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Il luogo della tragedia
13.04.22 - 05:30
Aggiornamento: 09:30

Dramma di Avegno, dubbi rinchiusi nel silenzio del figlio

Il ragazzo in stato di fermo continua a non essere in grado di rispondere agli inquirenti. Si attende il responso dell’autopsia sul corpo della 61enne

Uno dei due figli in stato di fermo all’Osc di Mendrisio ma non ancora in grado di rispondere alle domande degli inquirenti, mentre si attendono i risultati dell’autopsia sul cadavere, effettuata ieri pomeriggio all’Istituto di medicina legale a Losanna. Proseguono a tutto campo, e senza escludere nessuna ipotesi, le indagini di polizia e Magistratura coordinate dalla pp Petra Canonica Alexakis. L’obiettivo è ovviamente capire se al decesso della 61enne, trovata esanime nel suo letto lunedì poco dopo l’alba nel suo rustico ad Avegno di Fuori, abbiano concorso terze persone. Soprattutto, se al figlio attualmente in stato di fermo possano essere attribuite specifiche responsabilità. Importante, per chi conduce le indagini, sarà poterlo ascoltare al più presto. Fintanto che i medici non certificheranno condizioni psicologiche tali da sostenere un interrogatorio, tutti i termini rimarranno congelati. Questo vale sia per le 48 ore concesse a polizia e Magistratura per chiedere al giudice dei provvedimenti coercitivi un’eventuale incarcerazione preventiva, sia per le ulteriori 48 ore entro le quali il giudice deve decidere sul da farsi.

Una morte, quella della donna, che in paese ha destato stupore e prima ancora profondo sgomento. La 61enne, ancorché da tempo sofferente a livello psichico, viene descritta come persona di estrema gentilezza e cordialità. A richiamare l’attenzione dei pochi vicini (il vecchio nucleo di Avegno di Fuori è abitato in prevalenza da vacanzieri, soprattutto durante la bella stagione) era stato appunto uno dei due figli, che già nel corso della nottata aveva dato in escandescenze poiché in preda a un grave scompenso psichiatrico. Le sue grida avevano buttato giù dal letto già verso le 4.30 i vicini, che sulle prime erano riusciti a calmare il ragazzo, ma un paio d’ore dopo avevano dovuto chiamare sul posto polizia e personale sanitario del Salva. All’arrivo dei soccorsi, poco dopo le 6, l’agitazione del giovane era apparsa tanto incontrollabile da renderne poi necessario il ricovero in una struttura psichiatrica. Comunque, proprio il ragazzo aveva indicato che in casa giaceva il corpo senza vita della mamma.

All’indomani della tragedia, nessuno ha voglia di soffermarsi sulla vicenda, che presenta ancora troppi punti oscuri. I pochi che si lasciano sfuggire un commento lo fanno chiedendo massima riservatezza. Qualcuno ipotizza una lite fra la donna e il figlio, che potrebbe essere degenerata fino alle estreme conseguenze. Potrebbe quindi essersi trattato del drammatico epilogo di una situazione di incomunicabilità familiare.

Il peso del passato

La vittima, persona molto nota in paese perché originaria del posto, vi viveva stabilmente da molti anni. Conosciuta e per questo già seguita dai servizi sociali, non ha avuto un’esistenza facile. Chi la frequentava non può che confermarlo alla "Regione". Un’esistenza problematica determinata anche dall’improbo impegno di crescere da sola due figli, senza l’aiuto di un partner. E non è purtroppo, di conseguenza, andata meglio ai due figli, oggi poco più che ventenni, che non hanno avuto il beneficio di un’infanzia felice e soprattutto serena. Questo, aggiungono persone vicine alla famiglia, nonostante il fatto che la madre si sia sempre impegnata al massimo per garantire ai ragazzi la migliore situazione possibile.

Uno dei due viveva con lei nel nucleo di Avegno. Apprendista in un’azienda della zona, stava preparandosi con impegno al conseguimento dell’attestato, così da frapporre tra il suo passato problematico e il presente mattoni di speranza. I suoi compaesani lo descrivono come un giovane vivace, dall’atteggiamento qualche volta un po’ sopra le righe, ma cionondimeno molto impegnato sul posto di lavoro. Un elemento significativo emerge dal rapporto che il giovane aveva con i social media: un rapporto complicato poiché subìto. Il giovane si era detto egli stesso eccessivamente condizionato dalla rete e da tutto quanto vi circola. Questa conflittualità lo aveva portato non molto tempo fa a volersi "distanziare" dai social. Il ragazzo, che come detto è attualmente in stato di fermo, non è comunque ritenuto, da chi lo conosce, una persona aggressiva né tantomeno violenta. Anzi, viene fondamentalmente descritto come un buono, con vizi e virtù che sono propri di molti suoi coetanei.

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