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23.05.22 - 16:34
Aggiornamento: 16:57

Fermata Tilo: ‘Niente votazione, ma chiedo accorgimenti’

Minusio, Tiziano Tommasini intende rinunciare alla chiamata alle urne contro uno dei due crediti contestati (ma potrebbe doverla confermare)

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Ti-Press
Tiziano Tommasini

Finisce qui (forse) la corsa di Tiziano Tommasini sul terreno del referendum contro la fermata Tilo in zona Remorino a Minusio. Ma non finisce l’impegno dell’ex vicesindaco per «ottenere tutti quegli accorgimenti necessari dal punto di vista dell’inquinamento fonico, quello luminoso e anche quello "materiale" legato alla polvere di ferro che si deposita in tutta la zona a causa dell’attività ferroviaria».

Tommasini ha dunque deciso di soprassedere ad eventuali ricorsi contro la decisione del Municipio di Minusio di ritenere solo parzialmente ricevibile la domanda di referendum. «Mi è stato detto che molto difficilmente avrei potuto portare fino in fondo il referendum contro la quota parte del Comune, di 550mila franchi, per la realizzazione della fermata. Ne prendo atto. Sarebbe invece stato possibile chiamare la popolazione alle urne per contestare il credito di 342mila franchi per le annesse opere di valorizzazione e arredo stradale su via Verbano e via Remorino. Ma visto che la fermata si farà comunque, non avrebbe senso», nota Tommasini. Proceduralmente, peraltro, il ritiro di una domanda di referendum considerata ricevibile potrebbe non essere possibile, stando alla Legge sull’esercizio dei diritti politici. È quindi verosimile che il 25 settembre i minusiensi dovranno comunque andare a votare sui 342mila franchi.

In attesa di chiarire questo aspetto, Tommasini dice di ritenere «necessario che il Comune si attivi per minimizzare le conseguenze della fermata. E ce ne saranno: gli annunci di arrivo e partenza dei treni determineranno un notevole inquinamento fonico; le luci della stazione non potranno che arrecare disturbo; e poi c’è la questione della polvere di ferro. Chiederò dunque soluzioni per rendere il meno invadente possibile la fermata».

L’ex municipale Ppd ricorda di aver organizzato la raccolta di firme «da solo, senza un gruppo politico», e ringrazia i firmatari della doppia domanda di referendum, i quali «condividono le riserve per lo sfregio che si farà ad una zona tipica di Minusio, così come quelle per la mancanza di collegamenti diretti in stazione con i mezzi pubblici (la fermata più vicina è a 950 metri)». Infine, Tommasini torna sulla «mancata serata informativa che ci si sarebbe dovuti attendere dal Municipio» e risponde al ministro Claudio Zali, che aveva definito la querelle "beghe di paese". «Non lo sono proprio per niente. Al Dipartimento del territorio dico che istituzionalmente mi sarei aspettato ben altra sensibilità».

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