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07.04.22 - 11:08
Aggiornamento: 14:19

Museo di storia naturale a Locarno: sì al bando di concorso

Nella sua ultima seduta il Consiglio di Stato ha approvato l’iter di selezione per la nuova sede dell’ente che partirà l’11 aprile

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Il complesso di Santa Caterina dall’alto

Il Consiglio di Stato ha approvato il bando del concorso d’architettura per la progettazione della nuova sede del Museo cantonale di storia naturale nel comparto di Santa Caterina a Locarno, lo comunicano il Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe) e il Dipartimento del territorio (Dt).

Nove milioni e mezzo il credito di progettazione

La scelta dell’ubicazione locarnese è stata presa dall’esecutivo cantonale nel 2017 e sostenuta in un secondo tempo dal Gran Consiglio, che nel maggio dell’anno scorso ha stanziato un credito di progettazione di 9,55 milioni di franchi. La decisione ha subito riscosso i favori della Città di Locarno, riporta il comunicato, che nelle scorse settimane "ha licenziato il Messaggio all’attenzione del legislativo per l’adozione della variante di Piano regolatore particolareggiato del centro storico di Locarno (Prp-Cs) basata sulle indicazioni emerse nell’ambito della procedura dei mandati di studio in parallelo svoltasi nel corso del 2020".

Il bando chiuderà alla fine del 2022

Il concorso di architettura prenderà avvio l’11 aprile con la pubblicazione ufficiale del bando e si concluderà alla fine di quest’anno con l’assegnazione di un mandato di progettazione. "Tenuto conto delle particolarità e specificità del compito, che prevede la riqualifica degli spazi esistenti del comparto e l’inserimento di una nuova costruzione di elevata complessità funzionale in un contesto di grande pregio, tutelato a livello cantonale quale bene culturale, si è optato per un concorso di progetto a due fasi per gruppo mandatario interdisciplinare che vedrà impegnate le figure specialistiche più appropriate a riguardo".

Le fasi dell’iter

Nella prima fase di concorso, è richiesto ai concorrenti di elaborare una proposta inerente al nuovo complesso che tenga conto del suo attento inserimento urbanistico e paesaggistico. Nella seconda fase, i progetti più significativi scelti dalla giuria, dovranno approfondire le proposte elaborate conformemente agli obiettivi di riqualifica e inserimento armonioso della nuova costruzione, definendo la componente espositiva, così come gli aspetti costruttivi, funzionali, tecnici e di sostenibilità economica.

Tutta la procedura, dall’allestimento del programma di concorso, fino all’attribuzione del mandato di progettazione, sarà accompagnata da una giuria in cui sono rappresentate le competenze necessarie per fornire le indicazioni utili per la concretizzazione di un intervento coerente, equilibrato e rispettoso del pregiato settore e del centro storico adiacente.

Il concorso, si legge, permetterà di prendere visione della qualità di ciò che si vuole realizzare attraverso volumi, altezze e destinazioni che si intendono dare agli spazi del comparto, rispondendo sia alle necessità funzionali di una struttura museale, che alle esigenze di valorizzazione di un complesso che dovrà svilupparsi in armonia con il contesto del centro storico.

In questo senso il bando riprenderà vincoli e condizioni fissate nella scheda tecnica che accompagna la variante di Piano regolatore al fine di indirizzare correttamente il lavoro dei concorrenti e poter sviluppare un progetto in sintonia con gli obiettivi di riqualifica e inserimento armonioso nel contesto in risposta anche alle preoccupazioni sollevate da alcuni confinanti nel corso della precedente fase di informazione e partecipazione pubblica.

L’ulteriore approfondimento promosso dal concorso d’architettura permetterà la conservazione e la riqualifica di una proprietà dello Stato, attraverso il risanamento sostenibile di un comparto pregiato dal profilo storico-culturale e unico nel suo genere in Ticino, aprendo nel contempo al pubblico uno straordinario spazio verde qualificato di oltre 10’000 metri quadrati in centro città, di superficie maggiore di quella di Piazza Grande, ottimamente integrato nella rete di istituti ed enti con attività analoghe e facilmente accessibile con i mezzi pubblici e privati, a piedi o in bicicletta.

Creando un connubio fertile ed efficace tra storia, cultura, scienza e natura, questa operazione di riqualifica, straordinaria nel suo genere, si situa nel solco di una gestione sostenibile delle proprietà dello Stato, con la riconversione del complesso conventuale e un uso oculato delle risorse.

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