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28.09.21 - 15:28
Aggiornamento: 15:50

‘Velodromo, Losone dovrebbe tornare in sella’

Il Consiglio comunale chiede al Municipio di riprendere i contatti con i promotori del progetto (ora orientati su Tenero), nonostante restino nodi pianificatori per l’ex caserma

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Ti-Press
Lo spazio non manca

Il Municipio di Losone riallacci i contatti con i promotori del Velodromo Ticino. A chiedere all’Esecutivo di provare a tornare in sella a un progetto, che a suo tempo ha avuto quale possibile ubicazione l’ex caserma (ma che ora sembra concentrato unicamente sul sedime dell’ex cartiera a Tenero), è stato il Consiglio comunale losonese. Nella seduta di lunedì sera, il tema è stato inserito all’ordine del giorno quale trattanda “extra Loc” su richiesta di Mario Tramèr del Ppd e di Gianluigi Daldoss del Plr.

Lo stesso Tramèr ha ricordato che lo scorso 23 settembre il Consiglio degli Stati ha approvato i crediti Cisin e fra questi sono indicati cinque milioni di franchi per il velodromo, «che rientra quindi fra gli impianti sportivi d’importanza nazionale. La struttura ospiterà pure contenuti per la pratica dell’atletica e forse addirittura per il tiro, con uno stand a 50 metri. A Losone esistono le premesse ideali, con ampi terreni a disposizione e senza l’ostacolo della ciminiera, presente all’ex cartiera e che è tutelata quale monumento. Noi abbiamo anche il golf e la prospettiva di un nuovo albergo nella zona. Non è forse il caso che il Municipio coinvolga il Patriziato per far insediare il velodromo sulla piana d’Arbigo, nell’ambito della nuova pianificazione? Nel progetto sono notoriamente coinvolti Rocco Cattaneo, Fabio Schnellmann e Bixio Caprara, tutti di area liberale radicale. Invito il nostro sindaco (Ivan Catarin, pure lui Plr) a lavorare in tale direzione. Perché le infrastrutture sportive devono andare tutte a Tenero? Il Municipio si attivi con forza e convinzione a vari livelli affinché il velodromo rientri tra i contenuti futuri del sedime ex caserma».

Pronta la risposta di Catarin: «Settimana prossima abbiamo un incontro con il Patriziato e il tema potrebbe entrare nella discussione. L’ultimo nostro contatto con i promotori del velodromo risale a due anni fa, poi non siamo più stati interpellati. Allora, quando ci avevano presentato la bozza del progetto, avevamo chiesto garanzie finanziarie, perché quello ci sembrava l’unico nodo da sciogliere. Da quel momento non li abbiamo più sentiti. Il nostro interesse c’era e la pianificazione andava in quella direzione. Sicuramente, ora, il Municipio può discutere se richiamare i diretti interessati. Va detto che a Tenero il Centro sportivo nazionale raggruppa molti contenuti e questo è un obiettivo chiaro. La quarta tappa prevede una pioggia di milioni da Berna... Noi, dopo una prima discussione con il Patriziato losonese, possiamo solo rilanciare la discussione e vedere quali risposte otterremo dai promotori del progetto».

Tramèr ha insistito: «Ma il Municipio ne vede l’utilità?». A dargli manforte è intervenuto Daldoss: «Vale la pena o no proseguire in questa direzione? Due anni fa era un tema caldo: poi si è raffreddato. Ora torna a galla in maniera quasi inaspettata. Da noi è ancora in ballo la pianificazione dell’ex caserma. Qual è l’intenzione? È opportuno ridiscutere il tutto? O è meglio lasciar perdere?». Il sindaco: «A dire il vero, noi avevamo un po’ accantonato questa ipotesi, privilegiando altre priorità». Davide Fabbri (Lista della sinistra) ha invece messo il dito nella piaga della pianificazione del sedime ex caserma: «Chi porta avanti tali progetti non può assumersi il rischio di scontrarsi con un ostacolo di questa portata. Non siamo in grado di dare garanzie di fattibilità».

E c’è chi annuncia i bastoni fra le ruote

Nel corso della discussione si è poi manifestato un fronte di dubbiosi e contrari. Leonardo Pinoja dell’Udc: «Il nostro gruppo aveva approvato la pianificazione, ma parte dell’Udc è scettica sul velodromo: alcuni sono possibilisti, altri non lo vedono di buon occhio. A Losone ne abbiamo bisogno? Cosa vogliamo portare nel nostro comune, a prescindere dall’investimento? Il discorso per noi non è maturo».
La Lega, dal canto suo, è sempre stata contraria all’insediamento di un velodromo all’ex caserma, come specificato da Michele Grünenfelder: «Alle famiglie di Losone non serve e genera traffico su strade che sono già sotto pressione. A Tenero, invece, i collegamenti viari e con i trasporti pubblici sono ottimi. C’è già la pianificazione e sono previste sinergie con il Cst. Unico inconveniente è la ciminiera che può essere spostata. Tenero è il sito migliore. A Losone possiamo portare altri contenuti: ma prima vanno studiati, ponderati e condivisi con la popolazione».
Infine, è intervenuto il vicesindaco Fausto Fornera: «La sollecitazione del legislativo ci dà lo spunto di discuterne in Municipio e di aggiornare la questione. Il Consiglio comunale ha già dato indicazioni sui contenuti per l’ex caserma. Siamo in grosso svantaggio perché non abbiamo una pianificazione approvata; una lacuna che ci mette in una posizione di debolezza e di estrema incertezza. La nostra priorità è pianificare l’area. Nel messaggio del Consiglio federale si cita anche Losone fra i luoghi scelti per il velodromo e ciò ci impone di riprendere il filo del discorso».

Passano consuntivi e crediti

Nel corso della seduta, il Consiglio comunale ha approvato i consuntivi 2020 e ha concesso alcuni crediti: 103mila franchi per l’acquisto di due veicoli elettrici per i Servizi urbani; 70mila per un’auto, sempre elettrica, per la Polizia comunale; 225mila franchi per la sistemazione dei posteggi comunali e del muro di contenimento in via Vigna Francesconi; 851mila per la sistemazione idraulica del fiume Melezza nella zona della passerella ciclopedonale.

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