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15.09.22 - 09:54
Aggiornamento: 15:21

Risparmio energetico, Ses cerca una condivisione politica

Lettera ai 38 Comuni del comprensorio. Fra le misure, illuminazione pubblica spenta di notte da novembre a marzo. ‘Impatto modesto, ma grande esempio’

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Ma la notte no

Spegnimento totale dell’illuminazione pubblica di notte, dalla 1 alle 5, nei mesi da novembre a marzo compresi; rinuncia al montaggio delle luci natalizie; e valutazione dell’opportunità di non accendere o limitare l’uso di fari e faretti puntati su edifici e monumenti. Sono le raccomandazioni che la Società elettrica Sopracenerina ha girato ai 38 Comuni del suo comprensorio per una risposta il più possibile unitaria, anche dal punto di vista politico, "alla crisi energetica che si sta profilando per il prossimo inverno" e che "non lascia indifferente anche Ses, anzi", scrive l’azienda a capitale interamente pubblico. "Come è logico in tutte le situazioni di crisi – proseguono i vertici della società con sede a Locarno – queste vanno gestite centralmente. Sarà dunque il Consiglio federale a dare le necessarie disposizioni in materia. Nondimeno esistono alcuni margini di manovra che possono essere messi in atto velocemente e indipendentemente, ben consci che non saranno sufficienti a risolvere i problemi in caso di crisi acuta". La prima proposta è, come accennato, lo spegnimento dell’illuminazione pubblica notturna da novembre a marzo, gestita (anche per i cambiamenti di orario) da un sistema centrale. Il problema è che "le modifiche si ripercuotono contemporaneamente su tutti gli altri Comuni del comprensorio Ses che dispongono dello stesso sistema (la maggior parte)". Pertanto, Ses non può inserire o disinserire solo una parte dell’illuminazione di un Comune o applicare impostazioni specifiche per ogni località "senza modifiche importanti alla rete elettrica". Considerato il ragguardevole risparmio già ottenuto con l’installazione di armature a Led, Ses propone comunque anche lo spegnimento totale; una misura che, se applicata, permetterebbe ogni giorno di risparmiare "l’equivalente al consumo annuo di un nucleo familiare di 3 persone". Un risparmio quindi oggettivamente "modesto", ma che "a livello di sensibilizzazione dell’opinione pubblica può avere grandi effetti e può essere d’esempio". Visto poi che l’impatto di una misura simile implica possibili conseguenze a livello di sicurezza stradale e pubblica, una decisione, nota Ses, andrebbe presa dai singoli Comuni unitamente alle proprie Polcomunali. Per le strade cantonali Ses ha già chiesto l’autorizzazione al Cantone. "Una risposta compatta da parte dei nostri Comuni certamente non passerebbe inosservata da parte delle autorità", si legge. Per l’applicazione della misura sarà comunque necessario il preavviso favorevole del Cantone e di tutti i Comuni del comprensorio Ses, anche se non sono esclusi progetti ad hoc nelle singole località. C’è, poi, la proposta di rinunciare al montaggio dell’illuminazione natalizia "o quantomeno di limitarla il più possibile". Proposta da estendere anche alle luci puntate su edifici e monumenti, che "sono prevalentemente decorative".

