuro atteso del progetto una volta realizzato, gli investitori azionari godranno di un costante incremento del prezzo del 10% ogni anno, fino a quando il progetto non inizierà a essere operativo e avrà raggiunto la sua valutazione prevista, nonché un ritorno in contanti dell’11,84% ogni anno, e un rendimento annuo stimato derivante dall’aumento del valore dell’immobile stesso (2%) una volta che il progetto pianificato è stato realizzato ed è operativo". Grazie alla "moderna struttura" della società, gli utili sono esenti da ritenuta d’acconto e imposta sul reddito fino al rimborso dell’importo totale. Ci si potrà accodare all’operazione anche in seguito, ma chi lo farà "pagherà un premio d’ingresso più elevato man mano che il progetto matura". Pertanto, "riceverà un rendimento netto inferiore sugli investimenti".

In una delle molte opposizioni alla domanda di dissodamento si legge che il disboscamento e la costruzione del cantiere provvisorio "dipendono dalla garanzia finanziaria di portare a termine i lavori previsti. Difficoltà di finanziamento avrebbero come conseguenza un prolungamento dei lavori in corso oltre il tempo previsto. Se poi il consorzio responsabile andasse in fallimento, rimarrebbe un cantiere aperto e una situazione disordinata e potenzialmente pericolosa (...) con un rischio che i costi di ripristino ricadano sulla mano pubblica". Secondo l’opponente, il progetto di cantiere provvisorio e di dissodamento "avrebbe dovuto essere inoltrato assieme alla domanda di costruzione della galleria di accesso del novembre 2009". Inoltre, "il rinnovo tacito del permesso di costruzione ogni due anni fino a oggi senza una nuova pubblicazione non è conforme alla Legge edilizia perché nel frattempo il diritto applicabile è stato modificato: in questo periodo sono entrate in vigore sostanziali modifiche della Legge federale sulla pianificazione del territorio (1.5.2014) che hanno reso obsolete certe normative del Piano regolatore comunale". «Una buona parte degli abitanti in zona è seriamente preoccupata – dice il firmatario dell’opposizione a "laRegione" –. Purtroppo, dal punto di vista legale il treno è partito. Rimangono solo le opzioni di fare una petizione al Comune e al Cantone, e la possibilità di sollevare un polverone, se si riesce a creare pubblicità attorno al progetto». Progetto che, a titolo abbondanziale – e che serva da monito – è stato preceduto da un altro, iniziato a sorgere 500 metri prima, sulla stessa strada: «Dal 2012 c’è un progetto di residenza di lusso che aspetta investitori». Si presenta come un colossale sbancamento in attesa di contenuti.

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