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11.04.22 - 17:02
Aggiornamento: 22:03

Donna trovata morta ad Avegno, fermato uno dei due figli

L’allarme è scattato a causa del giovane in preda a uno scompenso psichiatrico. In seguito la macabra scoperta

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RescueMedia
La Polizia intervenuta stamane all’alba

L’intervento dell’ambulanza per il comportamento "anormale" di un giovane in preda a un pesante scompenso psichiatrico, poi la scoperta di un cadavere all’interno dell’abitazione fuori dalla quale c’era il ragazzo in stato confusionale. In quest’ordine si sono svolti i fatti che oggi, di primo mattino, ad Avegno hanno portato al rinvenimento del corpo senza vita di una donna ticinese di 61 anni. Il legame fra lo scompenso del giovane e la morte della donna è solo una delle ipotesi su cui stanno lavorando gli inquirenti, ma per ora non vi sarebbero elementi tali da chiarire eventuali responsabilità dirette del ragazzo. Stando a nostre informazioni, si tratta di uno dei due figli della donna. Giovane che è anche stato fermato.

Infatti, la Polizia cantonale e il Ministero pubblico, in seguito ai primi accertamenti, non hanno escluso l’intervento di terze persone, indicando che la posizione del regazzo fermato "è attualmente al vaglio degli inquirenti". L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis.

Intervento all’alba

Il personale del Salva è intervenuto alle 6.30 dopo che era giunta la segnalazione riguardante un giovane sulla ventina che dava evidenti segni di scompenso psichiatrico all’esterno di una casa situata nella parte alta del paese, in località Avegno di fuori. Ciò che i sanitari non potevano sapere, ma che hanno ben presto scoperto, è che all’interno dell’appartamento giaceva senza vita il corpo di una donna. Stando a nostre informazioni, le ferite, le condizioni del cadavere, così come le tracce di sangue potrebbero far supporre fanno supporre che la morte sia sopraggiunta a causa dell’intervento di terzi. Difficile se non impossibile, visto lo stato confusionale del giovane, stabilire con certezza cosa sia avvenuto all’interno dello stabile.

La Polizia cantonale, dopo il rinvenimento del corpo senza vita della donna, domiciliata nel paesino all’entrata della Vallemaggia, stamane ha diffuso un comunicato stampa: "Lunedì mattina, poco dopo le 6.30, alla Centrale comune d’allarme è giunta una richiesta d’intervento ad Avegno. Successivamente è stato rinvenuto il cadavere di una donna in un’abitazione. Sul posto sono giunti agenti della Polizia cantonale e, in supporto, della Polizia della Città di Locarno, nonché i soccorritori del Salva, che non hanno potuto che constatare il decesso della donna".

La fragilità dietro il suo sorriso

Poche informazioni su un dramma i cui contorni sono ancora tutti da chiarire. La donna trovata senza vita, era madre di due figli, poco più che ventenni, che hanno frequentato le scuole dell’obbligo in valle. Stando a quanto raccontano alcuni abitanti di Avegno, vicini di casa in un nucleo dove le abitazioni sono addossate le une alle altre, era una donna fragile; qualcuno di loro parla di problemi di nervi.

Di professione segretaria, aveva lavorato, per anni, nello studio di un legale di Locarno. Dopo il pensionamento del suo datore di lavoro, si era trovata nella necessità di cercarsi un altro impiego per poter vivere decorosamente e crescere i suoi due figli da sola. Solare, simpatica, semplice e gentile con tutti, circondata da tanti amici, era appassionata di montagna, di animali (gatti in particolare, che allevava con grande passione), di cinema e sport; riusciva a conciliare il tutto ma si sentiva sotto pressione, con un carico fisico ed emotivo non facile da reggere. C’è chi racconta che negli ultimi tempi la si vedeva spesso in giro triste, ansiosa e agitata: problemi di salute, con sbalzi d’umore frequenti che non le permettevano certo di affrontare la vita con la necessaria serenità e stabilità. E questo malgrado le numerose amicizie che gravitavano attorno alla sua persona.

Il suo profilo social è una sorta di album fotografico familiare in cui condivideva scatti di sé, ma anche di figli, parenti e amici. Fotografie che raccontano uno spirito socievole che, almeno negli ultimi cinque/sette anni, frequentava la Piazza Grande del Pardo, così anche il Vallemaggia Magic Blues. Tifosa dell’Hc Ambrì Piotta, nelle foto si presenta con quel sorriso che era tanto caro a chi la conosceva.

Nulla faceva presagire un epilogo così tragico. Una vita certo non facile, racconta chi l’ha conosciuta, in un quadro familiare complesso.

Poco o nulla, invece, si sa del figlio che, sempre stando ai racconti dei vicini, stamane all’alba ha dato in escandescenze, tanto da spingere chi lo ha visto in preda a quella crisi ad allertare la Centrale comune d’allarme. L’intervento dei soccorritori e delle forze dell’ordine ha poi portato alla macabra scoperta del corpo senza vita della donna. Il ragazzo fermato rimane a disposizione degli inquirenti. È stato ricoverato alla Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio per ricevere le cure adeguate; quando le sue condizioni lo consentiranno, potrà essere sentito. Sul posto sono stati chiamati a portare il loro sostegno anche gli esperti nell’aiuto psicologico del Care Team Ticino. Per tutta la giornata hanno lavorato anche gli agenti della scientifica, sia nella casa dove si è consumato il dramma, sia nelle immediate vicinanze.

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