laRegione
12.08.22 - 17:40
Aggiornamento: 15.08.22 - 17:28

Onsernone, da mezzo secolo senza mai perdere ‘LaVoce’

Compie 50 anni il semestrale (un tempo bimestrale) della locale Pro; una rivista cartacea nata per parlare di territorio e offrire spunti di riflessione

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Mezzo secolo di vita. Il traguardo lo raggiunge la ‘Voce Onsernonese’, il semestrale della Pro Onsernone. Il primo numero (inizialmente si trattava di un bimestrale) vide la luce nel lontano 1972, grazie alla brillante intuizione di alcune intraprendenti persone della valle. Da allora, ininterrottamente (anche quando nel lontano 1978 l’alluvione si portò via la Tipografia Poncioni di Losone dalle cui rotative è sempre uscito) ha accompagnato la vita dei cittadini, fossero essi domiciliati in valle o emigrati fuori cantone. Ha riportato e narrato storie di vita quotidiana, problematiche legate al territorio, cultura (pittura, pubblicazioni, ricerche storiche, associazioni), sport, arte e tradizioni con grande equilibrio, rispetto, evitando campanilismi, toni polemici e settarismi. Con uno stile riflessivo e sottile, che ne ha costituito nel tempo il suo marchio di fabbrica, ha visto avvicendarsi col passare dei decenni diversi responsabili di redazione (compito oggi assunto da Cristiano Terribilini, già sindaco di Onsernone) e decine di collaboratori che portano il loro prezioso contributo a titolo di volontariato. Tra le poche testate che ancora si possono toccare con mano, in tempi difficili per la carta stampata, tra costi esorbitanti di realizzazione e la concorrenza spietata dei nuovi media, la rivista ha raccolto attorno a sé fin dai primi anni ampi consensi. Distribuita in abbonamento, ‘La Voce Onsernonese’ oltre a rendere omaggio a personaggi che hanno lasciato importanti tracce sul territorio, prosegue nel suo obiettivo di offrire spunti di dibattito per la comunità anche su temi di stretta attualità. Interprete dell’animo popolare dell’Onsernone, al servizio di chi vuole conoscerne meglio il tessuto sociale e contribuire a potenziarlo, il semestrale dopo aver coperto mezzo secolo di storia intende accompagnare i fedeli lettori (anziani e anagraficamente più acerbi) con la sua cadenza, dentro e fuori i confini; mantenendo saldi i contatti con chi è stato costretto negli anni ad abbandonare il territorio natio. Un progetto longevo e serio il cui viaggio si spera possa continuare ancora a lungo, con la consapevolezza che non è solo la festa di un foglio informativo, ma di una comunità intera, che esiste anche perché la si racconta.

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