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01.09.22 - 17:42
Aggiornamento: 18:20

Un percorso nella memoria lungo 80 anni

Domenica 11 settembre a Losone si festeggia l’anniversario della Strada dei Polacchi, costruita dai soldati reduci dalla Seconda guerra mondiale

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Camminando lungo la strada nel bosco che da Arcegno porta in zona Golino (anche se in realtà si congiunge alla cantonale ancora in territorio losonese), ci si imbatte quasi subito in un’aquila su una roccia. Il rapace non è però pronto a spiccare il volo, perché il suo posto è e rimarrà lì, dipinto di bianco sulla roccia rossa a rappresentare il Paese di cui è l’emblema, la Polonia, e a ricordare (assieme a una targhetta) il legame che ha con Losone. La via in questione è infatti la Strada dei Polacchi, forse una delle più importanti opere realizzate in Ticino dagli internati appunto polacchi e ucraini negli anni Quaranta del secolo scorso, quando durante la Seconda guerra mondiale decine di migliaia di soldati trovarono ospitalità in Svizzera. Circa 450 provenienti dalla Polonia furono accolti proprio a Losone, dove fu organizzato un campo rifugiati sui terreni comunali ora occupati dall’ex caserma. A loro si deve anche la bonifica della pianura alluvionale di Arbigo e delle Gerre, oltre come detto alla costruzione della strada che collega Arcegno e le Centovalli, di cui quest’anno si festeggiano gli 80 anni. Un anniversario sottolineato, lo scorso gennaio, dall’arrivo a Losone dell’ambasciatrice polacca Iwona Kozlowska, che a maggio aveva poi a sua volta accolto in quel di Berna l’esecutivo del comune locarnese. Domenica 11 settembre sempre all’ex caserma di Losone, si chiuderà idealmente il cerchio con un ultimo evento popolare.

«Proprio in quelle due occasioni, è nata l’idea di organizzare nel nostro comune una festa popolare per sottolineare gli 80 anni della Strada e che allo stesso tempo fosse l’occasione per i polacchi in Svizzera di ritrovarsi – spiega il vicesindaco di Losone Fausto Fornera –. Un appuntamento che l’ambasciatrice polacca vorrebbe riproporre ogni anno, organizzando per i suoi concittadini una passeggiata in questi luoghi di memoria. Quando l’idea si è tramutata nella proposta concreta di ospitarne la prima edizione, il nostro Municipio ha subito aderito con entusiasmo, ottenendo anche la collaborazione della Parrocchia e del Patriziato».

Come ha spiegato la municipale Nathalie Ghiggi Imperatori, «l’ambasciatrice polacca arriverà a Losone già sabato sera (10 settembre, ndr) e farà visita al cimitero, dove riposano quattro soldati polacchi morti durante il loro internato nel nostro comune. La giornata di domenica invece si svolgerà, anche in caso di brutto tempo, all’ex caserma e si aprirà con la messa da campo per la Festa della Madonna d’Arbigo (nell’omonima chiesetta verranno proiettate delle fotografie storiche, ndr), seguita da una parte ufficiale a cui parteciperà, tra gli altri, anche il consigliere di Stato Manuele Bertoli. Infine vi sarà il pranzo offerto. La giornata è aperta a tutta la popolazione (necessario annunciarsi entro lunedì 5 settembre attraverso un formulario online al sito www.losone.ch) e alla comunità polacca (una cinquantina sui 130 iscritti finora), per la quale è stato anche organizzato un trasporto speciale con delle navette proprio fino alla strada costruita dai loro connazionali».

Punto di partenza per scavare più in profondità

Sempre la responsabile del Dicastero protezione dell’ambiente e acqua potabile ha sottolineato come la presenza polacca sul territorio losonese sia riscontrabile anche nelle diverse persone che vi abitano («ad esempio fino a poco fa il presidente del Consiglio comunale era Romolo Pawlowski, nipote di uno di questi internati), mentre Fornera ha concluso sottolineando come «la commemorazione farà riferimento a eventi passati, ma anche l’attualità fa riflettere su situazioni più difficili e su come la politica internazionale possa avere ripercussioni anche sulla dimensione locale. Inoltre dal punto di vista storico potrebbe essere il punto di partenza per scavare più in profondità e approfondire questo periodo della nostra storia locale, come Municipio stiamo riflettendo in maniera seria su come farlo e siamo in contatto con un ricercatore specializzato in materia».

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