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08.07.22 - 17:42
Aggiornamento: 18:12

Cadavere rinvenuto a Solduno, prevale la tesi del suicidio

Gli elementi raccolti finora dagli inquirenti escluderebbero l’intervento di terzi. Si attendono gli ultimi esiti delle analisi

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Rescue Media

Suicidio. È l’ipotesi maggiormente accreditata fra gli inquirenti che – coordinati dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri – stanno indagando sulla morte del 24enne, cittadino svizzero, il cui corpo privo di vita è stato rinvenuto il 23 giugno scorso sul pavimento dell’appartamento dove viveva, al quarto piano di una palazzina a Solduno, in via Muro della Rossa, al numero 7. Il giovane era stato trovato con un coltello da cucina conficcato in un occhio. Sopralluoghi ed elementi sin qui raccolti tendono infatti a escludere l’intervento di terzi. Si è comunque in attesa di una comunicazione ufficiale, da parte dei laboratori, dell’esito delle analisi, ma le tracce di sangue presenti sul luogo e recuperate sembrerebbero appartenere unicamente al giovane.

Gli inquirenti lasciano per ora aperte le due piste. Ma quella dell’omicidio potrebbe essere presto abbandonata. Secondo le testimonianze dei vicini, il giovane conduceva una vita appartata. Una persona pacifica e solitaria. Non aveva precedenti penali.

Allertati attorno alle 15 di quel giovedì dal fratello minore della vittima, entrato in casa usando la sua chiave, gli agenti della Polizia comunale di Locarno e i soccorritori del Salva hanno trovato l’appartamento in ordine. Non vi erano segni né di effrazione né di colluttazione. E nessun rumore era stato sentito all’esterno dell’abitazione del ragazzo nei giorni ai quali si fa risalire il suo decesso. Inoltre, durante le perquisizioni dell’alloggio gli inquirenti non hanno rinvenuto né sostanze stupefacenti né denaro: elementi, questi ultimi, che avrebbero potuto ricondurre la morte del 24enne a un regolamento di conti o a una vendetta.

Un ‘giallo’ che aveva suscitato clamore

Aveva suscitato grande clamore anche oltre i confini del Locarnese il giallo del ritrovamento del cadavere del 24enne. Il suo corpo senza vita giaceva nel corridoio dell’appartamento al quarto piano di una palazzina in un tranquillo quartiere residenziale di Solduno. La giovane età della vittima, la presenza di un’arma da taglio e le ferite al volto hanno da subito alimentato il mistero su quello che appariva uno strano caso. Tante le ipotesi rimaste aperte per settimane. Alle prime battute dell’indagine, Ministero pubblico e Polizia cantonale avevano comunicato ai media che l’intervento di terzi non poteva essere escluso. Ora, con le prime risultanze degli esami autoptici e delle tracce rinvenute nell’appartamento, si starebbe giungendo a una svolta.

I fatti, come già detto, risalgono allo scorso 23 giugno quando, a metà pomeriggio, la Centrale d’allarme risponde a una chiamata di soccorso. Giunti sul posto, gli agenti della Polizia cittadina e i soccorritori non possono che constatare la morte del giovane, avvenuta presumibilmente diversi giorni prima del ritrovamento. A lanciare l’allarme i familiari del 24enne, preoccupati dal fatto che da alcuni giorni il loro caro non risponde più ai messaggini inviati. A trovare il corpo sarebbe stato il fratello minore che, aperta la porta dell’appartamento, aveva scorto la gamba stesa sul pavimento del corridoio. La madre, dal canto suo, da alcuni media aveva chiesto agli inquirenti unicamente di far luce su quanto avvenuto.

Le testimonianze dei vicini

Anche le testimonianze dei vicini sembrano convergere su quella che sta diventando l’ipotesi più accreditata. Una di loro, parlando con i giornalisti all’indomani del rinvenimento del cadavere dell’uomo, ci aveva raccontato: «Sono tornata a casa e c’era già la polizia. Ho bene in mente di chi si tratta, era un ragazzo molto educato e tranquillo, anche silenzioso e non ha mai dato problemi. Come in generale nel palazzo e nel quartiere non è mai successo niente di particolare, è una zona tranquilla questa». Anche altri residenti della palazzina conservano il ricordo di un giovane schivo, solitario, poco incline a uscire o a farsi vedere in giro, ma comunque gentile e ben integrato all’interno della vita condominiale. Insomma, tanti tasselli che sembrano portare gli inquirenti verso una conclusione chiara, seppur non da subito evidente: il suicidio.

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