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15.09.22 - 11:26
Aggiornamento: 19:56

‘Cose del genere nel calcio regionale non le tolleriamo più’

Insulti razzisti all’arbitro durante una partita di allievi C al Lido di Locarno: per il presidente della Ftc Biancardi ‘corretto interrompere il match’

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Ti-Press

Insulti all’arbitro di colore, anche di stampo razzista. Da lì l’interruzione – sacrosanta – della partita. Ma anche le quasi immediate scuse del ragazzo, triste protagonista della vicenda, accompagnate da quelle di suo papà, evidentemente resosi conto che si era passato, e di molto, il limite.

È la ricostruzione dei fatti avvenuti sabato scorso sui campi dello Stadio Lido di Locarno, dove una partita di allievi C (12-13 anni) fra i padroni di casa del Locarno e il Biasca era stata funestata da intemperanze che in un primo momento sembravano aver coinvolto anche una nutrita fetta di genitori biaschesi presenti come accompagnatori e tifosi dei loro figli. Stando a quanto dichiarato oggi alla ‘Regione’ da Fulvio Biancardi, presidente della Federazione ticinese di calcio, «rispetto alla versione dei fatti di cui si è scritto, la situazione, stando al rapporto dell’arbitro, e anche alle nostre verifiche, sarebbe stata meno "estrema". E dico per fortuna. A noi non risulta che i genitori dei giovani calciatori del Biasca abbiano particolarmente esagerato. Ciò che emerge invece dal rapporto dell’arbitro sono gli insulti, gravi, proferiti da un giocatore ospite nei confronti dell’arbitro, che è un giovane di colore. Insulti, ovviamente, inaccettabili, che lo hanno profondamente offeso e umiliato. Per questo, giustamente, il direttore di gara ha deciso di sospendere la partita. L’intento è che situazioni simili non si ripetano, quindi intemperanze del genere – specie se di tenore anche razzista – vanno isolate sul nascere e ovviamente punite».

La punizione, sei giornate di squalifica secondo quanto anticipato dal portale Ticinonews, concerne unicamente il giovane che in un momento di "blackout" mentale ha esagerato con le parole, dicendo probabilmente – o almeno questa è la speranza – ciò che neppure lui pensava davvero.

Le scuse del ragazzo e quelle del papà

Va infatti osservato che il giovane si è reso conto molto presto di aver commesso un’enorme sciocchezza, tanto da ritenere necessario presentarsi a capo chino dall’arbitro offeso e chiedergli scusa. Con il giovane c’era anche il padre, figura educativa che giustamente si è messa in discussione in prima persona, chiedendo lui stesso perdono per quanto fatto dal figlio. «Questo è un aspetto da sottolineare – dice Biancardi alla ‘Regione’ –: le pronte scuse all’arbitro del ragazzo e anche del suo papà, che peraltro non c’entrava assolutamente nulla nell’accaduto. Per il resto devo dire francamente che, stando alle testimonianze di alcune persone presenti al campo, altro non è successo».

Quanto alla decisione dell’arbitro di sospendere la partita, Biancardi la giustifica totalmente: «Premetto che il rapporto di cui abbiamo potuto prendere visione è preciso, equilibrato e sereno, e vi si riconosce che dopo gli insulti e la decisione di interrompere la partita, tutto è rientrato rapidamente. L’arbitro ha scritto di essersi sentito, comprensibilmente, umiliato e particolarmente toccato: uno stato d’animo che gli ha tolto la serenità necessaria per andare avanti. Ha inoltre voluto evitare che la situazione degenerasse. E ha fatto benissimo perché le istruzioni che hanno i nostri arbitri sono molto chiare: quando vi sono espressioni razziste bisogna marcare il territorio in maniera decisa. Interrompere la partita è quindi, in un caso del genere, una decisione corretta, che deve servire da monito per tutti. Questo genere di cose la Federazione ticinese di calcio non le tollera più».

Giovedì nel pomeriggio la stessa Federazione ticinese di calcio ha diramato una nota in cui conferma la versione del suo presidente secondo cui i fatti vadano ridimensionati e sottolinea che "le sanzioni comminate dalla Sezione disciplinare tengono conto della reazione positiva del giovane, che si è prontamente scusato con l’arbitro e dell’approccio formativo ed educativo verso il proprio figlio da parte del padre. Positiva è pure la reazione della società Gc Biaschesi, che ha immediatamente attivato momenti di riflessione con i propri affiliati, genitori compresi". La Ftc conclude comunicando che "approfitterà della pausa invernale per proporre nuovamente incontri di sensibilizzazione sul Fair play che completano l’attività di prevenzione già messa in atto dalla Federazione (visite, coaching e consulenze da parte di specialisti)"

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