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10.09.22 - 16:53
Aggiornamento: 11.09.22 - 14:48

Calcio giovanile, un pomeriggio di ‘ordinaria’ follia

Allo stadio Lido di Locarno partita di allievi C sospesa nel primo tempo per presunti insulti razzisti nei confronti dell’arbitro

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Tutti nello spogliatoio

Tutti negli spogliatoi, perché il razzismo non può essere tollerato. L’hanno dovuto vivere sulla propria "pelle", questo pomeriggio, gli allievi C (ragazzini di 12 e 13 anni) del Locarno e del Biasca, quando l’arbitro ha deciso di sospendere la partita durante il primo tempo. Il motivo? Stando alle testimonianze, alcuni giocatori della squadra ospite avrebbero rivolto al direttore di gara degli insulti razzisti, legati al colore della sua carnagione.

Sopra le righe

Doveva essere una normale partita di calcio tra adolescenti, invece è scoppiato un putiferio tanto assurdo quanto sgradevole. Ma il clima dentro e fuori dal campo si era scaldato sin dai primi minuti. Una partita – per la cronaca, il Biasca controllava senza sussulti: in vantaggio 5-1 – durante la quale i giocatori ospiti si sono scagliati contro l’arbitro, ‘reo’ di aver assegnato due rigori al Locarno, penalty entrambi non andati a segno da parte dei padroni di casa. Nel frattempo, fuori dal campo, il mugugno dei genitori offriva uno spettacolo penoso: il bersaglio delle critiche è stato sin
dall’inizio il direttore di gara. Un atteggiamento, quello degli adulti, che presumibilmente ha condizionato quello dei ragazzini.

Sta di fatto che alle discussioni che giungevano da bordo campo si sono aggiunte diverse azioni sopra le righe da parte dei giocatori del Biasca: una rimessa con le mani buttata intenzionalmente in testa a un rivale e, poco dopo, un brutto fallaccio, da dietro, contro un avversario che cercava di prendere palla vicino alla linea laterale.

Il cartellino, gli insulti, la sospensione

È proprio a seguito di questo intervento antisportivo che l’arbitro ha deciso di alzare il cartellino giallo contro l’autore del gesto. Da qui si sono animate voci di protesta da fuori campo e il ragazzino implicato è andato in escandescenza. Ci è così voluto poco allora per passare dal giallo al rosso e a quel punto la confusione è stata totale. Nemmeno gli allenatori del Biasca sono riusciti a richiamare all’ordine i propri giocatori.

Anzi, le parole si sono fatte via via più pesanti tanto che verso l’arbitro sono stati rivolti veri e propri insulti razzisti. Il direttore di gara ha quindi deciso di applicare il regolamento e mandare tutti sotto la doccia: partita sospesa.

La maleducazione

‘Non puoi sospendere la partita’, ‘come ti permetti’, ‘ma questo nel calcio succede’. Le reazioni dei genitori del Biasca lasciano basiti: al gesto significativo dell’arbitro di sospendere la partita a seguito delle parole del tutto inadeguate rivoltegli, alcuni adulti hanno continuato nel loro atteggiamento spregevole davanti a una ventina di giovanissimi giocatori che, sconcertati per l’accaduto, si sono visti costretti a rientrare anticipatamente negli spogliatoi. Interpellato da alcuni presenti allo stadio Lido, l’arbitro avrebbe spiegato di essersi sentito costretto a sospendere la gara,
oltre che per gli insulti, per tutelare la sua incolumità.

I tre punti a tavolino, che molto probabilmente la Federazione assegnerà al Locarno, punti che il Biasca avrebbe tranquillamente potuto portarsi a casa, a poco serviranno se da parte di tutti gli attori – giocatori, allenatori, dirigenti e soprattutto genitori – non vi sarà una totale presa di coscienza del significato e dei valori dello sport amatoriale.

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