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Bici in quota con la seggiovia
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02.02.22 - 20:30

‘Mountain bike’ corsare: Patriziato stufo minaccia ritorsioni

A Cardada ciclisti “aggressivi” lungo tracciati inidonei. Il promiscuo: “Soluzioni subito o chiudiamo la ciclopista che dallo Stallone scende in Val Resa”

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All’ombra della modifica della Legge sui percorsi pedonali e i sentieri escursionistici – appena posta in consultazione, e che dovrebbe risolvere molti problemi – si consumano vecchie incomprensioni fra gli attori di Cardada. Abbiamo da una parte il Patriziato promiscuo – che raggruppa quelli di Minusio, Brione s/Minusio e Mergoscia – e dall’altra la Cardada impianti turistici (Cit) e l’Organizzazione turistica regionale Lago Maggiore e Valli (Otlmv).

Annoso oggetto del contendere è l’utilizzo dei terreni montani da parte degli appassionati di “mountain bike”, che la Cit, con i suoi impianti (funivia e seggiovia), porta in quota e cerca poi di “contenere”, veicolandoli su tracciati idonei. Tracciati che però non sempre o non abbastanza vengono utilizzati; in particolare per raggiungere la zona patriziale dello Stallone, all’Alpe Cardada, situata più in basso rispetto a Cimetta. Ne conseguono discese a perdifiato lungo il versante che più velocemente, e può darsi con maggior divertimento, porta da Cimetta allo Stallone.

L’inevitabile risultato sono solchi che con le piogge diventeranno fiumiciattoli (o peggio), mettendo così a repentaglio la stabilità del terreno e facendo prefigurare possibili danni allo stesso Stallone, che pure è di proprietà patriziale.

Mi apri la porta? Ti chiudo la finestra

La situazione è stata tanto discussa e rimane tanto irrisolta da spingere oggi il Patriziato promiscuo ad alzare la voce, fissare un ultimatum e minacciare di chiudere, entro fine anno, la frequentatissima ciclopista realizzata a suo tempo in accordo con la Pro Minusio e che consente di scendere dall’Alpe Cardada alla Val Resa. Per la serie: tu mi apri la porta d’entrata e io ti chiudo la finestra d’uscita. Giacomo Martinetti, presidente sia del Patriziato di Brione s/Minusio, sia del promiscuo, alla “Regione” dice di averne abbastanza e sottolinea che «una buona soluzione per scendere da Cimetta all’Alpe Cardada esiste, ma misteriosamente non viene considerata: si tratta del vecchio sentiero a nord, sotto la Cima della Trosa, che sembra fatto apposta per consentire ai ciclisti di recarsi allo Stallone senza creare inutili danni». Si tratta del sentiero detto della Bassa di Cardada, oggi in parte inghiottito dal bosco.

Non potendo indicarlo ai ciclisti poiché ancora inutilizzabile, la Cit si era comunque data da fare, organizzando una cartina su cui risultano i tracciati consigliati e quelli invece vietati alla circolazione delle “mountain bike” nella zona di Cimetta, Cardada, Alpe Cardada e Colmanicchio. In particolare, chi da Cimetta vuole recarsi all’Alpe Cardada è invitato a scendere al Pian di Strii (in pratica in fondo alla ex pista verde, per chi possiede il background sciistico necessario) per poi risalire verso la Capanna Cardada e l’omonima Alpe. «Ma si tratta di un percorso poco logico e difficilmente utilizzabile – commenta Martinetti –. Chi mai scende per poi risalire, facendo il giro dell’oca, quando da Cimetta all’Alpe Cardada il percorso più diretto è di sola discesa? Il problema è che, in mancanza di alternative valide e segnalate, viene prediletto il tracciato spericolato che piomba sullo Stallone e che crea danni, oppure, transitando dalla Capanna Cimetta, l’ampio sentiero pedonale per l’Alpe Cardada, che è però appunto fatto per i pedoni e non per i ciclisti, i quali spesso e volentieri credono di essere padroni della strada».

La buona notizia per una volta arriva in fondo, ed emerge dalle informazioni da noi raccolte all’Otlmv, secondo cui sarà proprio la modifica della Legge sui percorsi pedonali e i sentieri escursionistici a togliere le castagne dal fuoco (e i ciclisti dai tracciati sbagliati). La Legge introduce infatti “una regolamentazione per pianificare, costruire e mantenere” i percorsi per le Mtbk, stando a quanto ricordato in una circolare del novembre 2021 diramata da Ticino Sentieri. Parliamo di percorsi di interesse cantonale pianificati dal Cantone, costruiti dalle Otr con sussidi statali fino al 50%, poi “mantenuti e segnalati dalle stesse Otr”.

Soluzioni a portata di mano

In questo senso l’Otlmv presenterà a breve alla Cit e ai Patriziati nuovi percorsi appositamente preparati per la zona montana da consulenti esterni esperti del settore, con tre percorsi per scendere da Cimetta, anche verso l’Alpe Cardada, fra i quali – a quanto pare – anche quello “rivitalizzato” della Bassa di Cardada.

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