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18.02.22 - 05:25
Aggiornamento: 16:30

La Rotonda dei desideri si farà con le idee di tutti i locarnesi

Licenziato dal Municipio di Locarno il messaggio per l’acquisto, con un credito aggiuntivo per un concorso ristretto... ma allo stesso tempo ampissimo

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Fare meno è molto difficile

Trecentodiecimila franchi per l’acquisto della Rotonda dal Cantone (spese e tasse comprese) e 140mila franchi per il lancio di un concorso di idee. Totale: 450mila franchi. Per avere, finalmente, una Rotonda di Piazza Castello che abbia un senso, che viva e che riunisca come finora ancora non ha saputo o potuto fare, o almeno non con una certa continuità.

Per concretizzare tutte queste buone prospettive il Municipio di Locarno ha appena licenziato il messaggio con cui da una parte richiede il credito complessivo necessario, e dall’altra, indirettamente, invita il Consiglio comunale a sottoscrivere la strategia d’avvicinamento alla "nuova" Rotonda; strategia che passa dal lancio di un concorso di idee, aperto a un numero limitato di studi d’architettura, tramite il quale stabilire una visione "il più possibile partecipativa".

La premessa è che, dal punto di vista pianificatorio, Piazza Castello e la sua Rotonda sono vincolate a un piano particolareggiato che per l’ampia superficie interna consente "la realizzazione di un giardino pubblico comunale comprendente piantagioni di alto fusto, giardini, aree verdi, viali, serre botaniche, giochi d’acqua, chioschi, nonché le rampe e i percorsi pedonali di accesso alle infrastrutture sotterranee di interesse pubblico, come autosili, nonché ogni altra attrezzatura o impianto compatibile con la destinazione principale dell’area". In parole povere: nessuna edificazione significativa. Anche per questo l’esito economico delle trattative con il Demanio per l’acquisizione cittadina si situa entro il limite dei 300mila franchi (ovvero 36 franchi al metro quadro), quindi ben distante dal milione inizialmente richiesto dallo Stato.

Dagli studi d’architettura ai gruppi interdisciplinari

Ora si tratta dunque di farla vivere per davvero. L’idea del Municipio è definire le potenzialità d’uso del sedime tramite una procedura di messa a concorso, "che dovrebbe essere aperta a più proposte, nonché il più possibile partecipativa". In concreto, verrebbero invitati alcuni studi d’architettura – indicativamente dai 5 ai 10, e possibilmente "anche giovani studi" – che "riceveranno un indennizzo fisso adeguato, commisurato alla prestazione fornita". Questi stessi studi avranno il compito di formare dei gruppi interdisciplinari a loro scelta, in base all’impostazione della "visione" individuata.

Una componente giudicata "fondamentale" dalla Città, e che dovrà essere debitamente considerata nelle proposte, sarà quella paesaggistica, mentre l’aspetto partecipativo include il dialogo con associazioni di quartiere, gruppi di giovani, Film Festival, polizia eccetera, ovverosia quelli che tecnicamente vengono definiti "Stakeholders". Nell’ambito di questa procedura – che differisce rispetto al classico e più rigido studio in parallelo per mandati di progetto o idee – il Comune chiederà la consulenza, per la forma da dare alla procedura stessa, della Conferenza delle associazioni tecniche del Canton Ticino (la Cat).

L’aspetto decisamente interessante è che al termine del concorso anche i diversi "Stakeholders" si potranno esprimere sulle idee sviluppate dai progettisti, così che il Municipio potrà basarsi sul rapporto degli esperti, ma anche su pareri esterni. Poi il Comune, come ente banditore, potrà assegnare o meno "un mandato per prestazioni successive di consolidamento formale dei risultati del concorso a uno più gruppi di progettazione, seguendo a discrezione le raccomandazioni del collegio di esperti e/o altri rapporti e pareri di gruppi di interesse".

La questione della possibile convivenza fra la "forma" che assumerà la Rotonda in futuro e quella temporaneamente modellata per eventi estivi, e in particolare durante il Film Festival, la Città si dice, semplicemente, fiduciosa di poter trovare adeguate soluzioni.

Nell’attesa, parco giochi e ‘pumptrack’

In attesa che tutto ciò – entro un paio d’anni o poco più – venga definito dal concorso, intenzione del Municipio è proporre alcune misure a corto termine, "soprattutto rivolte alle famiglie con bambini". Come? Installando alcuni giochi sotto le alberature, migliorando l’aspetto delle panchine e dotando lo spazio di un punto d’acqua. Questi interventi rientreranno nell’imminente messaggio di investimento per la manutenzione e il potenziamento dei parchi gioco cittadini. Con una noticella importante per gli appassionati: l’attuale struttura mobile "pumptrack" sarà mantenuta.

In qualità di capodicastero della Logistica, Davide Giovannacci è "titolare" della tematica, nel cui sviluppo ricorda comunque di aver collaborato sia con la collega capodicastero Giovani Nancy Lunghi, sia con Bruno Buzzini e il sindaco Alain Scherrer per quanto riguarda le trattative con il Cantone. A loro, per non lasciar fuori nessuno, va aggiunto Nicola Pini, che unitamente a Buzzini e Lunghi ha fatto parte del gruppo di lavoro istituito dopo la mozione interpartitica, presentata nel luglio del ’19, con cui in pratica tutto il Consiglio comunale chiedeva la realizzazione, in Rotonda, di un parco urbano pubblico.

Riguardo alla possibilità di acquisto del sedime, Giovannacci tributa «un ringraziamento al Cantone per la collaborazione. Ha capito il senso dell’iniziativa del Comune, ovverosia la realizzazione di un progetto che andrà a favore di tutta la popolazione, partendo da un suo coinvolgimento attivo nell’ambito del concorso di idee che verrà lanciato. Il che è poi quanto già auspicato dalla mozione interpartitica dell’estate di tre anni fa».

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