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09.01.22 - 21:29

Locarno on ice, la prossima sarà un’edizione... Mondiale

Si chiude con un bilancio positivo la rassegna in Piazza Grande. I promotori sono già proiettati verso l’autunno 2022

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Il villaggio natalizio in centro città (Foto Garbani)

«L’edizione 2021-2022, contrassegnata dalla pandemia di Covid-19, l’abbiamo vissuta con il fiato sospeso e con la paura, che si presentava ogni mattina, di ritrovarci a dover chiudere i battenti da un momento all’altro. Invece siamo arrivati alla fine e abbiamo imparato tante cose: soprattutto ad adattarci con elasticità e rapidità alle diverse situazioni che ci si sono presentate». Samantha Bourgoin, portavoce dell’Associazione che organizza l’evento invernale sulla Piazza Grande, stila un bilancio positivo della kermesse iniziata lo scorso 2 dicembre e conclusasi ieri, domenica 9 gennaio. Non un bilancio numerico («non abbiamo contato i visitatori», afferma l’intervistata), ma morale. Lo scopo di animare il centro cittadino, di creare un villaggio dove potersi incontrare nonostante il virus, è stato raggiunto.

Con l’aggiunta di schermi giganti

I promotori, sollevati dal risultato non scontato ottenuto da questa edizione, già guardano alla prossima, con grandi progetti. «La manifestazione ha dimostrato di essere in grado di adattarsi agli eventi e così potrà essere anche nell’autunno del 2022. Infatti, dal prossimo 21 novembre al 18 dicembre si terrà in Qatar il Campionato mondiale di calcio, con la partecipazione della Svizzera. La nostra proposta è di aprire il nostro villaggio già il 18 novembre, aggiungendo alle diverse strutture anche degli schermi giganti per poter vedere le partite. L’idea ha suscitato interesse e piace sia al sindaco Alain Scherrer, sia all’Organizzazione turistica regionale Lago Maggiore e Valli. Poi, terminato il Mondiale, continueremmo nella scia della tradizione natalizia, con pista di ghiaccio, casette dedicate alla gastronomia, bar-igloo, concerti e altre attività fino all’8 gennaio 2023».

L’edizione che si è chiusa ieri si è distinta dalle precedenti. Il villaggio ha cambiato aspetto ed è stato chiuso su tutti i lati con barriere di bancali in legno e con ingressi presidiati per il controllo dei Covid-pass. Non c’era neppure la piattaforma rialzata. «È andata bene così e devo dire che nel complesso la nuova disposizione, con diversi posti esterni in più sia per potersi sedere, sia per svolgere le varie attività, ha raccolto consensi. Soluzioni diverse, ma funzionali proprio pensando alla trasmissibilità del virus. Locarno on Ice ha dimostrato ancora di essere un luogo d’incontro intergenerazionale importante e apprezzato. La piattaforma, realizzata nelle edizioni precedenti, facilitava la deambulazione delle persone con disabilità e, in caso di nevicate, era facile da ripulire. Quest’anno siamo rimasti sui ciottoli e ciò ha comunque raccolto consensi. Per fortuna la meteo ci è stata favorevole e non abbiamo dovuto spazzare neve».

La questione finanziaria

L’edizione che si è appena chiusa è costata meno delle precedenti. «In effetti abbiamo contenuto le uscite – conferma Bourgoin –. La nostra è un’associazione privata e non abbiamo diritto ad aiuti pubblici. Siamo partiti con il preciso intento di non fare il passo più lungo della gamba, per evitare di compromettere le finanze, anche in vista degli anni futuri. Gli sponsor privati, in primis le banche Raiffeisen del Locarnese e delle valli, ci hanno appoggiato. Le risorse a disposizione sono state investite diversamente rispetto agli altri anni, proprio perché per tutto il periodo abbiamo corso il rischio di dover chiudere immediatamente il villaggio a causa di eventuali cambiamenti delle regole anti-pandemia. Per fortuna siamo riusciti nel nostro intento di tenere aperto fino alla fine: siamo nati con l’obiettivo d’illuminare i giorni più corti dell’anno e, con l’edizione 2021-2022, abbiamo pure rallegrato un momento che, a causa del Covid, è buio e difficile per tutti. È vero che le restrizioni ci hanno costretto a escludere una parte della popolazione, ma siamo convinti di aver portato comunque un’atmosfera di festa per tutti in centro città. E ce n’era davvero bisogno». Le spese sono state più contenute, ma per ora non è noto il risultato di chiusura: bisognerà aspettare il saldo delle ultime fatture.

Infine un accenno ai visitatori: «Anche quest’anno abbiamo sentito regolarmente parlare diverse lingue – conclude la portavoce dell’Associazione Locarno on Ice –. L’impressione, comunque, è che l’afflusso di turisti, e tra questi numerosi proprietari di case secondarie, sia stato minore rispetto agli anni precedenti. Il numero maggiore di ospiti da fuori, a mio avviso, si è raggiunto nel periodo fra Natale e Capodanno».

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