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12.12.21 - 18:29
Aggiornamento: 19:03

Tenero, via Tre Case cambia nome: diventa ‘via dei Generosi’

Prodotti dell’orto in vendita col concetto della fiducia, abiti per chi ne ha bisogno e giochi in regalo per il riciclo. Tre storie... raccolte per strada

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L’‘Orto mio’ di Verena
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Condivisione, riciclo, generosità e, soprattutto, fiducia. Sono termini per certi versi desueti, quelli che possiamo abbinare a quanto succede in via Tre Case a Tenero. Lungo la stradina che corre parallela al tracciato ferroviario sta infatti succedendo qualcosa di importante. È come se da una goccia, che con il tempo si è fatta cascata, si fosse formato un laghetto.

‘Credo di aver iniziato qualcosa...’

Nella goccia, idealmente, troviamo il volto di Verena Dreier, la donna che 5 anni fa aveva creato fuori casa un negozietto aperto nel quale il passante può trovare un’ampia declinazione di prodotti gastronomici provenienti direttamente dalla coltivazione della terra. “Orto mio”, ricavato negli spazi di una vecchia autorimessa, è una specie di paese dei balocchi per chi ami marmellate, gelatine, sciroppi e quant’altro l’ampio appezzamento oltre lo steccato produce e la passione di Verena trasforma in libagioni. Caratteristica principale dell’“Orto mio” è che la vendita si basa sulla fiducia: ognuno degli oltre 50 prodotti realizzati ha un prezzo, ma l’acquirente è libero di pagarlo o no, così come di concedersi autonomamente degli sconti o (più difficile) dare più del dovuto. «Non potendo sempre essere lì fisicamente, mi limito a osservare i risultati aprendo la sera la cassetta dei soldi – dice Verena –. È vero che la grande maggioranza dei clienti è onesta, paga il dovuto ed è tutto in regola. Ma lo è anche che non sempre va come dovrebbe, tant’è vero che dopo quanto successo nel corso degli anni, fatti di alterne fortune, mi sono decisa a mettere una videosorveglianza. Ma è una misura illusoria. Non è purtroppo raro che la genti si inventi dei trucchetti, tipo infilare nella cassetta un’infinità di monetine che però non raggiungono la cifra dovuta, oppure che faccia finta di mettere una banconota quando invece è solo uno scontrino della Migros…». Comunque, Verena continua per la sua strada, forte di un nutrito nocciolo duro di clientela fissa «che settimana dopo settimana dimostra di apprezzare i miei prodotti e di meritare la fiducia che io di principio voglio riporre in tutti. Va anche detto che ultimamente sono di più a casa, quindi c’è anche l’occasione di incontrare gli acquirenti e nascono così delle amicizie. La gente è felice di trovare un volto dietro i prodotti». Un volto, in più, che ha... tratti ecosostenibili: Dreier non usa plastiche e cuce i sacchetti di stoffa. «Questo è un aspetto importante, così come lo è il fatto di avere, credo, iniziato qualcosa...».

‘Tanta curiosità e anche gratitudine’

Ed è infatti una filosofia, quella di Verena, che sta contagiando il vicinato. Laura Polisciano, 24 anni, abita a pochi passi dall’“Orto mio”, nella vita è impiegata statale nel campo delle istituzioni sociali, ma da un mese e mezzo ha messo su un “commercio di strada” di vestiti usati. «Mi sono resa conto di avere tanti capi d’abbigliamento che non mi andavano più o che non volevo più mettere, e che gonfiavamo inutilmente l’armadio. Abitualmente regalo vestiti alla Croce Rossa, ma in aggiunta ho creato questo mercatino in cui voglio abbinare riciclo, concetto in cui credo molto, e generosità verso il prossimo». Nel caso di Laura le offerte sono libere, «e se proprio qualcuno è in difficoltà può servirsi senza pagare: non lo faccio per soldi. Il responso in queste prime settimane è stato molto positivo, c’è tanta curiosità e credo anche gratitudine. Come Verena (della quale sono cliente) e come Isabel, mi fido della gente. Finora, è stata una fiducia ben riposta».

La Isabel evocata da Laura è il terzo apice del “triangolo della generosità” di via Tre Case. Suo è il “self service” di libri, giocattoli e Cd situato in una mensola incavata nella facciata nord dell’antico casale in cui abita, a pochi passi di distanza dalle due “colleghe”. Anche qui il concetto-base è quello del riciclo: «Non vedo l’entità di buttare ciò che ancora può servire ad altri. Così espongo la mia merce, che la gente, passando, è libera di prendere con sé gratuitamente». Giochi di carte, libri per bambini, pupazzetti e occhiali colorati sono disposti con ordine. Sembra osservarli, da terra, un cavalluccio a dondolo di fianco al quale Isabel ha lasciato il suo messaggio: “La vita è un regalo, servitevi volentieri”.

E non finisce ancora qui, la magia di “via dei Generosi”. Dirigendoci verso la stazione ci salta all’occhio una cassetta viola stipata di libri: è la graziosa “Piccola libreria elfica”, grazie alla quale sognare e viaggiare non costa niente. Ma prima di arrivarci incontriamo un uomo. Ai suoi piedi c’è un “metal detector”. «Troviamo l’introvabile, è l’uovo di Colombo. Oggi ci hanno chiamato per un anello di fidanzamento caduto dal quarto piano». Una storia in più, da raccontare (forse) un’altra volta.

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