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03.01.22 - 15:26
Aggiornamento: 19:59

Pestaggio in piazza Castello a Locarno, arrestati due giovani

Confermata la carcerazione per i fatti dello scorso 4 dicembre. Ma entrambi negano di aver sferrato calci in testa al 18enne

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archivio Ti-Press

Due ragazzi, entrambi maggiorenni, sono finiti in cella negli scorsi giorni poiché sospettati di aver pestato un 18enne nella notte dello scorso 4 dicembre nella zona della rotonda di piazza Castello, a pochi passi dalla centralissima Piazza Grande a Locarno. Il giudice dei provvedimenti coercitivi ha confermato l’arresto, stabilendo per i due (difesi dagli avvocati Andrea Ronchetti e Roberto Rulli) un periodo di carcerazione di 30 giorni.
Un mese durante il quale proseguirà l’inchiesta, condotta dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni. Gli inquirenti dovranno ricostruire i fatti e stabilire le responsabilità. I due maggiorenni attualmente in cella, stando a nostre informazioni, nel corso degli interrogatori hanno negato parzialmente gli addebiti e in particolare hanno affermato di non aver sferrato calci in testa al 18enne mentre era a terra.
Oltre ai due giovani in manette, potrebbero esserci altri responsabili: anche in questo caso sarà l’inchiesta a dover risalire all’identità di tutti i presunti autori del pestaggio, per ricomporre il “branco” che un mese fa aveva preso di mira il 18enne, mandandolo all’ospedale. Lo stesso branco, lo ricordiamo, quella sera si era riunito nello spiazzo della Rotonda dove avrebbe avanzato chiari propositi bellicosi. Poi, dopo aver indossato dei cappucci ed essersi celati il volto, i membri del gruppo erano passati all’azione. Una preparazione che indicherebbe premeditazione.

Per sommi capi, ricordiamo cosa è avvenuto quella sera, ripercorrendo il racconto dei genitori alla stampa e agli inquirenti. Lo studente, un 18enne domiciliato nella regione, sta trascorrendo un normale sabato sera in centro città, fra piazza Castello e la Rotonda. Zone che nei fine settimana si trasformano spesso in luogo di ritrovo per centinaia e centinaia di ragazzi. A un certo punto, il 18enne si intromette nella discussione fra un suo amico, ancora minorenne, e un altro giovane, che a quanto pare ha già alzato le mani sul malcapitato, affibbiandogli schiaffi e pugni. L’intento del 18enne è quello di pacificare, ma un montante al mento, inaspettato e violento, lo fa cadere a terra. La decina di ragazzi incappucciati inizia a tirargli calci alla testa. Il papà racconterà che gli è stato riferito che «questi picchiatori si incitavano l’un l’altro a suon di “ammazzalo!”». Alle 23 circa, lo studente è in stazione a Muralto, chiama il padre e gli chiede aiuto dicendo solo che è stato «picchiato di brutto». Ha il volto gonfio e tumefatto. Il genitore lo accompagna in ospedale. Anche il suo amico minorenne la stessa notte andrà in Pronto soccorso. Il 18enne nelle ore successive ai fatti è riuscito a riferire cosa gli è successo solo parzialmente, poi il vuoto. Sono stati alcuni amici a rimettere insieme i pezzi dell’aggressione.

Per aiutare gli inquirenti, i familiari e gli amici del 18enne (rappresentato dall’avvocato Gianluigi Della Santa) hanno raccolto dai social filmati, nomi di eventuali sospetti e messaggi. Materiale che traccia i contorni di una realtà che fa paura. Le autorità politiche regionali, dal canto loro, hanno reagito con tempestività, adottando misure concrete per evitare il ripetersi di fatti simili.

Ricordiamo infine che lo scorso 9 dicembre gli inquirenti avevano confermato l’apertura di un’inchiesta penale: “Le ipotesi di reato emerse finora – indicavano allora in un comunicato stampa – sono quelle di aggressione, subordinatamente lesioni semplici, subordinatamente vie di fatto”. Ora il sospetto per i reati elencati (che nel frattempo sarebbero diventati: tentato omicidio intenzionale e subordinatamente lesioni gravi) pesa sui due giovani arrestati.

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