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16.11.21 - 17:24
Aggiornamento: 18:33

Vallemaggia: cartelloni ‘no vax’... ‘no autorizzat’

Posati e, in alcuni casi, già rimossi gli striscioni contro la legge Covid apparsi nei giorni scorsi nel distretto

di Shila Dutly Glavas
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Ponte Brolla
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Una mano con un dito che punta diritto verso il lettore, e una scritta rossa e nera che recita: “Obbligo di vaccinazione per tutti? No”. È lo slogan della campagna elettorale dei contrari alla tanto dibattuta modifica della legge Covid-19, su cui si fonda tra l’altro la base legale per il certificato Covid, in votazione il prossimo 28 novembre.

In Vallemaggia, da un paio di settimane, questi cartelloni sembrano indicare proprio verso gli ignari automobilisti, intenti a percorrere la strada cantonale: costeggiano tutto il tratto stradale del fondovalle, come testimoniano le foto scattate da laRegione, e pure le vie delle vallate laterali.

E così, partendo da Locarno in direzione Cavergno, capita di trovare un primo manifesto attaccato sul guidovia a Ponte Brolla, poco dopo aver passato la ferrovia. Poi, un altro ancora all’imbocco della galleria di Gordevio, appeso sopra a un palo segnaletico della corsia riservata ai mezzi a due ruote. Anche ai Ronchini, all’altezza del centro scolastico, appoggiato al muro di una cascina. Alla fermata di Lodano e addirittura in mezzo a un prato a Giumaglio, sorretto da un pilone dell’elettricità. E poi ancora a Someo, all’inizio della strada che porta al paese. A Riveo, lungo il “curvone”, ovvero la doppia curva stradale che precede il villaggio. E pure a Visletto, dove sono stati posizionati ben due striscioni, a distanza di pochi metri, sul muro paramassi e, per finire questo “safari” nella giungla della cartellonistica pre-voto, sono stati messi pure sopra il ponte della pista ciclabile che collega Cevio a Bignasco.

E così, manifesto dopo manifesto, si arriva ad averne circa una decina sul ciglio della strada (suolo pubblico), senza contare quelli installati da privati cittadini su finestre e terrazze di casa, su tetti e sulle staccionate.

Le regole per le affissioni pubblicitarie, di qualsiasi natura, sono chiare. Eppure anche stavolta – soprattutto constatando la mole ma anche la “particolarità” dei luoghi scelti – sorge spontaneo il dubbio: sono in regola?

Né richieste, né autorizzazioni

Stando alla Legge sugli impianti pubblicitari, contenuta nella Raccolta delle leggi del Cantone Ticino, “l’apposizione, l’installazione, l’utilizzo o la modifica di un impianto pubblicitario soggiace al rilascio di un’autorizzazione. La stessa è di competenza del Municipio del luogo di situazione per gli impianti situati all’interno delle zone edificabili definite dai piani regolatori comunali”.

Abbiamo chiesto conferma alle autorità locali valmaggesi di Avegno-Gordevio, Maggia e Cevio. In tutti e tre i casi la risposta è stata pressapoco la medesima: «Non abbiamo ricevuto nessuna richiesta e, di conseguenza, non abbiamo nemmeno dato l’autorizzazione alla posa dei cartelloni, sia di quelli presenti sulla strada, sia di quelli dei privati».

In aggiunta, il segretario comunale di Maggia, Luca Invernizzi, ha voluto precisare che: «Diversi manifesti sono stati messi in zone esterne all’area edificabile, quindi l’approvazione non spetta neppure al Comune ma al Cantone. Dalle autorità cantonali però non abbiamo ricevuto nessuna notifica in tal senso».

Toglierli sì, ma per questioni di sicurezza

Nel frattempo, il Municipio di Cevio ha deciso di rimuovere già questa mattina gli striscioni ritenuti molesti. Ma è il segretario comunale di Maggia a spiegare perché è importante regolare gli impianti pubblicitari: «Si tratta di una pura questione di sicurezza. Manifesti troppo appariscenti o vicini alla strada possono essere un pericolo, poiché potrebbero distrarre il conducente e provocare incidenti». Alla domanda se anche Maggia provvederà a toglierli, risponde: «Stasera ci sarà la riunione di Municipio, perciò non posso ancora dire come si muoverà il nostro Comune».

Pure Avegno-Gordevio deciderà la sorte dei manifesti in serata ma il segretario comunale Waldo Patocchi si sbilancia: «È tema della riunione, probabile che quello sulla ciclabile a Gordevio verrà tolto, disturba troppo la viabilità dei ciclisti».

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