Locarno On Ice e le altre piste

Accanto a queste misure condivise, che Comuni e Cantone stanno ancora valutando, singole situazioni stanno tenendo banco a livello locale. Una, significativa, riguarda l’opportunità di svolgere, e se sì in che forma, l’evento invernale regionale per antonomasia, Locarno On Ice. «Con la Città ci siamo incontrati innanzitutto per capire se da qualche parte ci fosse l’intenzione di rinunciare "tout court" – dice Samantha Bourgoin –. La nostra intenzione come organizzatori è di confermare l’evento, che sembra essere lo stesso sentimento del Municipio, secondo il quale dopo 2 anni di pandemia c’è il bisogno emotivo di avere questo luogo d’incontro e d’attività. Si tratta di capire assieme come organizzarlo, intrerpretando o immaginando le regole cantonali e federali e volendo comunque spendere il meno possibile in energia. Questo, considerando che negli ultimi anni, con tutti i nostri partner, abbiamo già dimezzato il consumo. Come? Stipulando i contratti con i fornitori per la tecnologia più efficiente possibile, ad esempio per il motore e per l’impianto audio e luci e acquistando energia certificata. Locarno On Ice è sempre più intima e meno luccicante. Dobbiamo ora capire cosa significhi continuare nel contesto generale in cui ci troviamo». Il sentimento cittadino di affetto per Locarno On Ice viene confermato da Alain Scherrer, sindaco di Locarno, che auspica anche «un confronto con i sindaci sulle intenzioni degli altri centri». Quanto a Ses, ha sensibilizzato Città ed evento "sulla particolare situazione di paventata penuria energetica e gli appelli alla popolazione di ridurre i consumi". Il CdA "conta di sostenere la tradizionale rassegna invernale con un’inedita formula che premi il risparmio".

Alla pista della Siberia di Ascona si pattinerà. «Il calendario dipenderà dalle temperature notturne, ma in linea di massima la stagione dovrebbe andare dal prossimo 8 ottobre all’inizio del mese di marzo del 2023 – conferma la municipale Margherita D’Andrea, presidente della Brima Sa che gestisce la struttura –. Ci sono tre club, hockey, pattinaggio e curling, e quindi 500 persone che fanno capo al nostro impianto. Oltre a chi vi si cimenta per diletto. Per Ascona è importante offrire alla popolazione occasioni per praticare sport e quindi mantenersi in salute». A livello finanziario la Brima Sa si attende il contraccolpo del caro energia: «Viste le nuove tariffe, possiamo ipotizzare quasi un raddoppio dei costi per l’elettricità. Dai 60mila franchi annui, passeremo a circa 100mila. Tuttavia i costi dell’entrata resteranno invariati». Intanto, per la Siberia – dopo il risanamento della platea – è in corso l’ammodernamento dei macchinari per il freddo, che diventeranno meno energivori. Si sta pure lavorando per la progettazione della copertura: «Il futuro tetto della pista sarà dotato di un impianto fotovoltaico di ultima generazione, capace di produrre energia anche senza i raggi diretti del sole».

Dal Borgo alle valli. A Sonogno la pista in ghiaccio artificiale si farà, dice il sindaco di Verzasca Ivo Bordoli, «visto il contratto blindato per l’energia elettrica fino a fine 2023». In Onsernone, per la piccola pista coperta allo Zardin di Vergeletto, Davide Darni, presidente dell’Hockey club Valle Onsernone, nota che «normalmente sull’arco di una stagione (inizio dicembre-fine febbraio) spendiamo tra gli 8 e i 10mila franchi in energia. Non certo pochi, ed è la principale voce di spesa. Avremo quindi bisogno, oggi più che mai, del sostegno degli sponsor. Cercheremo di sfruttare la stagione e farla rendere al massimo, sperando anche nell’aiuto delle basse temperature. Se l’impennata dei costi riguarderà solo la stagione alle porte, con le riserve dovremmo comunque riuscire a coprire i disavanzi. La speranza è che poi i costi si diano una calmata. Del tema discuteremo a livello di comitato nei prossimi giorni».

È invece agibile da metà agosto la superficie gelata del Centro sportivo Lavizzara. Una pista, quella alto valmaggese, molto sfruttata dalle compagini che partecipano ai campionati e dai giovani dei vivai (senza dimenticare le squadre amatoriali). "Siamo in un contesto di crisi energetica – fa sapere il Municipio – e il nostro impianto non è ovviamente al riparo dalle conseguenze di questa realtà. Per il momento provvedimenti al riguardo non sono stati adottati. Se la situazione dovesse peggiorare, valuteremo l’adozione di eventuali provvedimenti a livello gestionale".

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