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03.08.22 - 11:29
Aggiornamento: 14:18

Con il BaseCamp del Festival a scuola… si dorme

Costretta a rinunciare alla location dell’ex caserma, la manifestazione per giovani artisti al via oggi si divide tra Losone (alloggi) e Locarno (eventi)

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Dove prima c’erano (e ci saranno nuovamente a settembre, anzi a fine agosto visto che quest’anno in Ticino si torna in aula lunedì 29) sedie e banchi, ora ci sono letti. Sì perché da oggi e per i prossimi dieci giorni a occupare gli spazi solitamente animati dai bambini delle scuole elementari di Losone, sarà il popolo del Locarno Film Festival e più precisamente i partecipanti al BaseCamp, l’appuntamento dedicato principalmente ai giovani artisti (poco meno di 200 tra registi, musicisti, performer ecc.) che hanno la possibilità di seguire da vicino la rassegna cinematografica convivendo in un luogo di scambio, confronto e creazione.

Un progetto nato nel 2019 e che per le prime due edizioni (quella 2020 era stata annullata a causa della pandemia di Covid) aveva trovato nell’ex caserma in zona Arbigo la sua location ideale, una possibilità che gli organizzatori e lo stesso Comune di Losone hanno però loro malgrado dovuto scartare quest’anno a causa della sentenza del Tribunale cantonale amministrativo (Tram) che, circa un anno fa, accogliendo il ricorso di privati cittadini ha confermato il divieto di qualsiasi attività non militare o di protezione della popolazione nel comparto, bloccando di fatto la riqualifica dell’area e l’utilizzo della stessa per eventi quali appunto il campo base festivaliero, ma anche le attività dell’Accademia Teatro Dimitri. La speranza di poter contare anche quest’anno (come nel 2021) su un’autorizzazione provvisoria è svanita circa a metà giugno e quindi si è lavorato su un’alternativa, trovata appunto nella sede delle scuole comunali. Non senza però qualche compromesso, necessario anche per cercare di limitare i "disagi" per la popolazione, essendo l’istituto scolastico più vicino alle abitazioni rispetto alla caserma.

Contenuti dislocati al Sant’Eugenio e anticipati

«Posto che la caserma per noi era e rimane anche per il futuro la location ideale, abbiamo dovuto far buon viso a cattiva sorte e trovare un’alternativa, oltretutto in un lasso di tempo piuttosto breve – ci spiega Francesco De Biasi, responsabile programmi educativi del Locarno Film Festival, tra i quali figura anche il BaseCamp –. Anche per questo ci tengo a sottolineare l’ottima collaborazione con il Comune di Losone, che si è subito adoperato per aiutarci a mettere in piedi un piano B, di cui alla fine siamo soddisfatti. In pratica quella di quest’anno sarà un’edizione sdoppiata, con la parte di vita comune che sarà appunto alle scuole comunali losonesi (dove dormiranno circa 180 persone, ndr), mentre la parte dei contenuti (proposti dagli stessi partecipanti al "campo" festivaliero, ma non solo, ndr) è stata spostata a Locarno, più precisamente all’istituto Sant’Eugenio, una sorta di sezione pop up che si aprirà per circa tre ore al giorno, tra le 17.30 e le 21».

In pratica, le attività che solitamente si svolgevano a fine serata (dopo le proiezioni, quindi circa tra mezzanotte e le 3) all’ex caserma, sono state anticipate, passando così da after-party a una sorta di aperitivo artistico… «Il cambiamento non è però dovuto unicamente alla volontà di disturbare il meno possibile chi abita vicino alle scuole. Se a Losone, essendo un po’ più distante dal centro nevralgico del Festival, gli appuntamenti del BaseCamp erano concentrati in tarda serata, spostandoci a Locarno e osservando le abitudini dei festivalieri, abbiamo deciso appunto di anticipare il tutto, inserendoci tra il pomeriggio e le proiezioni in Piazza Grande della sera».

