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07.09.22 - 16:43
Aggiornamento: 19:45

Locarno, la Città paventa il ‘caro elettricità’

Incontro tra il Municipio e la direzione della Sopracenerina, alla ricerca di soluzioni per ridurre i consumi

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Ridurre i consumi

Quanto costerà il "caro energia" alla Città di Locarno? La domanda è semplice, ma la risposta è complessa. «Siamo considerati un grande consumatore e quindi l’aumento dipenderà dalle condizioni che troveremo sul mercato al momento del rinnovo del contratto – spiega il municipale Pierluigi Zanchi, capo del dicastero "Città dell’energia" –. Difficile fare ipotesi: il balzello potrebbe essere di 300mila franchi o di un milione e mezzo. Fatto sta che l’imperativo resta quello di trovare buone soluzioni per ridurre i consumi».

Martedì sera il Municipio ha avuto un incontro al quale ha partecipato anche la direzione della Società elettrica sopracenerina (Ses). «È stato molto utile – afferma il sindaco Alain Scherrer –. Abbiamo approfondito gli aspetti tecnici delle diverse manovre e ora la discussione è aperta. Obiettivo: trovare le soluzioni migliori per conciliare le esigenze della cittadinanza e il risparmio energetico. Un gruppo di lavoro, composto anche da rappresentanti dell’Ufficio tecnico comunale, ha ora il compito di verificare le proposte».

Come agire? «Qualcosa è già stato fatto negli anni passati – risponde Zanchi –. Siamo passati al Led nell’illuminazione pubblica, ciò che ci ha consentito di dimezzare i consumi in questo settore. Azzardato però pensare di spegnere i lampioni sulle strade tutte le notti, dall’una alle cinque del mattino: infatti, come ente pubblico dobbiamo garantire la sicurezza ai passaggi pedonali. Per andare in questa direzione ci vorrebbe un’installazione specifica che tenga accese le luci in prossimità delle strisce. Abbiamo chiesto alla Ses se è fattibile».

La Città nei prossimi anni ha intenzione di raddoppiare le superfici dei suoi impianti fotovoltaici, portando la produzione di energia solare dal sette al quattordici per cento. E più avanti di arrivare fino al 30 per cento. Va comunque detto che in caso di blackout programmati, questi impianti si ritroverebbero slacciati dalla rete e quindi risulterebbero inutili.

«Lo spegnimento dell’illuminazione dei monumenti pubblici (Castello visconteo, collegiata e altri) porterà benefici, seppur piccoli, a livello di consumi. Ma sarà un segnale importante, dal punto di vista simbolico, per la popolazione», prosegue Zanchi. «Sarà invece importantissimo allargare il discorso a tutti i dicasteri: da quello dell’ambiente, proponendo una riduzione dei rifiuti, a quello dell’acqua potabile. In quest’ultimo caso, dobbiamo considerare che la città pompa acqua di falda, con un consumo annuo di circa un milione di chilowattora. Risparmiando acqua, si riducono i costi dell’energia. Abbiamo pure deciso di coinvolgere la commissione energia comunale per sollecitare altre e nuove idee».

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