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07.02.22 - 05:30
Aggiornamento: 16:54

‘Spurgo’ in cimitero ad Ascona, due tombe da salvare

Lavori sul settore 8 previsti a marzo. Ma le sepolture di Lilly Volkart e Alexander de Beauclair verranno preservate

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L’avviso sul cancello del camposanto

Ad Ascona le tombe delle personalità più illustri, che durante la loro esistenza hanno segnato la vita del Borgo, non si toccano. Anche in caso di uno “spurgo” (come quello previsto il prossimo mese di marzo) l’autorità comunale interviene per conservare il luogo di sepoltura dei cittadini più noti. Nei giorni scorsi all’albo comunale è apparso l’annuncio della rimozione di una lunga serie di tombe al campo otto del cimitero in zona San Materno. Tra i nomi della lista ne saltano all’occhio due: Lilly Volkart (1897-1988) e Alexander de Beauclair (1877-1962).

Lilly Volkart, l’insegnante che accolse piccoli rifugiati

Il ricordo dell’illustre cittadina del Borgo è riassunto nella scheda biografica sul sito della Fondazione Volkart, creata da lei per elargire aiuti allo studio e alla formazione dei giovani. Lilly Volkart crebbe a Zurigo in una famiglia di “liberi pensatori”. Suo padre era insegnante alla Kunstgewerbeschule (Scuola d’Arti e Mestieri), sua madre fiorista. Divenne segretaria del primo ospizio per bambini di Zurigo. Nel 1916, non ancora maggiorenne, aprì – a nome di suo padre – una pensione studentesca presso l’allora Polytechnikum (in seguito Eth: Scuola Politecnica Federale di Zurigo). Nel 1921 iniziò a lavorare per la coppia di medici Max e Minna Tobler-Christinger. In seguito a problemi di salute, a richiesta dei coniugi Tobler nel 1922 traslocò coi loro figli ad Ascona. Nel 1924 decise di stabilirsi nella località sulle rive del lago Maggiore, dove fondò un ospizio per bambini nella Casa Cedro, la casa di Mia Hesse-Bernoulli (prima moglie di Hermann Hesse). Nel 1931 acquisì una proprietà in via Collinetta 40.

Fu una delle venti donne che nel 1933 fondarono lo Schweizer Hilfswerk für Emigrantenkinder (Aiuto svizzero per bambini migranti), che in seguito rese possibile che oltre diecimila bambini e ragazzi rifugiati fossero ospiti presso famiglie e istituti svizzeri. Gestì fino al 1947 l’ospizio “Casa Bianca” ad Ascona e durante le persecuzioni naziste contro gli ebrei offrì protezione e sicurezza a quasi cento bambini ebrei, anche con il sostegno di Eduard von der Heydt, che le offrì una casetta sul Monte Verità. Dopo la guerra continuò a occuparsi di bambini e ragazzi in difficoltà. Straordinario esempio di altruismo, morì a 91 anni. In totale quasi 4’000 bambini furono suoi ospiti, nella sua casa e nelle altre case che le furono messe a disposizione per la sua opera. Ancora oggi nella località in riva al Lago Maggiore vivono alcuni di questi suoi bimbi.

Alexander de Beauclair, artista e giornalista

De Beauclair proveniva da una famiglia ugonotta a Darmstadt, suo padre era un funzionario pubblico. Studiò arte a Berlino e a Monaco. Alla fine del Diciannovesimo secolo, viaggiò attraverso l’Italia, la Croazia e l’Austria-Ungheria, vivendo dei ritratti che faceva a ricchi cittadini. Intorno al 1900 divenne insegnante in un liceo a Darmstadt e direttore di una scuola di pittura. Nel 1906 giunse ad Ascona e visitò il luogo di ritrovo intellettuale del Monte Verità, dove conobbe Henri Oedenkoven, il cofondatore della colonia, e per un breve periodo fu direttore della pensione vegetariana e segretario dello stesso Oedenkoven.

Nel 1908 fu cofondatore del quotidiano in lingua tedesca Südschweiz, ancora oggi pubblicato come Tessiner Zeitung. Insieme alla prima moglie, la pittrice Friederike Krüger, che aveva sposato nel 1906, gestì una scuola di pittura ad Ascona. In seconde nozze sposò Nelltye Bersma; dall’unione nacquero Henrike Rogantini de Beauclair, chiamata Hetty (1928-2018), che fu custode e memoria storica del Museo del Monte Verità, e Liliane (1931-1945). Dal 1944 fino alla sua morte nel 1962 ha lavorato come segretario, gestore di proprietà e guida turistica, ma pure come giornalista per il Ferien-Journal, saggista, poeta e scrittore, contribuendo alla vita letteraria e culturale della regione. La collezione d’arte del Comune di Ascona conserva alcune sue opere.

Tombe da conservare

«Come abbiamo evidenziato attraverso il lavoro svolto tra il 2013 e il 2015, nel nostro cimitero riposano personalità che hanno contribuito alla crescita del Borgo rivestendo i più svariati ruoli nel campo dell’arte, della cultura, della politica e dell’economia europea – afferma Michela Ris, municipale e capo del Dicastero cultura –. Uno studio meticoloso che ha prodotto il libro “Il cimitero comunale di Ascona. Storia e arte di uno spazio identitario” e una cartina che riproduce la pianta del camposanto con indicate tutte le personalità e le opere d’arte di rilievo che si trovano sulle tombe. Un lavoro ancora oggi molto apprezzato soprattutto dai turisti che volentieri, muniti di cartina (prodotta in italiano e tedesco) e a volte anche del libro, si recano al cimitero».

Un luogo della memoria, nel quale si tramanda il ricordo dei propri cari defunti e della propria comunità. «Per questa ragione è importante che le personalità che abbiamo rilevato nel libro e nella cartina possano continuare a riposare nel cimitero là dove si trovano. Nel caso specifico, nell’ambito dello spurgo del settore in questione spiccano due nomi, quelli di Volkart e De Beauclair, appunto. Riteniamo fondamentale che queste sepolture restino lì, per decisione municipale, come è il caso, per esempio della tomba di Marianne Werefkin e di tante altre».

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