Programma fitto e variegato

L’animazione a Locarno e il riposo (nonché il ristoro mattutino, visto che le cucine dell’adiacente scuola dell’infanzia saranno a disposizione per la colazione, mentre per quel che riguarda le docce si farà capo agli spogliatoi della palestra) a Losone quindi… «Possiamo dire così, anche se il campo base losonese rimarrà comunque un luogo di networking dove gli artisti si incontreranno, potranno scambiarsi idee e portare avanti i rispettivi progetti. Questa parte diurna, che i partecipanti possono gestire come meglio credono, in sostanza è rimasta invariata rispetto a quello che accadeva alla caserma, mentre come detto è cambiata la programmazione degli appuntamenti (aperti al pubblico ma con posti limitati, ndr), curata dallo stesso ideatore del BaseCamp, Stefano Knuchel. Un programma tra l’altro molto fitto e variegato, ad esempio si partirà con un collettivo iraniano (Disco Tehran) che proporrà cucina e musica del proprio Paese, ma avremo anche artisti svizzeri che porteranno a interrogarsi sul futuro dell’audiovisivo, una serata sull’arte contemporanea e una sul ruolo della donna nel mondo del cinema, la celebrazione dei 30 anni del Cisa (il Conservatorio internazionale di scienze audiovisive, ai cui studenti è riservato uno spazio all’interno del Base Camp, ndr), una conversazione-maratona con 24 ospiti internazionali sul futuro dell’attenzione e via dicendo».

A questo punto la speranza è che «nonostante ci siamo dovuti adattare, tutto possa andare bene come negli scorsi anni». Con la consapevolezza che caserma o no, «l’idea del BaseCamp è davvero forte».

Il Municipio di Losone: ‘Ci teniamo stretto un progetto in cui crediamo molto’

Come per i vertici del Festival, anche per il Municipio di Losone l’ex caserma rimane la location ideale per ospitare il BaseCamp, ma c’è comunque una certa soddisfazione per la formula alternativa individuata per l’edizione di quest’anno, che permette al comune locarnese di continuare a far parte di un progetto «nel quale siamo entrati nel 2019 con molto entusiasmo e grandi prospettive – sottolinea il municipale Alfredo Soldati, a capo dei dicasteri Educazione e asilo nido, Cultura ed eventi, Culto –. Come Comune cercavamo un modo per avere un ruolo più attivo nel sostegno al Festival e lo abbiamo trovato nel BaseCamp, che coinvolge sponsor importanti e che rappresenta il futuro stesso del Festival. Non poterlo ospitare o addirittura causarne, seppur indirettamente, l’annullamento per mancanza di alternative sarebbe stato davvero un peccato, per questo ci siamo adoperati con un ulteriore sforzo non indifferente e abbiamo rivoltato come un calzino la scuola per prepararla a ospitare l’appuntamento festivaliero».

Un’operazione non proprio usuale e che porterà appunto il popolo del Pardo a dormire e vivere negli spazi solitamente occupati da allievi e maestri/e… «Da questo punto di vista non ci sono stati grandi problemi, i docenti hanno liberato gli spazi di loro competenza e tutti (custode e dipendenti comunali in primis) si sono dati da fare per approntare tutte le modifiche necessarie – ad esempio coprire il pavimento in modo da non rovinarlo e dover passare nuovamente la cera prima dell’inizio dell’anno scolastico, o ancora chiudere gli armadi con dei "sigilli" –. E non mi sembra di aver percepito delle resistente o del malcontento, proprio perché tutti sono coscienti dell’importanza di questo progetto. E a settembre tutto sarà pronto per riaccogliere allievi e docenti».

Uno sforzo supplementare per il Comune che dovrebbe rimanere tale solo a livello organizzativo, mentre dal punto di vista finanziario Soldati conferma che «come ogni anno a preventivo erano stati inseriti 50’000 franchi di contributo per il BaseCamp e anche se allo stato attuale è difficile quantificare i costi, non dovrebbero essere superiori agli altri anni».

Quanto allo spostamento degli eventi serali a Locarno, il membro dell’esecutivo losonese ammette che «da una parte dispiace, ma capiamo le loro esigenze e ci teniamo stretto ciò che siamo riusciti a salvare».

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